Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 6.1896

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THAPSOS

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terre, ma anche da molte pietre di accurato squadro,
pertinenti alla muratura del protiro; ricuperai presso

la bella daga riprodotta dal zinco, fig. 31 (1. cm. 29),
a sezione romboidale, con codolo rudimentale e tre chio-

I

Fig. 30.

che intatta l'ampolla micenea tav. V, 4,
di purissima creta, a fondo bianco e fregi
rosso-sanguigni, con superfìcie a tratti an-
cora nitenti (J). Ciò che desta sorpresa
in codesto sepolcro è la assoluta mancanza
di avanzi scheletrici, e la presenza in-
vece di qualche bronzo; proprio all'in-
verso di quanto è stato ordinariamente
osservato. Di fatto, venne raccolta sul
fondo, protetta e nascosta sotto una pietra,

delli alla base, di forma terramaricolo-micenea spicca-
tissima (]). Vicino ad essa una verghetta di bronzo (1.
cm. 6), acuta ad una estremità, tondeggiante all'altra,
ed un delicato scalpellino, colle estremità, di cui una
ricurva, taglienti (2).

(') Due esemplari di forma quasi identica
al nostro, ma l'uno in oro, l'altro in argento,
uscirono da una delle tombe principesche del-
l'acropoli di Micene, (Schliemann, Mycènes, fig.
341 e 353). Di fittili non saprei citare che il
f. \ superbo boccale di Marsiglia (Archaeol. Anzei-

ger, 1893, p. 9; Perrot, La Grfce primitive,
fig. 486). Il motivo flabelliforme delle spalle si
ha in una delle Urne funebri cretesi dipinte
nello stile di Micene, tav. II, da me edito in
Fig. 31. questi Monum. Antichi, voi. I, p. 2.

(') Dopo quanto ho detto su queste spade, illustrando gli
esemplari eguali del Plemmirio (o. e, tav. XI, 4, 8, 10, p. 122)
e di Cozzo Pantano (o. e, tav. II, 13, 23, p. 25) nulla ho da
aggiungere. Ne ha ultimamente trattato con larghezza il Naue
(Die Bronzezeit in Oberbayern, p. 82-80), notando che tali spade
sono sparse da Cipro, nella Grecia, nella penisola balcanica e
nell'Europa centrale sino alla Scandiuavia. Un secondo esem-
plare eguale si trovò in pessime condizioni nel sep. 6G di Thapsos.

(2) Eguali scalpellini a Cozzo Pantano (o. e, tav. II, 25);
consimili, ma di diverse dimensioni nel ripostiglio di s. Fran-
cesco (lirizio, Monumenti archeol. della prov. di Bologna, p. 22),
in quello di Limone (Bull.paletnol. ita!,., 1877, p. 120), ed in
altri depositi del periodo di Villanova; affilati ad ambe le estre-
mità a Troja (Schliemann, Bios, fig. 880, 881). Quello ad estre-
mità ricurve può aver servito a decorare i vasi, incidendo l'epi-
dermide della creta fresca.
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