Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 7.1897

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studiata specialmente in este

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'i sia chi, come il Pigorini (>), l'Helbig (*), il Bar-
nabei (') ed altri (*), ne ha toccato incidentemente
e parzialmente.

Dopo le molteplici e importanti scoperte recenti,
Principalissime fra le quali sono quelle avvenute nel-
r agro falisco, può credersi oggimai giunto il tempo
di trattare in modo generale e compiuto la questione
riguardante l'origine, lo svolgimento, la diffusione
dell' imbullettatura dei vasi fittili.

Incominciamo col ricercare in quali regioni dell L-
talia siano apparsi i saggi di questa maniera d' ornati.
Richiamandoci alla designazione fatta negl'inizi di
questo lavoro de' vari gruppi, in cui classificammo le
situle diremo che dei vasi di terracotta imbullet-
tati si ebbero i seguenti gruppi".

Nell'Italia media:

grappo occidentale, o etrusco-falisco. Nella clas-
sificazione delle situle chiamammo questo gruppo etru-
sco-laziale. Ma mentre il Lazio non ha dato con si-
curezza vasi fittili borchiati (di un esemplare conservato
a Berlino non è ben certa 1' origine romana e un va-
setto imbullettato di Palestrina non è di terracotta,
ma di legno), ne ha dato una copia ragguardevolissima,
il territorio falisco, dove tali vasi assumono anzi parti-
colare importanza e per il numero e per i caratteri
tipologici. Per questa ragione abbiamo appellato il pre-
sente gruppo etrusco-falisco.

Nessun esemplare finora di vasi fittili imbullettati
si ebbe dal gruppo archeologico orientale dell' Italia
media, o piceno.

Neil' Italia superiore :

a) gruppo cispadano, o umbro-etrusco. Gli scarsi
vasi di questo gruppo spettano quasi tutti alle necro-
Poli del territorio bolognese, del tipo di Villanova.
Uno si ebbe da un sepolcro etrusco della Certosa. E
un solo esemplare sicuro si trasse da una terremara
del territorio modenese.

b) gruppo transpadano orientale, o veneto. Pre-
dominano straordinariamente per numero i vasi atestim ;

(M Notizie degli scavi, 1878, p. 80. Bull, di paletti., VI
0880), p. 189-191; X (1884), p. 46-48.

(2) Das hom. Epos", p. 376-378.

(3) Mon. ani., IV (1894), col. 227-231.

[*) Gsell, Fouilles, p. 262-264. Arthur John Evans, On a
tate-Celtic Um-Field at Aylesford, Kent.ete., p. 22-23. Mar-
cWlti, Scavi nella necropoli di S. Lucia, p. 214-215.

(5) Parte I, col. 166-167.

Monumenti antichi. — Vol. VII.

ai quali avremo da aggiungerne assai pochi, usciti al-
trove, nella regione veneta.

e) gruppo alpino, o illirico. Il grappo analogo
delle situle denominammo reto-illirico ; ma, poiché
nella zona retica vera e propria sembrano mancare i
vasi ornati di borchie, abbiamo serbato solo la seconda
appellazione etnografica. Non occorre ripetere come
questo gruppo alpino sia strettamente congiunto nel
rispetto archeologico ed etnografico col grappo pre-
cedente o transpadano orientale. Il maggior numero
di cotesti vasi si ebbe da S. Lucia.

ITALIA MEDIA

Gruppo occidentale.
1. Lazio

KOMA.

Necropoli dell'Esquilino ?

Patera conservata nel museo di Berlino, cosi desi-
gnata dal Furtwàngler : « eine noch ohne Drehscheibe
gearbeitete Schussel, deren Band mit Knòpfen und
Bingen von Bronze verzieri ist » (').

Questo vaso, che conteneva una serie di fibule
arcaiche, fa parte di un gruppo di vasi di bucchero
della più antica specie, di cui il Furtwàngler dice
che provengono, per la più parte (meist), dalla necro-
poli dell' Esquilino. Non possiamo dare quindi per
sicura la provenienza del detto vaso borchiato.

Palestrina.
Tomba Bernardini a S. Bocce

Frammento di vasetto di legno scoperto nel 1875,
conservato nel museo preistorico-etnografico di Boma
e segnato col numero 101 (2). Il frammento da me esa-
minato ha due serie orizzontali di borchie di bronzo
presso l'orlo : dalla seconda si dirigono poi a guisa di
raggi altre file, di cui restano due soltanto, sino al
fondo. Fra le due file orizzontali ricorre una linea a
zig-zag intagliata.

(') Furtwàngler, Jahrbuch des arch. Instituts, 111 (1888),
p. 245. Cfr. Gsell, Fouilles, p. 263.

(2) Helbig, Bull. deWJnst., 1876, p. 129. Cfr. Pigorini,
Bull, di paletn. ital.X (1884), p. 48. Egli accenna ivi a « qual-
che oggetto con borchiette di bronzo ».
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