Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 6.1896

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THAPSOS

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vole di scheletri, che coprivano tutto il piano, in to-
tale 22, distribuiti 19 coi crani alla periferia e soli
3 al centro ; dalle osservazioni fatte rilevai che i
cadaveri dovevano essere disposti lungo la parete, di-
stesi a ventaglio, cogli arti inferiori piegati, oppure se-
duti in posizione normale, ma non accoccolati. Nella
falange di una mano era ancora infilato un anello di
bronzo di verga cilindrica ad estremità aperte (diam.
mai. 33) ; sopra tre crani trovai uno e sopra un quarto
due anelli di bronzo cilindrici, ad estremità soprapposte
(cfr. fìg. 3), penso orecchini, non apparsi fin qui nelle
necropoli siculo. Un trapanino di bronzo sfuggì pure
ai devastatori, che della loro triste opera avevano la-
sciato segno nelle ossa smosse, e nei vasi frantumati.
Al centro della stanza constatai avanzi di un colos-
sale bacino, come quello del sep. 43, eguale agli esem-
plari di Cozzo Pantano (o. e, tav. II, 1) che qui a
Thapsos vedremo ritornare in moltissimi sepolcri ; lungo
la parete alcuni piccoli vasi sfuggirono ai violatori o
vi furono abbandonati siccome inutili.

Abbondano, come in tutte le tombe di Thapsos,
le ollette cipolliformi, con o senza anse acuminate,
forme già riconosciute proprie alle necropoli del se-
condo periodo (Plemmirio, o. e, tav. VI, 3; Cozzo Pan-
tano, o. c, tav. I, 9 ; II, 9, 21) (')• Il bello esemplare
tav. IV, 2, munito di coperchietto, è decorato di festoni
a punta; e di altri quattro uno solo è liscio, gli altri
adorni colla stessa tecnica (2). Una ollettina od un
presentatoio minuscoli (vedi fìg. 3) attese le loro di-
mensioni sembrano giocattoli infantili; un vasetto ci-
lindrico liscio, col suo coperchio (simile in sep. 30)
costituisce un tipo non ovvio nella ceramica sicula di
questo periodo; altri esemplari vedremo a Thapsos, ed
uno identico in una necropoli del terzo periodo (:t). Da
ultimo un' anforetta micenea (tav. IV, 3) a. cm. 9, di
pasta chiara politissima untuosa al tatto ma colla pit-

(') Aggiungi la necropoli <li Molinello presso Angusta (Orsi,
Di due sepolcreti siculi nel territorio di Siracusa, tav. Ili in
basso, ne\V Archivio storico siciliano, 1893).

(2) L'esemplare tav. IV, 1, ha vivo riscontro in un fiaschetto
di Troia (Schliemann, llios, fìg. 1123), dove lo anse acuminate
occorrono non infrequenti, mentre mancano nell'Italia continen-
tale. I vasi, tav. IV, 2 e flg. 3, trovano giusto raffronto in al-
cuni esemplari grezzi di l'irinto (Schliemann, Tiri/nthe, 1 7).

(:i) Orsi, La necropoli sicula del terzo periodo al Finoc-
chito presso Noto. In Bull, paletnol. ital., 1894, tav. III, 10.
La stessa forma si ha negli strati antichissimi di Thera (l'errot,
La Grece primitive, fìg. 457).

Monumenti antichi. — Voi. VI.

tura quasi per intero perduta, inaugura la scoperta
di una serie di vasi congeneri per forma, età e pro-
venienza (').

Il sepolcro fu devastato in epoca molto antica da
TiiifioQovxoi, che davano la caccia al bronzo ed ai me-
talli, non curando i vasi, rompendo i maggiori che eran
loro d'ingombro, abbandonando o ributtando all'interno
i piccoli. La ricostruzione del contenuto sepolcrale,
prima della devastazione, è facile ; disposti in giro,
forse seduti, i morti, intenti, come ho già riconosciuto
a Cozzo Pantano (o. e, p. 13) a funebre banchetto,
al quale servivano il grande cratere o bacinone per
liquidi posto al centro e le scodelle ad anse cornute
per attingere ; altre provvisto da bocca avran conte-
nuto le ollette, e protettrici di qualche defunto e del
sepolcro erano le imaginette antropoidi.

Sepolcro 2. Piccola stanza (diam. m. 1,50, alt.
m. 1,35) a volta curva con due nicchioni, preceduta
da padiglione con lunghissimo canale di scolo; nella

Fig. 4.

terra di riempimento di questo i soliti rottami di vasi
ributtati ; tra essi un bacino privo del gambo, tipo
già noto (Cozzo Pantano, o. e, tav. I, 19) e che ve-
dremo ripetuto a diecine di esemplari qui a Thapsos;
e pozzi di un bacinone lebetiforme con decorazione a
lisca sulla grande ansa (come a Cozzo Pantano, o. e,
tav. I, 1G). Nell'interno tre soli scheletri sotto le nic-
chie; siccome le loro ossa formano tre distinti muc-
chietti, devo arguire fossero accoccolati. Di piccoli
bronzi presso un cranio una verghetta trapezia spato-
liforme (uso ?), e nel centro del sepolcro un oggettino
molto consunto che sembra una spadina od una cuspide

(') Il motivo delle squamine come quello dei festoni è estre-
mamente raro nella pittura micenea; lo riscontro in un'anfo-
retta della Beozia ed in un'anfora di Jalysos, pressoché eguale
alla nostra (Kurtwaengler & Loeschcke, Mykenische Vasen
vorhellenische Thongefaessc, n. 62 c 146).

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