Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 8.1898

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LA CASA DEI VETTII

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Sulla parete nord : Arianna abbandonata (a. rn. 0,52,
1. ni. 0,46). A dritta siede in terra Arianna, nuda la
parte superiore e coperta le gambe di un manto rosso.
Cinta la chioma di una bianca benda e il petto di
fascia rosso-scura, adorna di armille ai polsi, poggia la
sinistra sulla coltre, sulla quale essa giace, e la dritta
sulla bocca in atto di desolazione, volgendo lo sguardo
verso la nave che di già veleggia. Alle sue spalle
vedesi un guanciale a fasce. Accanto alla abbandonata
donna sta un Bros, che poggiandole la sinistra sulla
nuca, indica, coli' indice della destra, la nave fatale e
rivolge ad Arianna lo sguardo. Nello sfondo, in alto
mare, la nave, con la vela spiegata, e sulla quale
stanno tre marinai. A sinistra, sopra una rupe, un pe-
scatore, che pesca con l'amo. Esecuzione di nessun
pregio.

Parete sud : Ero e Leandro (a. m. 0,52, 1. m. 0,46).
In mezzo al mare nuota Leandro verso destra, dove
s'innalza la torre, dalla cui finestra sporge il busto Ero,
che con la dritta protesa tiene la lucerna accesa, per
far lume al nuotatore. Questi ha il capo cinto di una
gialla corona, mentre Ero è involta in un manto
giallo.

La torre merlata si erge su quattro gradini, sul se-
condo dei quali poggia una tavola, che con l'altra
estremità poggia, a guisa di ponticello, sopra un sasso.
A sinistra siede sopra una rupe una figurina maschile,
coronata di frondi e con corta tunica gialla, che pog-
giando la dritta sopra una lanterna, dirizza la sinistra
e lo sguardo verso il nuotatore. Sul masso vedesi un
mantello di colore oscuro, certamente il mantello di
Leandro. Appiè' di tal rupe e ad essa addossata è una
scala a piuoli. In alto mare nuotano tre delfini.

E il quinto esemplare che abbiamo ora di siffatta
rappresentanza (Helbig, Wandg., n. 1374-75 ; Sogliano,
P. m., n. 597-98) ; e quest' ultimo è ima replica quasi
identica del dipinto Sogliano, n. 598, col quale ha di
comune anche un dato topografico, decorando 1* uno e
l'altro un cubicolo situato accanto all'androne. Ed è
strano che in tutti gli esemplari si riscontri una ese-
cuzione tutt' altro che lodevole.

Nel campo delle riquadrature gialle vedonsi uccelli
o vasi o qualche paesaggio sacro, appena accennato.
Al di sopra delle riquadrature delle pareti, ma al di
sotto dell'alto fregio a fondo bianco, corre una larga
fascia rappresentante uu vivaio di pesci, che richiama

alla mente quello assai meglio eseguito nel piccolo
viridario della casa detta del Centenario. Lo zoccolo
imita i marmi colorati.

Sul lato sud dell'atrio si apre l'oecus f, con pa-
vimento di matton pesto, disseminato di frammenti di
marmi colorati e che nel mezzo ha una lastra circo-
lare di marmo, la quale potrebbe far pensare al posto
della mensa, e far quindi ritenere che il detto oecus
fosse anche adibito per triclinio. Le pareti presentano
una decorazione a fondo bianco scompartito in riqua-
drature, con fregio del pari bianco scompartito da
prospettive architettoniche, e con zoccolo giallo. La
decorazione delle pareti è separata da quella del fregio
mediante una elegante cornice di stucco dipinto bleu,
con piccoli rilievi di stucco bianco; di tal cornice è
conservato un buon avanzo sulla parete nord. In cia-
scuna delle riquadrature centrali delle pareti era un
quadro; però ora si vedono solo quelli delle pareti
nord e sud, essendo stato il terzo (sulla parete est)
rimosso dagli antichi stessi e il quarto (sulla parete
ovest) distrutto da uno dei soliti fori praticati dagli
scavatori posteriori.

Parete nord: Ciparisso (a. m. 0,64, L m. 0,53,
fìg. 9). Sopra un sasso siede Ciparisso, con le gambe a
sinistra, ma col corpo quasi di prospetto e con lo sguardo
rivolto a dritta. Egli è tutto nudo, salvo una clamide
pavonazza orlata di celeste, che cadendo sul sasso gli
copre la coscia destra e poggia con un lembo sull'altra
coscia. Appoggiandosi con la sinistra sul sasso, abban-
dona il braccio destro sulla coscia corrispondente, la
quale resta più in alto dell'altra, perchè il piede poggia
sopra un rialto. Nella dritta tiene il venabulum capo-
volto, appoggiato alla spalla, e guarda dolorosamente il
cervo, che a dritta vedesi stramazzato al suolo, ferito
mortalmente dal dardo, che gli rimane conficcato nel
fianco. La infelice bestia, munita di largo collare celeste
con frangia d'oro a pendagli, alza la testa verso il suo
feritore, e dalla bocca aperta, con la lingua pendente
di fuori, pare che esali il supremo respiro. Dalla
fronte di Ciparisso, che ha ricca chioma quasi femmi-
nile, con lunghi riccioli cadenti sulle spalle, spunta
intanto un ramo di cipresso, inizio della metamorfosi. A
dritta collocato sopra un masso quadrangolare sta il
tripode apollineo (d'oro), con V omphalos; e a sinistra,
in alto, sporge da una rupe, alla quale si appoggia, il
busto di una gkohicc, che cinta il capo di frondi e ve-
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