Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 6.1896

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ANTICHITÀ CRETESI

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Otós &óXog, xsxQvniumg), lo cisterne (') il muro
iscritto (J), un edificio con colonne, ora distrutte, ed
un altro medioevale, dei quali tutti non è il caso di
tornare a dire, tanto più che queste rovine hanno sof-
ferto moltissimo dopo il tempo in cui furono descritte.
Così delle iscrizioni del muro, la consunzione, a causa
delle intemperie, ha cancellato ancor più delle lettere.
Dopo la revisione dell'Haussoullier sono scomparsi dei
blocchi, sicché mentre egli non ritrovò tre iscrizioni

z.4

risalendo sull'orlo nord. Ad ovest ed a sud sono restau-
rate in più punti da una bella muraglia in parallele-
pipedi (') dell'epoca classica, forse del IV secolo; ma
quivi il muro è più volte guasto e restaurato per uso
moderno.

Il sistema di costruzione delle mura è principal-
mente poligonale con una certa tendenza in alcuni
punti al parallelismo orizzontale. Formate con grossi
blocchi all'esterno, la cui larghezza media è da m. 1,00
a m. 0,60, tra i quali sono per riempitura delle pie-
tre più piccole, non hanno superficie di contatto per-
fetta, ma sufficientemente combaciante ; sono riempite
nell'interno con pietre più piccole e fango, e costitui-
scono uno spessore di circa m. 1,50. Sono conservate
per un' altezza considerevole che presso la porta sud-
detta, raggiunge i tre metri. La strada che sale da nord
a sud verso l'acropoli non ha traccia di lastricato, ma
si riconosce dalla regolarità del taglio e della dire-

Fio. 42.

Fig. 43.

notate dal Wescher, anch' io non ho potuto rintrac-
ciarne altre tre. Quanto al muro che le contiene, è
certo opera di ricostruzione ; e non sarebbe improbabile
che rimovendo i blocchi che lo costituiscono, si potes-
sero rinvenire altre iscrizioni nelle facce nascoste.

Di tutti i monumenti di Aptera, quei che fanno più
impressione al visitatore sono le grandiose mura, conser-
vate qui meglio che nella maggior parte delle città cre-
tesi (v. tav. Vili). Esse circondano tutta la terrazza su
cui giace la città ad est e nord-est, ove discendono
verso nord in una gola, nella quale è ancora ben visi-
bile una strada larga, che saliva alla città. Quivi for-
mano un imbuto (fig. 42) con l'altra linea di mura che
risalo dalla parte incontro verso la fortezza moderna,
occupante forse un punto di vedetta antico. L'imbuto
immette alla strada sopra accennata per mezzo di una
porta, di cui si conservano le solide spalle formate da
blocchi più grossi; le mura poi riprendono il loro corso

zione. Lungo di essa, non lontano dalla porta, ho rin-
venuto due frammenti di scultura della medesima
pietra calcare bigia delle mura (lungo l'uno m. 0,75,
l'altro m. 0,80) rappresentanti due quadrupedi, molto
rozzi di esecuzione e difficilmente riconoscibili, sia in
quanto al genere che allo stile cui appartengono (fig. 43);
e più in su presso il metochi tentammo invano di
estrarre dal suolo un vaso grossolano di terra scura
in una specie di ripostiglio o tomba. Tombe infatti
sono segnalate anche dal Wescher e dal Pashley.

Quanto all'epoca cui risalgono queste costruzioni
rimando alle considerazioni fatte nella parte generale.
Una conferma dell'alta antichità di Aptera l'abbiamo
nel mito e nel nome di questa città (2).

f1) V. disegno in l'aslilcy, I, pag. 61
(2) Wescher, o. c.

Monumenti antichi. —Voi. VI.

(1) V. dis. in lesta al cap. IV del Pashley, I, pag. 30.

(2) La leggenda delle sirene ha origine da una etimologia
greca del nome di "Autsqk, mentre questo probabilmente non è
greco, esistendo in Licia una città dello stesso nome ; cfr. St. Byz.
Pape-Benseler. s. v.; cfr. anche l'altra leggenda di Pteras Paus.
X, 5,10 e Uteq'ici in Cappadocia; Abdera di Lemnos è il centro
dei Sintii Pelasgi ; Strab. XII, III, 20.

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