Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 6.1896

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THAPSOS

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III. Esame del materiale.

/ Sepolcri. — Le necropoli del Plemmirio, di Mo-
linello e di Cozzo Pantano, tutte del 2° periodo siculo,
ci avevano già mostrato lo sviluppo che la stanza se-
polcrale aveva subito nel passaggio dall'età eneoli-
tica a quella del bronzo. Considerate esclusivamente
come opere di escavazione le tombe di Thapsos, poco
ci insegnano di nuovo; la forma è quella già nota,
a cupola ; qui notai alcuni saggi che più efficace-
mente danno l'idea di una vasta e bassa tenda circo-
lare o di una capanna primitiva (sep. 59). Come al
Plemmirio, dove il terreno quasi piano lo esigeva, anche
a Thapsos, nella parte interna, dell'isola, abbiamo gli
ingressi a pozzetto, mentre nella maggior parte delle
altre sepolture l'accesso è a finestra, con padiglione.
Anche i lunghi canali di definizione erano elementi già
noti fin nel 1° periodo (').

Murature e Saggi Architettonici. — La estensione
di talune camere, la natura poco compatta della roccia,
od il desiderio di decorare taluni ingressi, hanno de-
terminato in qualche caso l'impiego di piccole opere mu-
rarie di rinforzo, sostegno ed ornamento. L'importanza
precipua di queste consiste in ciò, che esse rappresen-
tano i primi avanzi tectonici genuinamente siculi, fin qui
conosciuti. Di costruzioni murarie primitive della Si-
cilia si è scritto parecchio a sproposito, ed il tema è an-
cora completamente nuovo; accanto a parti di vera fanta-
sia vi hanno opere mal giudicate ed altre scarsamente
ed in modo insufficiente conosciute (2). Murature megali-

(') Cfr. quanto no dissi, Necropoli Siculi, p. 15, nota 1.

(2) Il prof. It ilia Nicastro in una vecchia Memoria : Ricerche
Per Vhtoria dei popoli acrensi (Comiso, 1873), che non citerei
se non fosse stata troppe volte ciecamente adibita anche da
scrittori autorevoli, accanto a tante altre fantasie archeologiche
(cfr. p. e. mia rettifica a proposito di una iscrizione fenicia:
Notizie scavi 1891, p. 357), parla in più punti di avanzi murari
siculi, i quali semplicemente o non esistono o sono macerie mo-
derne. Le mura di Collesano, s. Fratello e Cefalù non furono
mai, per quanto io so, debitamente studiate e riprodotte ; sol-
tanto delle ultime si hanno disegni abbastanza grandi nei Mo-
numenti dell'Istituto di corr. archeol. 1831 (tav. 28 e 29) con
un articolo del Nott negli Annali 1831, p. 280. Il mutagliene
di Naxos viene ora per la prima volta riprodotto in due me-
diocri fotoincisioni dal mio allievo prof. P. Rizzo, al quale lo
ho additato due anni or sono (Rizzo, Naxos siceliota, p. 139
e 111).

E poi deplorevole che nella nuova edizione italiana della
pregevole Storia della Sicilia nell'antichità dell'Holm, si ripe-
tano, a proposito delle mura primitive, molti grossolani errori

tiche primitive esistono realmente a Cefalù, a s. Fra-
tello, a Collesano, per lasciar da parte quelle di Erice,
non sicule; il muraglione di Naxos, da me non è molto
scoperto, è di tecnica assai diversa dai precedenti, e
tutta speciale, perchè in lava, nè è ben certo se sia
greco o siculo, sebbene tutto mi induca alla prima in-
terpretazione. Invece sul carattere dei nostri avanzi non
può cader dubbio di sorta ; ed anche la loro cronologia
approssimativa è resa facile dal contenuto dei sepolcri
e della necropoli.

La loro struttura non è nè megalitica, nè poligo-
nale, ma di maniera rettangolare, richiesta e dal ge-
nere del materiale impiegato e dall'officio del muro,
d'indole substruttoria ; essa ha la più viva rassomi-
glianza col 2° tipo di Micene (Schliemann, Mijcù-
nes, p. 82; Schuchardt, Schliemanns Ausgrabungen,
p. 169). È il tipo murario, che, salva la dimensione dei
pezzi (che nelle tombe doveva, di necessità essere mo-
desta), vediamo impiegato, oltre che in certi tratti
delle mura di Micene (p. e. ai lati della porta dei Leoni)
e di Troia, anche nelle tombe a cupola (tesoro di Atreo,
tholos di Menidi ecc.) ('), e nelle mura di Cefalù ;
qualche volta i tagli laterali sono obliqui, anziché ver-
ticali, cogli interstizi turati da scaglie ; la perfezione
dei tagli e delle commessure denota perfeziono degli
strumenti ed abilità derivante da lunga esperienza.

Colla apparizione di codesti tipi murari coincidono
anche i primi tentativi di decorare architettonicamente
i sepolcri ; anzi qui la tectonica muraria trova la sua
migliore e più corretta espressione ; la finezza di taglio
e di commessura, le mattonelle a spigoli vivi, le soglie,
tagliato con cura estrema dimostrano una tecnica estra-
nea al dominio della tecnica megalitica ; aggiungansi
gli elementi decorativi, e la ripartizione dello spazio
che precede la stanza funebre in vari ambienti, ed
avremmo un insieme tale, al quale mancano i precedenti
nell'arte sicula del 1° periodo. È vero che in questo

contenuti nella la ediz. tedesca (p. 216 e segg. ed. ital.). Perciò
stesso non ha valore l'articoletto di Hartwig, Die vorhistor.
Bauwerke in Sicilien (Allt/em. Zeitunn 20 e 21 febb. 1806)
che contiene per lo più materiale spurio.

(') Questo sistema di massi a fronte rettangolare, commessi
con maggiore o minor finitezza a seconda dell'importanza del-
l'opera, è, si può dire, il sistema dominante nella coltura mi-
cenea, e sopra tutto nelle costruzioni funerarie (Perrot, La Grece
primitive, pag. 482 e segg.; Tsountas, Mvxijvni xcù Mvxijvcdiav
noXcnafi/ig, pag. 13, 14; DOrpfeld, Troia 1893; Bericht, fig. 10,
12, 17).
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