Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 6.1896

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THAPSOS

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(come tav. IV, 20), altre due rotte, e due scodellette
serniovolari (tav. I, 10).

Sepolcro 7. Stanza a cupola (diam. m. 2,60,
alt. m. 1,50) con volta sfondata, che preservò il con-
tenuto, già rimaneggiato da devastatori antichi. Quattro
erano gli scheletri, tutti coi crani addossati alla pan-
china, che per due terzi gira al pie' della parete ; sic-
come le ossa crurali non erano distese, credo che anche
qui fossero stati adagiati cogli arti piegati. Al centro vi
avevano due bacini ad alto gambo (come tav. I, 7, uno
alto cm. 40), un cono fittile pieno e la fuseruola conica
qui sotto (fìg. 8) disegnata. Sparsi sul fondo del tha-
lamos altri vasi : una olletta ad anfora con fregi a
stecco, un orcioletto minuscolo a. mm. 35 (simile in
sep. 22, zinco), due fiaschi globari manicati ; il primo

Fio. 8.

con fregi al collo è forma sicula già nota (Plemmirio,
o. e, tav. VI. 2; Cozzo Pantano, o. e, tav. II, 8, 22);
il secondo è munito sul ventre di un capezzolo imbu-
tiforme da versare (come tav. IV, 11); alla produzione
locale spetta pure una olletta cipolliforme (come Cozzo
Pantano, o. e, tav. II, 10) e l'anforetta data ad j nel-
l'unito zinco (fig. 8), evidente imitazione di una anfo-
retta micenea. Era miceneo un vasetto a calamaio, a.
cm. 5, come quello del sep. 2, con superficie completa-
mente alterata. Parecchi altri vasi apparvero proprio
ridotti in frantumi, per opera dei cercatori di metallo,
che lasciarono fra la terra una punta di spada ed un
pezzetto di ascia piatta (?) in bronzo.

Sepolcro 8. La soglia della porta sovrasta di
appena un metro al livello del mare calmo, dal quale
dista m. 5 ; l'interno è colmo di ghiaja e fanghiglia.
Nello strato limoso superiore, molto alto, appariscono
due scheletri distesi, che alla testa ed ai piedi ave-
vano due scodelloni a fondo chiaro e fregi bruni (uno
è riprodotto alla tav. IV, 16), articoli protoellenici dello

stile geometrico ('); assieme ad. essi stava una vol-
sella in bronzo.

Tale scoperta ha una importanza rilevante per la
cronologia della nostra necropoli in quanto indica una
invasione greca dell'ottavo secolo. Sotto il deposito
greco un potente strato di terreno era duro e compatto,
ed avendo aperta in osso una trincea verso il fondo appar-
vero cocci siculi; non potei però condurre a termine
la esplorazione della molto profonda stanzetta, perchè
man mano si discendeva, la terra diventava sempre
più fangosa, ed in basso gemeva acqua in quantità,
essendo il piano della stanza, da me non raggiunto,
più basso del livello normale del mare. Tutto ciò però
basta a dimostrare che sopra la originaria deposizione
sicula si adagiò uno spesso (più di un m.) strato di
terreno sterile, alla superficie del quale apparve la
deposizione greca (2). La distanza cronologica fra le
due deposizioni deve esser quindi stata rilevante. Spet-
terebbe quella superiore ai coloni di Lamis e dovrebbe
perciò ad essi attribuirsi la devastazione della necro-
poli ? L'idea è certo molto lusinghiera, ma non oso
darla per accertata.

Sepolcro 10. Grande cella a volta sfondata,
colma di terre e massi. Fatta una trincea nel centro
sino a toccare il fondo risultò, che tutto il contenuto
era letteralmente schiacciato. Sgomberata per intero,
apparve sul fondo una massa straordinaria di sche-
letri, almeno 49, tra i quali anche bambini e fan-
ciulli, i quali formavano uno strato ossifero di cm. 15.
Fra i numerosissimi rottami fittili constatai avanzi di
bacinoni lebetiformi, di fiaschi globari, di capedun-
cole e di bacinetti ad alto gambo. E una rivelazione
il fiasco (tav. IV, 14); il corpo diviso in tre fascie ver-

(') Un vaso quasi identico per forma e decorazione pro-
viene dai recenti scavi al Dipylon, Athenische Mittheilungen,

1893, tav. Vili, 6. Altro simile verrà pubblicato in breve dal
dott. L. Mariani in una sua Memoria, Note sulla ceramica
cretese (nei Monumenti antichi). Ed un terzo di stile ed epoca
del Dipylon vedesi nello Jahrbuch des Arch. Instit., Ili, p. 248.

Sulla cronologia dei vasi geometrici mi sono intrattenuto
illustrando quelli della necropoli del Finocchito {Bull. pai. Hai..

1894, p. 61 e 62).

(2) Ho già avvertito nelle piccole tholoi della necropoli
di Molinello presso Augusta che sopra la deposizione sicula
ne fu aggiunta una del 6° sec, e che fra l'unae l'altra inter-
cedeva un forte strato sterile (Orsi, Di due sepolcreti siculi ecc ,
p. 19). Anche a Thoricos lo Stai's ha esplorato tombe micenee,
una delle quali aveva servito ad una nuova deposizione del
6° sec. (Reinach, Ghronique d'Orient, 1894, II som., p. 19 del-
l'estratto dalla Revue Archéol.).
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