Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 6.1896

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THAPSOS

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(diam. m. 2,47 X 2,57) con due nicchioni; sul fondo
di essa, sotto un buon palmo di fanghiglia, due sche-
letri distesi davanti le nicchie, senza accompagnamento
di oggetti ; soltanto in una nicchia un tìaschotto a bec-
cuccio (come tav. IV, 11), e sul suolo un piattello. La
completa nudità del sepolcro fa credere che esso sia
stato spogliato della sua 'suppellettile in epoca molto
remota, forse dai Siculi stessi, i quali però per un
sentimento di SsunSai/iovCa avrebbero lasciati intatti
i morti e rinchiuse diligentemente le stanze.

Sepolcro 32. A pochi passi dal precedente ed in
condizioni identiche. Per migliore intelligenza ne do la
planimetria, dalla quale si rileva (fig. 27), come la prima
porta, preceduta da un profondo padiglione, fosse chiusa
da un lastrone quadro, controbarricato da pezzami
irregolari; tre grosse lastre messe in coltello, anzi
innestate in un canaletto nel piano del padiglione, im-
pedivano l'ingresso dell'acqua dall'esterno. Nell'anti-
cella, a. cm. 90, niente. La porta della cella soli-

Pia. 26.

i rottami di un bacinone, che doveva avere dimen-
sioni straordinarie, perchè la metà inferiore della sua
ansa, adorna di una lisca, misura cm. 30 X 26. Due

Fig. 25.

vasetti micenei erano così frantumati, da riuscire in-
determinabili; v'erano ancora numerosi rottami di olle
e capeduncole.

Sepolcro 31. Ermeticamente chiuso coll'accesso
nascosto ed invisibile, lo rintracciai seguendo a ritroso il

canale di scolo. L'unita sezione (fig. 26) mette in chiaro
tutti i particolari. Il padiglione era colmo di terre e pie-
tre messevi di proposito, al momento della chiusura de-
finitiva del sepolcro. La porta dell'anticella è chiusa da
una triplice maceria di pezzi nella parte inferiore, con
una lastra incuneata nel vano superiore ed un masso
di rinforzo in basso. La porta della cella invece aveva
il suo bel lastrone fissato, anzi cementato dentro le
cornici dallo stilicidio secolare di acque calcari; era
impostata verticalmente davanti ad esso una rozza
pietra (1. cm. 39) foggiata a phallus, certo emblema
profilattico per il sepolcro ('). La stanza è circolare

(') Avremmo qui uno dei più antichi documenti del phallus
usato come ùnoiQonmoy. Sono estremamente rari i documenti

damente chiusa da un secondo lastrone, levato il
quale apparve la stanza vuota (a. m. 1,50) con cm. 10
di fango sul fondo ; adagiato orizzontalmente di fronte
all'entrata il bacino a grande ansa adorna di lisca, ripro-
dotto dalla fig. 28, alto cm. 90 ; ed ai lati di esso tre
anfore grezze biansate (a. cm. 33 a 35) con superficie

per l'epoca pre e protostorica. Ma senza uscire dalla Sicilia io ri-
cordo che potrebbe essere una rozza rappresentanza fallica quella
scolpita nella chiusa del sep. 22 di Castelluccio (Bull, paletti.
ital., 1892, p. 29, tav. II, 1). Per i sepolcri poi dell'Etruria sono
abbastanza eloquenti le stele falliche (Durm., Baukunst der
Etrusker uni der Roemer, p. 69; Dennis, Cities and cemeteries
of Elruria, p. 42; Notizie degli scavi 1887, tav. VII, fig. 1-7).
Sul phallus usato in genere, quale oggetto aionov, come mezzo
profilattico cfr. Daremberg e Saglio, Diclionnaire des antiquités,
voi. II, p. 986.
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