Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 6.1896

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ANTICHITÀ CRETESI

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per largo l'istmo, di costruzione ciclopica, a grossi
massi, largo circa ni. 1,60 e conservato per l'altezza
di poco più d'un metro. Tra le rovine ho trovato un
mortaio simile nell'interno a quello di Milato, e per
esser questo il meglio conservato ne presento un di-
segno (fig. 63) (').

f

Mo.Uiod. Ol.nl.

FlG. 03.

Piuttosto il luogo che difendeva alle spalle Olunte,
la fortezza di Oxà, merita qualche parola di più di
ciò che ne è stato detto (:!).

11 nome moderno di Oxà (A£fa, Na'giu secondo lo
Stavrakis, p. 90) (3) richiama alla mente la città di
Ncé'iog in Creta, donde si esportavano in antico le ce-
lebri coti (4), e donde anche oggi questo commercio
si continua. Due colline sono alle spalle di Olunte,
estremità di contrafforti di quel ramo del Diete che,
prolungandosi a nord-est, forma il promontorio Zs-
(pvQior, cioè il KdóiGxov degli antichi (s). Guardan-
dole da Olunte, quella a destra, tagliata a picco arti-
ficialmente, è quella che fornisce la pietra da arro-
tare, l'altra a sin., con un dosso più aguzzo e ta-
gliente, è Oxà.

Secandosi da Elunda ad Oxà, per la strada, sulla
falda ovest del colle, a un' altezza di 50 m. circa dal
piano è un edificio antico, finora sconosciuto. È un muro
poligonale, abbastanza regolare, lungo sulla fronte

(') Il passo di Skylax, 47, vsqùs (lofta* 'to e/jou ììqos Kùtfi-
oxov xcà hfirjv èf cwxtò 'olovs xid //tir, ha fatto pensare allo Svo-
ronos, I, pag. 251, ad un supplemento Uav \vovn] che identifiche-
rebbe con Spinalonga. Ma ììkvvovu non può stare in questi pa-
raggi, poiché abbiamo altri dati che la pongono vicino a Cnosso,
cfr. l'auly. Hoeck, 1, pag. 415. Bursian, II, pag. 561, nota. Sta-
vraki, pag. 93, v. la nostra carta dell' isola.

(2) Spratt, I, pag. 126.

(3) Assos, nome veneziano.

(4) V. Pauly, s. v.

(5) Bursian, II, pag. 533. Miiller, ad Stadiasm., § 349.

m. 20,00, grosso era. 85, benissimo conservato per
circa 4 metri di altezza in facciata, penetrando nella
roccia scalpellata del monte. Uno dei massi che lo
compongono ha lo dimensioni m. 1,00X2,55X0,00.
Dalla pianta si vede che era un edificio abbastanza
grande, la cui destinazione peraltro non è evidente.

Più in su sul colle, quasi parallelamente a questo,
è un altro muro simile. Si può pensare a santuari,
forse anche ad opere di fortificazioni in relazione con
Oxà. Il materiale con cui tali muri sono costruiti è
un calcare bigio, intersecato da un deposito d'infiltra-
zioni bianche, lungo le quali si opera la frattura ab-
bastanza regolare della pietra.

La faticosa ascensione di Oxà, che dura circa
2 ore e \, è compensata dalla grandiosa ed originale
vista, che dimostra a meraviglia l'uso di fortezza e
vedetta verso il mare di questo ardito colle.

La forma di questa collina è a tre cime, ma sulla
parte anteriore a nord si prolunga a terrazze che di-
scendono verso Elunda; dietro invece discende in una
gobba tondeggiante. Sulla punta a sud rimangono al-
cuni avanzi di edifici, parto tagliati nella roccia, parte
costruiti con pietre naturali, molto guasti e crollati ;
la roccia quivi è tagliata a picco all'intorno. Inoltre
vi sono varie cisterne ; una sulla fronte occidentale, di
pianta quasi semicircolare, scavata in parte nella roccia
a guisa di mezza tholos, è rivestita di pietre, ed ha sei
buchi nella parte sud a circa 1 m. dal suolo, che
sembrano comunicare con qualche vena d'acqua nel
monte, se pure è possibile che vi sia acqua in quella
roccia. Più in su a sud è un' altra cisterna a forma
di chiesetta, la quale era fornita d' acqua fino a poco
tempo fa, quando i Turchi, per dispetto, la guastarono.
Se questa può essere o tutta o in parte moderna, non
così mi pare si possa dire delle altre.

Sul versante orientale di Oxà a mezza strada tra
Elunda e s. Nicolò è il luogo detto 'grà éXXtjvixà, se-
gnalatomi dall'Halbherr (')• Mi vi recai in poco più
di un' ora da s. Nicolò, costeggiando il mare. La si-
tuazione della borgata (hstó%ì), che occupa il posto
della K(tì;iÓ7iofog antica, è ai piedi quasi di Oxà, in
un altipiano, quindi non è posto dominante ; e a torto
l'Halbherr la considera come un (pqovQior, non avendo
alcunché di strategico. La natura stessa delle rovine

(') Museo Hai., Ili, pag. 655; II, pag. 177.
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