Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 6.1896

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ANTICHITÀ CRETESI

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antica, ove si suol situare, secondo me a ragione, Am-
pelos. Questa infatti è una città di tempi tardi (') e
le rovine, visitate anche dall'.Halbherr, appartengono
ad epoca ellenistica o romana.

Nella maggiore delle Kuphonisia esistono le rovine
di una piccola città di epoca romana; ma il luogo
doveva essere abitato anche in tempi antichi, tanto
più che la costa di fronte, lungo il mare meridionale
di Creta fino a Maxqv vaiò per un lungo tratto è
assolutamente scoscesa e inabitabile, sopratutto ina-
datta per una città marittima, di cui infatti le tracce
sono ignote tanto allo Spratt che all' Halbherr, che
visitarono quei luoghi. 11 dominio quindi di Ophiusa,
doveva spettare, in tempi antichissimi, all' unica
città grande ed antichissima dei dintorni, a Kmw
ZtcxQog.

Il nome antico delle imponenti rovine di Zakro ci è
ignoto ; sarei tentato quindi di collocare qui la nostra
Stelae, se non che il nome che pare certamente elle-
nico, male si accorda coli'aspetto del tutto primitivo
e non greco delle rovine di Zakro, onde a suo luogo (2)
ho considerato lo stesso nome di Zccxqos come preel-
lenico e conservato al suo posto. Ciò non ostante la
città greca poteva essersi formata sulle rovine del-
l' antica e forse il suo nome, le Colonne, accenna alla
preesistenza di edifici diruti in quel luogo (3): il nome
di Zakro, che anche oggi si applica ad un vasto ter-
ritorio della regione, sarà rimasto come nome di si-
gnificato più generico; avremmo quindi un caso simile
a quello di Autm argòg Kufiàqu ('').

Senza dare troppo peso a questo tentativo di de-
duzione topografica, che attende conferma da utel-
riori ricerche, ho voluto accennare a tale questione
per far risaltare anche questo lato della importanza
che ha la epigrafe di Piscocefalo, la quale appunto per
questa importanza merita di essere meditata ancor più

di quel che non ho fatto io, pel desiderio di non ri-
tardarne la pubblicazione.

e) ptoi., ni, n, 4,

(2) V. pag. 292 nota 3, o pag. 288 nota 2.

(3) Cfr., i nomi moderni cretesi "JariQci %ct(iaxtct, '? ri! éX'Aij-
vixii, f zò jieQrsyaifi, arépi'etcg, Tsfiévia eco.

(*) La nostra iscrizione ci spiega anche perchè Tolomeo,
nel nominare le città della costa orientale, non fa parola di
Stelae : questa aveva perduto ogni autonomia fin dal IV sec. a. C,
ed il suo nome era scomparso. Cfr. Stadiasm., 318 che dice: r«
dt SiXXa ìjcf.ut inuéi'ti ; quindi dal capo Sammonio a Hierapytna
non nomina nulla.

AAE -AN
/^PQCH PAK '

YN/AIH AANH

Piscocefalo; mostratami in casa Lambiri. Stela di pietra
arenaria bianca, alt. m. 0,02, larg. m. 0,30, spessa m. 0,055.

Iscrizione sepolcrale dei tempi romani molto avan-
zati.

'AXé^av
óqog lH(f))ax-
X\(s)\J~\a(i) tì}(i) (f)toVrc(f)
yvvcuxì fivìj-

(ItjS %ccqiv

Il nome alla 1. 2 è lotto così dall'Halblierr, am-
mettendo degli errori del lapicida, come si può argomen-
tare dalla calcografia di tutto il titolo. Lo i dì'Hgaxfoi'a
gli sarebbe sfuggito, essendo meno probabile una forma
'HQaxXk'a.

C M E N A i N K E- Y 2
a n t F/////S ©AMA

"7//0////////1 N A i O

ElflMAETil

ETHEPKIi A

A E ME Y n ATP AITA

AOAETEPPNONO §

Il EHIEOìHEir

rj NO,NII OIAE

Toplù monastiri. Pietra larg. m. 0,45 circa, alt. m. 0,28. Let-
tere m. 0,015, dist. circa m. 0,012. La metà a sinistra è inte-
ramente scomparsa.
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