Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Hrsg.]
Monumenti antichi — 6.1896

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THAPSOS

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se non dal Cavallari, in modo superficiale, e da me ;
le devastazioni vi durano invece secolari, forse a co-
minciare dai Greci di Lamis o dagli Ateniesi di Lamaco
e di Nicia, avidi cercatori di metalli, fino ai « calcarari »
di ieri, che a furia di mine mandavano in aria scogli
e sepolcri. Tale opera di distruzione è ora limitata
alle roccie, che non contengono sepolcri; ma era pur
tempo che si raccogliessero gli ultimi avanzi di tante
ruine. E se ciò potè ottenersi, una parola sincera di
lode e di riconoscenza va data al conte Me. Emanuele
di Belforte, che alla fine si persuase a concedere che
le desiderate ricerche venissero mandate ad effetto.

II. Relazione illustrata degli scavi.

Ho iniziato i lavori alla punta settentrionale della
penisola, attaccando un gruppo di sepolcri, muniti di
canali convergenti quasi nello stesso punto, a pochi passi
dal mare. La precedente veduta (fig. 2) mostra le bocche
di due sepolcri, e quattro canali, la cui lunghezza
nella necropoli, varia, a seconda del sito, da m. 5 a 25.
Le grandi stanze erano colme di terra e frugate già
anticamente, come risulta dai numerosi rottami fittili
trovati in mezzo alla terra, allo ingresso di ognuna
di esse.

Sepolcro 1. La porta è preceduta da un padi-
glione, a cui fa capo un'ampio canale di scolo, che,
attese le sue dimensioni (all'origine largo m. 0,85, prof,
m. 0,60), sembra un vero ÓQÓfios o corridoio scoperto.
Sgomberandolo dalla terra si trovò una quantità di va-
sellame in pezzi, un esame superficiale del quale bastò
a farmi riconoscere forme del secondo periodo, cioè nu-
merose anse a cornetti rudimentali, spettanti a ciotole
ed a più capaci bacini (').

Commisti alla stessa terra di spurgo dei primi de-
vastatori erano due idoletti fittili, dei quali riproduco
alla tav. IV, 4 l'esemplare più completo ; ha forma co-
nica schiacciata con foro all'apice, od è munito nel
prospetto di due braccia rudimentali ; che sia una ele-

(') Le ciotole ad ansa bicornuta sono già note da La ne-
crosi, siculo, del Plemmirio {Siracusa) in Bullettino di Palet-
nologia italiana, a. XVII, tav. VI, 5, XI, 24. I bacini ad alta
ansa bicornuta si ebbero a Cozzo Pantano nella Necropoli si-
culo presso Siracusa con vasi e bronzi micenei (in Monumenti,
voi. II), tav. I, 16. 12 B, 25 e II, 1 ; ambedue codeste necropoli,
da me illustrate, spettano al secondo periodo siculo.

mentarissima rappresentanza antropoide, e non la prima
che esce dagli strati siculi ('), nissuno metterà in dub-
bio. Nè credo che fossero meramente dei giocattoli, ma
penso che ad essi, appunto, perchè deposti accanto i
morti, annettessero carattere sacro.

Assieme ai precedenti fu raccolta una testolina ani-
male, con lungo collo, disegnata a tav. IV, 5 (2). Senza
esagerare la portata di codesti infantili documenti della
plastica sicula, essi hanno valore per ciò che sono i
primi tentativi di arti rappresentative, forse con ca-
rattere ieratico.

La tomba consisteva di anticella elittica (assi
m. 1,45 X 0,92) e di cella (diam. m. 3,20 X 3,40 X
1,75 alt.) con tre nicchie e volta pianeggiante. Colma

Fig. 3.

la stanza sino a cm. 10 dalla volta di sottilissima
terra di filtrazione ; e sul fondo una massa considere-

(!) Due assai importanti idoletti fìttili, con tracce di poli-
cromia, della necropoli di Villafrati presso Palermo, giacciono
inediti nel Museo di quella città, ed assieme ai nostri sono i
primi documenti della plastica sicula.

(2) Codesta testa col suo collo allungato e la faccia a trian-
golo pronunciato ha la più decisa rassomiglianza con un manico
di vaso di un tumulo di Hanai'-Tepeh (Calvert apud Schliemann,
Ilios, p. 957). Per le rarissime figurine fittili di quadrupedi delle
terreinare tutto il materiale fu raccolto dal Pigorini, La terra-
mara di Castellazzo di Fontanellato {Monumenti, voi. I, 1),
p. 31-33 e tav. 5; egli inclina a crederle produzione dell'ultima
età del bronzo e degli inizi di quella del ferro, e le aggruppa
a quelle di Hissarlik e Tirinto. Se è esatta la determinazione
cronologica, parmi però assai arrischiato l'avvicinamento di
Hissarlik alle terremare; preferisco credere codeste figurine ema-
nazioni di svolgimenti artistici analoghi, ma indipendenti nei
vari gruppi, ove esse apparine m >. Per quelle dell'Europa cen-
trale si consulti: Hoernes, Eins pràhistor. Thonfigur aus Ser-
bien uni àie Anfaenqe der Thonplastik in MiUel Europa (nelle
Mittheilungen della Soc. Antropologica di Vienna 1881, p 153
e segg.).
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