Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 8.1898

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di una. testa d' afrodite

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dite. In queste, com1 è noto, la cuffia nasconde intera-
mente i capelli; la scultura dello stile più libero non
abbandona d'un tratto un tale abbigliamento, ma,
come ba già accennato il cb. Helbig ('), modifica a poco

moda, da aggiungersi a quelle riferite dallo Helbig,
ci è rappresentata appunto dalla legatura colla sphen-
done, la quale, per essere piuttosto propria di scul-
ture del secolo V ('), ricollega per questo riguardo

Fig. 1.

a poco e in varie fogge quella monotonia di superfìcie
ora col dare alla cuffia un aspetto di stoffa più floscia
e più mossa (2), ora col sostituirvi una fasciuola più
o meno larga, girata una o più volte attorno al
capo (3). Ed una ancora delle variazioni dell' antica

(1) Coli. Barracco, p. 57 sg., testo alla tav. XLVIIIiis

(Lxxxm).

(2) Michaelis, Partkenon, tav. 14, VI, n. 41 ; v. Ròm. Mitth.
d. Inst., Vili, 1893, p. 98; Helbig, loc. cit. Qui è da ricor-
dare anche la testa in Beschreibunq ant. Skulpturen in Berlin,
n. 611, riferibile a un originale del 400 a. Cr. circa.

(3) Veggansi le teste così dette di Saffo (piuttosto Afrodite) ri-
ferite all' arte di Fidia da Furtwangler, Meisterwerke, p. 98 sgg.,
fra cui l'esemplare Barracco, citato qui sopra; cfr. Helbig,
Fiihrer, II, n. 919. Ricordo inoltre la NikediPeonio colla corri-
spondente testa Hertz in Ròm. Mitth., IX, 1894, tav. VII, p. 162
sgg., (Amelung) e Olympia, III, p. 190 sg. ; e la testa di Saffo
o meglio d' una Musa (cfr. le Muse di Mantinea) in Monumenti
dei Lincei, V, 1895, p. 71 sg., fig. 31, 32; Guida del Museo
delle Terme Diocleziane, p. 80. In tutti questi esemplari la
fascia è larga e girata tre volte ; laddove nell' Afrodite d'Arles
e nella Cnidia è stretta e girata solo due volte. Talora è so-
stituita dalle trecce avvolte alla testa, come nelle Muse di

la testa di Gortyna più col detto secolo che col suc-
cessivo.

Quanto alla stephane, antico e comune attributo
di dea, essa non fa difficoltà veruna all' attribuzione di
questa testa alla scuola attica del IV secolo a. Cr.
Imperocché non si può a priori ammettere, come pare
che intenda il Furtwangler, che la stephane, la quale è
un ornamento ordinario della Venere romana, siasi data
alle immagini di Afrodite non prima del periodo elle-
nistico (;!). Sia pure che l'Afrodite di Milo, come egli

Mantinea ; cfr. per ciò anche Gardner, Types of greek coins,
tav. Vili, n. 13, come pure per l'altra moda predetta, ibid., n. 16
e 17 (monete di Corinto, del sec. Y-IV, con teste d'Afrodite).

(!) Vedi le teste di Hera in Antike Denkm., I, tav. LV, 1,
di Afrodite, ibid., 2, e di Athena in Beschreibung d. ant. Skulpt.
su Berlin, n. 608, e presso Furtwangler, op. cit., tav. V; cfr.
Petersen, Ròm. Mitth., IV, 1889, p. 65 sg., e Furtwangler,
op. cit., p. 117 sg. ; tutte attribuite ad Alcamene. Cfr. la mo-
neta di Cnido in Imhoof-Blumer, Choix, IV, 135 = Baumcister,
Denkmàler, II, p. 946, fig. 1066 (testa d'Afrodite).

(2) Meisterwerke, p. 637.
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