Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 6.1896

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ANTICHITÀ CRETESI

mente del mulino, sono in forti muri poligonali. Altre
mura poligonali tagliano le cime delle due colline dirim-
petto a Zakro ; all' una delle quali, detta Tqavniccaxrfi
si spiega dinanzi il paese ; l'estensione e la mole di
queste mura mi han persuaso che non solo Kàxm Zà-
xqo, come dice lo Spratt, ma anche "Avm Zdxqo, è
il luogo di una vera e propria città preellenica cre-
tese. Del resto i dintorni di Zakro, come ho già ac-
cennato, sono uno dei centri più popolosi degli Eteo-
cretesi ; ma furono abitati anche in epoche tarde, come
provano gli avanzi di case romane trovate nella mas-
seria detta KaXrj gtqutci. Dalla descrizione e dai
mattoni che mi furono mostrati ho ricostruito la se-
zione di un piancito di camera vnóxccvatov, ossia con
sistema di riscaldamento del sottosuolo.

I mattoni che formano i pilastrini sono alcuni
rotondi, altri quadrati : alcuni quadrati hanno un lato di
62 cm., altri lato o diametro di 27. Mi sembra dovesse
esserci un tepidarium di qualche terma in quel luogo.

Così i campi sotto Zakro sono ora tutti livellati
e puliti per uso della coltivazione; ma si veggono
moltissimi cocci e mi assicurano che fu gran lavoro
pei proprietari il portar via le pietre degli edifici
antichi.

Fio. 81.

In mezzo proprio al farangi del fiume, che si è
scavato una profonda e tortuosissima strada al mare,
è un masso di roccia risparmiato dalle spire del fiume
(fig. 81). In questo luogo selvaggio oltre ogni dire, che
si chiama \ tu éXXrjvixu sono avanzi di edifici antichi
e tagli nella roccia. Anziché una torre isolata, sembra una
vera cittadella, che doveva contenere parecchi uomini.

Arrampicata sulla roccia, essa è difesa da ogni parte
da muri che sbarrano le strade, costruiti con pietre
irregolari e fango di dimensioni piccole; sulla punta

della roccia non si può ascendere che per una via
scavata spiralmente nel sasso. Una condottura scavata
nella roccia sulla riva destra del fiume portava l'ac-
qua agli abitanti, prendendola da un luogo vicino a
Zakro, detto rov maXaiofivkov ij ftqvGaiq.

Un poco più verso il mare, parimenti in mezzo
al fiume, è un'altra elevazione di forma più tondeg-
giante e piana. Su questa, che si chiama Kdareìikov,
sono avanzi di mura crollate in parte, dello stesso
genere di quelle della prima fortezza.

Tutto questo complesso di edifici e punti fortificati
accenna ad uno stato di completa agitazione e paura,
da costringere a cercare un rifugio in luoghi così inac-
cessibili.

La città di Kdtm Zdxqo (') è la più grande, dopo
Praesos, di queste degli Eteocretesi. Essa occupa la
foce del fiume e i campi che circondano il golfo di
Zakro, più una piccola elevazione ad occidente, la
quale poteva essere 1' acropoli. È difesa tanto al sud
che al nord, dai contrafforti che si spingono nel mare ;
quello a sud, che è una massa più imponente, forma
il capo Zakro. I resti dell'antica città sono considere-
voli non tanto per la quantità ed estensione, quanto
per la mole delle mura e dei blocchi, i più grossi che
io mi abbia visto in Creta.

La costruzione è delle più rozze ; massi informi
sono collegati con fango e pietre intercalate (2). Sulla
elevazione dell'acropoli è una terrazza sostenuta da
mura ciclopiche ; verso est un muro largo circa m. 3,25
con angoli sporgenti sembrerebbe un muro di difesa
della città o un Te'uevog. La collinetta termina tagliata
a picco sul mare, come è a picco tutta la parte a
nord del golfo, a sud invece la spiaggia è liscia, pro-
dotta dalle arene del fiume ; quivi sono avanzi di un
edificio sconvolto sopra un terreno più alto prodotto
dal cumulo'delle rovine ; nel mare sono sommerse delle
lastre. Tra le rovine verso l'interno, ove incominciano
i campi coltivati, trovo un rocchio di pietra verde la-
vorato (fig. 82), di forma circolare con modanatura, del
diametro maggiore di m. 0,57, il quale mi sembra una
base di colonna in legno, simile a quelle micenee e
ad una che vidi in Troia (:t).

(') Spratt, I, pag. 232 seg.

(?) V. fig. in De Cara, ffethei Pelasgi, Civiltà Catt., 10 no-
vembre 1895, pag. 424.

(3) V. anche a Gulàs pag. 26G seg. e fig. 73, 74.
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