Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 6.1896

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ANTICHITÀ CRETESI

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le quali, di natura quasi generalmente calcarea, si pre-
stano molto alle costruzioni secondo il sistema poli-
gonale. Nei grandi tratti di muro si trae partito dalle
rocce che si trovano sul posto, che, dopo essere state
tagliate, si completano coll'aggiunta di tratti di muro.
I blocchi, lino all' epoca romana in cui si intro-
ducono i mattoni, sono costantemente congiunti senza
calco; ma sono evidenti in molti luoghi la malta di
fango che li collegava ed i tasselli che turavano i
buchi. Le due fronti del muro sono costituite da bloc-
chi più grandi, e dentro v'è una riempitura a sacco
con pezzi più piccoli, mescolati alla poltiglia di terra.

Le dimensioni delle mura sono variabili: per quelle
di fortificazione la larghezza varia da un metro a 2 1;
per quelle degli edifici un metro è la misura media.
Tanto il sistema quanto il tipo delle mura corrispondono
esattamente a quello delle costruzioni più antiche di
Micene, Argos e Tirinto, nonché ad alcuni dei più
antichi tratti delle mura di Norba, Cora e di altre città
così dette pelasgiche d'Italia (').

Circa l'epoca in cui tale sistema veniva adoperato
rogna ancora grande discordia tra gli archeologi, ten-
dendo alcuni, specialmente per le città italiche, ad
abbassare di molto la data della loro costruzione,
mentre da altri so ne mantiene l'alta antichità (2).
Sembra infatti che l'uso di costruire con apparecchio
così detto poligonale abbia perdurato in epoca clas-
sica, fin verso il V sec. a. C. (:ì). Ma la grande rozzezza
e 1' aspetto primitivo delle città cretesi, unitamente
ad altri argomenti, quali la suppellettile e la tradi-
zione circa la loro origine, mi fanno ritenere molto
antiche le costruzioni dell'isola, la maggior parte delle
quali io pongo senza esitazione nell'ambito di tempo
in cui fiorisce la civiltà così detta micenea od egea,'
tra il XX cioè ed il XIII sec. a. C.

TIoU%vm, villaggi, borgate. Le città di cui ab-
biamo tentato descrivere il carattere sono le princi-
pali o capitali degli staterelli, che comprendevano sotto
di loro anche delle città più piccole (asoìXxvcu) e bor-

(') Fonteanive, Guida per gli avanzi di costruzioni poli-
gone ecc., nella provincia di Roma. Roma 1887. Giovenale,
L'acropoli d''Alatri (in preparazione).

(2) BitQ, Handbuch der Alterth. IViss. dilw. Muller VI, Arch.
d. Kunst, p. 48G, le attribuisce all'epoca dei Eamessidi. De Cara,
Hcthei Pelasgi passim; Le necropoli pelasgiche d'Italia e le
origini italiche. Civ. Catt. 3 febr. 1891 ecc. Giovenale, 1. c.
(") l'errot et Ohipiez, Ilist. de l'art, VI, pag. 230.

Monumenti antichi. — Vol. VI.

gate. Di questi villaggi micenei, di cui lo tracce sono
meno appariscenti, sia in se stesse, sia perchè non
hanno una rinomanza storica, non è tuttavia intera-
mente ignota la situazione : uno ne ho trovato a s. Ni-
cola presso Ghazi ('), un altro ne rinvenne il Tarameli!
presso Miafxov.

Sono anch'essi, su.piccole collinette, privi di opere
di fortificazione e di edifìci in pietra appariscenti ;
onde non è improbabile che fossero costituiti da ca-
panno o da altre costruzioni in legno. Hanno tuttavia
lasciato sul terreno la suppellettile per cui sono ri-
conoscibili.

Un villaggio di epoca ellenica riconosco io nelle
rovine segnalate dall'Halbherr (2) a ridosso del Monte
Oxà, nel luogo detto \ xà iXXijvixd: esso conserva
avanzi di edifici costruiti regolarmente, con iscrizioni,
sia dedicatorie, sia sepolcrali; la sua posizione tut-
t'altro che strategica, esclude che si tratti di una
fortificazione.

■ Fortezze. Vere fortezze tuttavia non scarseggiano
in Creta nei punti più strategici, quali ad es. la valle
del fiume di Zakro, nella quale chiudono il passo al
paese dei Praesii verso oriente, lungo la costa orien-
tale tra Palaekastron e Karumes, ove evidentemente
servivano allo stesso scopo di difendere il paese degli
Eteocretesi da nemici che potevano venir dal mare
orientale, nei quali io credo di poter riconoscere i
Fenicii, e nella valle del Vlithias ad occidente (3).

Singolare è pure il triangolo strategico formato
dalle tre fortezze che guardano il porto di Sitia alle
spalle: in queste si vede pure il bisogno di isolarlo
dal mare, perocché dentro terra abitavano gli stessi
Praesii. Una simile vedetta o fortezza, che domina alle
spalle la città di Olunte, sembra invece aver avuto
per iscopo di difendere la città marittima dalle in-
cursioni per via di terra.

Le fortezze sono di varia natura a seconda del
luogo ove si posano, ossia più o meno vaste, composte
di uno o più edifici. Generalmente sono le più sman-
tellate e le scarse tracce ci rivelano bensì la costru-
zione analoga a quella delle città ; ma quasi nessun
particolare ci dàuno del loro principio strategico: il

(') v. Nota cit. su Apollonia, pag. 188.

(2) Museo ital, III, pag. 055.

(3) A. Thennn, Revue arch., XIV, 1800, pag. 300 seg. ;
XV, 1807, pag. 200 seg. e 410 seg.

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