Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 8.1898

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DI VOLTERRA

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Oltre ai detti due ossuari del tipo di Villanova,
se ne conservava già precedentemente nel museo Guar-
nacci nella sala delle terrecotte dipinte un altro di
ignota provenienza, che è il primo di questo tipo en-
trato nella raccolta e noto da tempo agli archeologi (').
Esso merita d' essere ricordato per la esuberante do-
vizia degli ornamenti, che ne occupano quasi tutta
la superficie. Alle serie di motivi lineari a graffito
sparsi intorno al corpo del vaso (quadruplici linee
orizzontali e verticali, meandri, denti di lupo) s' ag-
giungono e s' alternano con esse file di triplici circoli
concentrici impressi a punzone. È scrostato in vari
punti, bucato sotto al ventre, sbocconcellato da un
canto dell' orlo e nella forma differisce dai due esem-
plari sopra descritti, per esser le basi dei due tron-
chi di cono d'eguale circonferenza, così che manca
la caratteristica curva rientrante nella parte superiore.
Ha sin dall' origine un' ansa sola. Alto m. 0,35 ; dia-
metro 0,23.

Un quarto vaso del tipo di Villanova, di cui non
fu mai data notizia, acquistato per il museo Guar-
nacci nel 1889 da un certo sig. Augusto Fanoni di
Poggibonsi, fu scoperto in Val d'Elsa, a Cettinale ;
e, pare, in occasione de' lavori intrapresi per la costru-
zione del nuovo cimitero. È del solito tipo, ma col
tronco di cono superiore rientrante ; privo di ornamenti ;
lavorato male e cotto inegualmente, come risulta dalle
varie gradazioni di tinta, che ha preso la superficie,
qua cenerognola, là nera. Alto m. 0,30; diam. della
bocca 0,15.

I frammenti di un quinto ossuario del medesimo
tipo si conservano finalmente nel museo volterrano,
ivi pervenuti intorno agli anni 1885-1886 insieme con
un gruppo di bronzi, che dal Fanoni furono parimenti
venduti allo stesso museo.

Anche di questo gruppo di oggetti, come di altri
due, entrati nel museo Guarnacci dopo la visita fat-
tavi dall' Undset, terrò brevemente parola, sebbene
il proposito eh' ebbi nella compilazione di questa
memoria sia stato di rendere conto delle tombe del-

(!) Ne fecero cenno il Conestabile, Sopra due dischi in
bronzo antico italici, p. 28 ; il Chierici, Bull, cit., p. 151 ; il
Gozzadini, Intorno agli scavi del sig. Arnoaldi, p. 19 e sg. Se-
condo poi un' altra notizia dello stesso Chierici, Notizie archeol.
del 1872, p. 34 e Bull, di paletn., 1 (1875), p. 158, un ossua-
rio di provenienza volterrana passò nel museo di Grosseto.

Monumenti Antichi. — Vol. Vili.

l'età di Villanova, provenienti da aree conosciute della
necropoli volterrana. Questi tre gruppi d'oggetti in-
vece, di cui aggiungo qui la notizia, sono di ignota
provenienza, o almeno si sa soltanto che furono sco-
perti nel circondario volterrano, ma non in prossimità
della città; cosicché sono da riferire a qualche vico
sparso in quella contrada. Non sarà inopportuno ad
ogni modo darne un cenno, non foss' altro per dimo-
strare la diffusione della civiltà primitiva nel terri-
torio, di cui l'etrusca Volterra fu centro.

Il primo gruppo constava degli oggetti seguenti:

1. I due frammenti testé ricordati di un ossuario
del tipo di Villanova, ornato di meandri a quattro or-
dini di linee, fra mezzo a due serie di linee orizzontali.
Il primo è largo m. 0,20 X 0,14 ; il secondo 0,14 X 0,11.

2. Fusaiuola fittile frammentata a base esagona,
con tre cerchi di linee punteggiate attorno ad ogni
angolo (larghezza m. 0,02).

Gli oggetti seguenti sono tutti di bronzo.

3. Quattro frammenti di laminetta rettangolare
adorna di cinque serie di minuti bitorzoli alternate
con quattro serie di borchiette maggiori. L'altezza
della lamina è di m. 0,036 ; la lunghezza comples-
siva dei frammenti di circa 0,35. Si tratta evidente-
mente di una cintura : del tipo rettangolare più raro,
massime nelle necropoli dell'Etruria propria, di quello
elittico. Non so ricordarne che due perfettamente affini
e per la forma e per gli ornati: una di Corneto-
Tarquinia ('), una dell' agro falisco (2).

4. Un sauroter di lancia conico, lungo m. 0,06.

5. Dodici pendagli massicci fusi a sfera, appesi
ciascuno coli' appiccagnolo a un' asticciuola modinata,
terminante da ambedue le estremità in uno anello,
lunghi ciascuno m. 0,07.

6. Tre grandi saltaleoni fatti ciascuno di filo
attorno a spira in guisa da formare come un tubo
conico. Misurano ognuno la lunghezza di m. 0,18 (dia-
metro massimo 0,02). Sono da confrontare special-
mente a numerosi esemplari della necropoli vetulo-
niese (3).

(') Mon. delVInst., XI, tav. LIX, fig. 5; Ann. 1883, p. 286.

(2) Barnabei e Pasqui, Mon. ant., IV, p. 372, 412; atlante,
tav. X, fig. 27.

(3) Falchi, op. cit., tav. V, fig. 4, p. 68 ; tav. Vili, fig. 24,
p. 106h; tav. XVII, fig. 22, p. 191. Cfr. anche gli esemplari di
Corneto-Tarquinia : Mon. delVInst., XI, tav. LIX, fig. 21.

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