Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 8.1898

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L'ACCADEMIA DI PLATONE

RAPPRESENTATA IN UN MUSAICO POMPEIANO

La scoperta dell' importante musaico, che vedesi
qui raffigurato nella tavola XII, fu da me annunziata
ai dotti nelle Notizie degli scavi dello scorso anno
1897, p. 337 segg. Come quivi fu esposto, il musaico
si rinvenne a poco più di cento metri fuori le mura
di Pompei verso porta Ercolanese nella proprietà
Masucci d'Aquino, dove fu rimesso a luce un com-
plesso di fabbriche, intorno alla cui destinazione nello
stato attuale dello scavo non è possibile dare giudizio.
Il musaico largo m. 0,85, alto m. 0,86, incastrato in
una lastra di travertino, non si trovò in opera. Riman-
dando il lettore a quella mia comunicazione per quanto
concerne le circostanze del rinvenimento e per la par-
ticolareggiata descrizione della rappresentanza, che il
musaico ci offre, cioè un gruppo di sette personaggi
riuniti a discutere, mi limito qui a tentarne e ad esa-
minarne criticamente la non facile interpretazione.

Già in quel mio primo annunzio manifestai, con
molta riserva, una opinione divisa dai colleghi pro-
fessori Mau, Patroni, Mariani e Savignoni e che mi
permetto di riferire testualmente ('): » Senza dubbio,
« la interpretazione poggia in gran parte sulla retta
« intelligenza della scena : questa intesa, un gran passo
« verso la spiegazione sarà fatto. L' acropoli della città,
* che si scorge in lontananza, ricorda vivamente quella
« di Atene, soprattutto vista dall' uno dei lati lunghi ;
» e chi ha presente la pianta dell' acropoli di Atene,
» sarà indotto a cercare a nord della città il luogo
u della scena, poiché è il lato settentrionale appunto

(') Notizie cit, p. 339-40.

« dell' acropoli quello che offre molte sporgenze e rien-
« tranze. La riunione ha luogo dunque fuori dell' abi-
li tato, in un posto ombreggiato da alberi, abbellito
« di monumenti architettonici e reso più comodo da
« frequenti sedili. Se ciò è vero, la mente corre spon-
« tanea all'Accademia, che trovavasi appunto a setten-
« trione della città. Quel vecchio di aspetto venerando,
« che siede pensoso, tenendo in mano una verga, con
« cui sembra che accenni alla sfera celeste, posta ai
« suoi piedi, dovrebbe quindi rappresentare Platone.
« Lo sviluppo del cranio, quale si riscontra nei ri-
« tratti del sommo filosofo, potrebbe avvalorare tale
« identificazione. Nè disconviene a Platone la sfera
« celeste, poiché è noto che la concezione del cosmo
« non era estranea alla sua filosofia. Si direbbe che
« egli spieghi il Timeo. Ma qui mi arresto, aspettando
« che ulteriori studi, soprattutto iconografici, vengano
« a confermare o a distruggere la ipotesi da me fatta.
« Certa cosa è che il soggetto è sommamente impor-
« tante e ci fa pensare che a qualche soggetto simile,
« trattato dall' arte antica, forse Raffaello attinse la
« prima idea di quella grandiosa composizione pittorica,
« che è la Scuola di Atene ».

Come era da prevedere, la notizia della scoperta
levò gran rumore, così nella cerchia dei dotti come
in quella assai più vasta della gente colta, del cui
interessamento si fece eco la stampa quotidiana na-
zionale ed estera. E non a caso ho detto dotti piut-
tosto che archeologi, dappoiché la rappresentanza offer-
taci dal musaico è di quelle che richiamano l'atten-
zione ed esercitano l'acume anche di chi non sia
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