Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 6.1896

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ANTICHITÀ CRETESI

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il suo nomo da una costruzione veneziana, che si diceva
il Castel Belvedere (').

Castellana (2) si trova presso il confluente del fiume
Inatos coli' Anapodhari, Uo&sqsvg degli antichi (?).
K un complesso di vari villaggi in mezzo ai quali
si eleva la collina detta Karftt'XXi, acropoli di città
antica.

Lo Spratt riconobbe questo luogo come adatto por
un' antica città, malgrado che non scorgesse altre ro-
vine che le medievali: parecchie chiese infatti, cisterne
e avanzi di mura del castello, hanno quasi cancellato
le tracce degli antichi edifici; ma osservando atten-
tamente le varie costruzioni, si riconosce che non tutte
sono di origine medievale, molte possono essere ante-
riori, alcune sono antiche senza alcun dubbio. Attri-
buisco ad epoca ellenica molte mura che affiorano sulla
pendice sud della collina, nella quale principalmente si
estendeva la città : i materiali che compongono le chie-
sette sono blocchi squadrati, tolti da edifici antichi;
in alcuni punti si veggono tagli a picco nella roccia
ed alcune cisterne di costruzione analoga alle antiche,
mentre esistono dei pozzi costruiti alla moderna, ro-
tondi e con calce; a nord della collina è una scar-
pata costruita con piccole pietre e fango ecc. Ma ciò
che toglie ogni dubbio sulla antichità del luogo sono
alcuni cocci evidentemente ellenici che si trovano sparsi
in mezzo a maioliche e terrecotte medievali ; questi
appartengono specialmente alla classe dei asMoi, dei
XaQvaxeg e delle conche in terra grossa con sassolini
e impronte caratteristiche. Oltre a ciò nei villaggi
vicini ho veduto alcune iscrizioni sepolcrali d'epoca
grecoromana, monete e piccoli frammenti di sculture
in marmo.

Lo Spratt ha posto qui la città di SvijXai, fon-
dandosi sopra una correzione fatta dallo Hoeck (3) e
seguita dal Pashley (4) del passo di Stefano di Bizanzio :
SzijXtu ufóXig KQì]Tt]g mXrjGi'ov Ilaqai(Sov xal cPv-
O-Cfiviqg. corretto in IIqiav<Jov xal tPvtlov, il che cor-
risponderebbe con l'attuale posizione di Castellianà ;

(') Tale ò anche l'opinione del prof. llalbherr (lett. del
15 ott. 94), il quale nota però che poteva essere un posto abi-
tato dagli ùnoixoi di Hierapytna, al quale sembra faccia allu-
sione l'iscriz. n. 2555 del Corpus.

(J) Spratt, I, pag. 336 seg.

(3) I, pag. 414.

(4) I, pag. 292; cfr. anche Bursian, II, pag. 563, nota 2.
Stavrakis, pag. 100. Smith, Diri, of Geoff. s. v.

senonchè la grande iscrizione ritrovata da me a Sitia,
che è un trattato tra Praesos e Stelae, ci obbliga a
ritenere questa città non solo vicina di Praesos, ma
anche marittima (').

! Z a) C 1MOC E
TI I fON H T H I A I
ATYNAlKirEN
OA- N H <t> IA A N
ÀPCOMNHMH
jXAPIN

Castellianà, jniqa X(oqk>, in casa di Mieli. Cyparakis. Lastra
di pietra locale murata in fondo ad una nicchia, larg. m. 0,33,
alt.m. 0,30, lettere di m. 0,02. Copiata anche dali'Halhherr.

Iscrizione sepolcrale di epoca romana.

myóvì](i) rìj(i) H(-
a(i) yvvaixì, [y \ev-
ofiévrj(ì) ifiXitv-
5 Squ>(i) , pvrjurfc;
%aqiv

Seguendo il corso dell'Anapodhari, ad un' ora di
distanza verso sud-ovest è un'altra collinetta presso il
villaggio turco di Rhotassi ( 'Potuói), la quale contiene
altri avanzi antichi, attribuiti dallo Spratt all' omerica
città di Khytion (Pikiov) (2). È una piccola eleva-
zione ovale disposta coli' asse maggiore da est ad ovest
e di profilo tondeggiante. L'estensione della città è
piccola, ma, in compenso, le rovine sono abbastanza
evidenti.

In alto è una spianata in mezzo alla quale, dalle
mura che affiorano, sembra che fosse un grande edi-
fìcio rettangolare (tempio o megaron ?) con mura tra-
sversali; vicino sembra fosse una cisterna, avente
prossimo un cumulo di pietre crollate da qualche edi-
fìcio con calce; ci sono anche due chiesette medie-
vali, nella cui costruzione è incastrato qualche masso
antico. La spianata termina finalmente con un muro
retto, e nel pendio sottostante abbastanza ripido di-
scendono paralleli muri di sostegno delle terrazze.

(!) V. sopra pag. 307 seg.

(2) Spratt, I, pag. 337 seg.; Stavrakis, pag. 99. Smith,
Dict. Bursian, II, 507 seg.
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