Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 8.1898

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ISCRIZIONI TESSAIìICHE

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Nessuno pretenderà naturalmente che io dia qui
un' analisi di tutti questi nomi. Enumererò le fratrie
che hanno per eponimi personaggi conosciuti. Tali
sono gli Akastidai che hanno per eponimo Akastos,
tiglio di Pelia il mitico re di lolco; i Kanadai, che
vanno messi in rapporto con Kdvijg sposo di Evadne,
figlia di Pelia (Diod., IV, 53, 2); gli Orphidai ed i
Glaukidai. Quanto agli ultimi vanno essi posti in re-
lazione con Glauco, l'eroe omerico, il compagno di
Sarpedone, o con Glauco il dio marino? Non è fa-
cile una risposta a tal quesito; ma forse non dob-
biamo neanche porcelo; è possibile che il dio Glauco
e 1' eroe Glauco siano nel rapporto stesso che il dio
Agamennone con l'eroe omerico Agamennone. I Me-
lautadai non si possono in alcun modo separare da
Mela padre di Hyperes da cui ha preso nome la fonte
Iperea (Schol. Pind. Pyth. IV, 221); nè i Kandadai
da Kctvóaìoc o Kavddmv soprannomi di Marte e di
Orione (Lorentz e Drexler presso Roscher, Mythologi-
sches Lescikou, II, 946 seg.). I Phollidai si potrebbe
essere tentati di metterli in relazione col centauro
d>ókog. Il raddoppiamento della liquida è fenomeno
non raro in tessalico (Prellwitz, De dialecto Thes-
salica, p. 28 sgg. ; Hofmann, II, 488) ; ed è noto
quale diffusione abbiano avuto in Tessaglia i miti re-
lativi ai centauri (').

Ma la cosa forse più interessante che c' insegni
la nostra iscrizione è l'esistenza di una fratria di
« discendenti d'Orfeo » (2). Fin qui conoscevamo solo
degli 'OQqixot, non degli 'OQyt'óai. In vista dell'Olimpo,
a poca distanza dalla Pieria dove da molti si loca-
lizzava la vita di Orfeo (Strab. VII, 239 fr. 18; Maass,
Orpheus, p. 146 sgg.) c'è una fratria di 'OQyu'óm.
Possono questi « discendenti d'Orfeo » avere avuto
una parte nella formazione e nella diffusione della
poesia e della religione orfica? Basti per ora aver
posto la grave questione.

68. Capitello dorico ridotto ad uso di base. Alt.
m. 0,30; largii. 0,74; alt. dell'abaco su cui è incisa
l'epigrafe m. 0,15. Pubblicata senza supplementi

(') Un yévos di Chironidi a Demetriade è ricordato da
Heracl. crit. 2,12 (Miiller, Gcoijraphi Graeci minores, I, p. 108).

(2) 'OQ(f.Mai per '(>Q(peìdta dalla forma del noia. "Ofxpijs,
per cui ci'. Ibico fr. 10 A Bergk4 = Priscian. VI, 92.

dal Xcct£i£(ùyiàrjg, Memoria citata, p. 486 seg.
Copia:

y£PÌ.IANoYJnAl

i APISToKAEoYS

yE YEPPETHN__

[^'Icriói SccQccmtii] "fÌQ'p Avov[§~\iòi

\xòv ósìva] 'AqkttoxXì'ovc
......\jcaìr\ eveQyt'rr]v.

V. 1: JnPftlANOYAAl Chatzizogidis.

È una dedica della città di Azoro od Azorio
(AZóqiov, Polyb. 28, 13, 1; Ptol. Ili, 12, 39) nella
Perrebia. È da sperare che si possa stabilire con pre-
cisione la provenienza di questa epigrafe (il Xar^i-
'Qmyiórig non dà a tal proposito nessuna notizia) : così
sarebbe determinata la posizione della città. L' etnico
è abbastanza singolare. Stefano Bizantino (o almeno
il nostro testo di Stefano Bizantino) registra come
etnici di Azoro A^oogh ìtg, At^mQictTrjg, A^wQsvg. Ma
nella nota iscrizione contenente un arbitrato relativo
a questioni di confine tra Azoro e Mondea (Wachsmuth,
Rh. Museum, XVIII, p. 540 = Collitz, III, 3205)
l'etnico è dato nella stessa forma che nella nostra
epigrafe. Infatti non s' ha da leggere oqovq sì/xev Mov-

[óaià^v xcà A^mqCag raìg ano T.....che non ha

senso e non corrisponde alle esigenze dello spazio, ma
oqovq eipsv Mov\_dccisv<S~\i xcà A^mQiadiaTg oìnò T....
Anche al v. 9-10 lo spazio permette benissimo di
leggere A^mQi^a\o'TSc']v (*).

Il nome di Horos ricorre assai raramente nei mo-
numenti greci, perchè i Greci fuori dell'Egitto non
hanno prestato culto che ad una delle forme di questa
divinità, al fanciullo Horos (Harpechrat) ossia ad
Harpokrates (E. Meyer in Roscher, Mythol. Lexikon,
I, p. 2744 sgg.). Nelle due altre iscrizioni in cui
(fuori dell'Egitto) è menzionato Horos (CIG. 7045.
IGS et I. 719) esso comparisce con gli altri nomi
di AnólXmv ed AonoxquTtjg (perchè dal confronto di
queste due epigrafi è chiaro che nell' ultima di esse
non si tratta di una dedica di Horos « in einer Reihé

i1) Alle stesse conclusioni arriva ora anche Dittenberger,
GIGS. HI, 089.
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