Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 6.1896

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ANTICHITÀ CRETESI

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timo, statuetta rappresentante una bambina (?). Nel-
l'acconciatura v' è ancora qualcosa di arcaizzante
(cfr. Daremberg Saglio, Dici, des antiquités art. Coma,
fig. 1802, 1805).

Fig. 34.

Fig. 30. Terracotta del Sillogo, alt. m. 0,09, fram-
mento di focolare (?) (')•

Fig. 31. Ansa di vaso in grossa terracotta fria-
bile, rivestita del solito intonaco eteocretese; larghezza
m. 0,10, altezza della testa m. 0,06 ; comperata da
me a Bafit'lloi (Praesos), rappresentante una testa di
Giove (2).

Fig. 32. Piccola testa di terracotta in bassorilievo,
comperata da me a Kastriòtis (frammento di vaso ?),
alt. m. 0,048. La parte posteriore è un po' concava,
ma non liscia, la parete è sottile. Rappresenta un
etiope (?); A grappolo (?)

Fig. 33, 33«, 33è. Vari dei principali tipi di ter-
racotte ellenistiche del Museo del Sillogo di Candia.

Fig. 33&, n. 6. Tipo di Sileno accovacciato che si
ritrova anche in monumenti arcaici (cfr. Areh. Anz.,
1895, X, pag. 128, n. 18, Ciclope) e deriva forse dal
tipo di Bes o del Cercopiteco egiziano (cfr. Orsi, Me-
gara Hyblaea, in Mon. aut., I, col. 154-156, e Notizie
Scavi, 1895, pag. 194).

Fig. 34. Gruppo in terracotta, del Museo del Sillogo
di Hierapetros, alt. m. 0,17 ; le tre Grazie, motivo nuovo.

Fig. 35. Tipo di vari gruppetti in terracotta nel
Museo del Sillogo di Rettimo. In alcuni la donna è de-
nudata nella parte superiore, in altri vestita alla ionica.

Fig. 36. Testa di una statuetta in terracotta, com-
perata da me ad Astritzi (3).

Fig. 37. Testa di statuetta in terracotta (finissima,
gialletta), comperata da me a Knossos.

(i) Cfr. Conze, Jahrb., V, 1890, pag. 118 seg.
(*) Cfr. Arch. Zeit., 1882, tav. XIV, n. 4 (Taranto); tav. 13
n. 2; Journal of Hell. st., VII, pag. 18, fig. 1.

(3) Cfr. Arch. Zeit., 1882, tav. XIV, n. 2 (Taranto).

Monumenti antichi. — Vol. VI.

Pittura. Ma ancora dobbiamo ritornare alla età
antichissima di Creta, per accennare ad alcune tracce
di intonaco dipinto, rinvenute negli avanzi del me-
garon di Knossos ('). Purtroppo i frammenti finora sco-

perti sono di dimensioni troppo limitate per provare
altro che la esistenza dell'uso e la identità della in-
tonazione con le pitture dei palazzi di Tirinto e di
Micene. Se questi frammenti non ci dànno un' idea dei
motivi decorativi della pittura cretese, possiamo for-
marci un' idea del patrimonio artistico locale dalla ce-
ramica, di cui parlo nel III capitolo di queste Antichità
cretesi. Ma anche dalla gliptica si è potuto trarre
argomento per studiare l'origine di certe forme deco-
rative, e merita menzione l'ingegnoso tentativo del-
l'Evans di ricostruire il modo con cui venivano dise-
gnati con un modine certi soffitti dell'epoca micenea (2).
Se tale congettura è, come sembra, fondata, l'impor-
tanza della pittura cretese in epoca egea si fa sempre
più manifesta.

Usi e costumi. Tra gli oggetti da me notati nel
mio viaggio ve ne ha finalmente qualcuno, che porge un
nuovo contributo alla conoscenza degli usi e costumi
cretesi (3) e della civiltà antica in genere.

Da questo punto di vista, tra le iscrizioni che ho
copiate, merita speciale menzione un decreto di Praesos,
che ricorda la pesca della porpora e dei pesci nel
IV sec. a. C. (4).

L'uso dell'arco poi, così caratteristico per Creta fin
dai tempi antichissimi, ci è ricordato in modo speciale
da una stela sepolcrale del Museo di Candia (n. 116).
di provenienza incerta (Knossos ?), cui fa riscontro

(!) Fabricius, Athen. 3/itth., XI, pag. 138 seg. Altri fram-
menti raccolti da me sono nel Museo del Sillogo di Candia.

(2) Crelan pictographs & praephoenician scr., pag. 319 seg.

(3) Le notizie degli autori e delle epigrafi circa gli usi e
costumi di Creta sono raccolte in Bellezza, Rivista di Filoloffia,
1894, pag. 481-543.

(<) V. pag. 305.

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