Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 8.1898

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IN UN MUSAICO POMPEIANO

senta il lato settentrionale dell' acropoli, similmente
cioè raccorciato nelle sue molte sporgenze e rientranze.
E chi non ha avuto il vrjnsv&és di peragrare la Gre-
cia, basta che dia uno sguardo alla carta topografica
di Atene e contorni ('), per immaginare dalla pianta
dell' acropoli in piccola scala 1' effetto dell' alzato,
visto in lontananza.

500. METRI

Fio. 2 a.

Convengo col Petersen (2) che nelT interno della
cinta non si debba vedere acqua, come io alla prima
credetti, ma la pianura del KoXmvòg ayogaìog. Quella
pezza di colore azzurro, che mi trasse in inganno, fu
messa senza dubbio per concorrere a quella fusione
di colori in una tinta unica, che suole assumere il
paesaggio in lontananza.

La identificazione dell' acropoli viene pienamente
confermata dalla linea della cinta, quale si vede nel
nostro musaico: essa grandemente si avvicina alla li-
nea tracciata dalle antiche mura di Atene, che verso
oriente, e nel caso nostro a sinistra di chi guarda la
città da nord-ovest, volgendo le spalle al nord, descri-
vono una linea spezzata, di cui le sporgenze, nascon-
dendo alla visuale le rientranze, raccorciano la reale
lunghezza della linea stessa e la fanno più presto vol-
gere ad angolo, qui diventato acuto per effetto della
lontananza. Un raffronto grafico varrà assai più delle
mie parole a dimostrare la verità di questa mia af-
fermazione ; e però accanto allo schizzo della cinta di
Atene (fig. 2 a) pongo il contorno della cinta del mu-
saico (fig. 2 b).

(*) Ad es. quella che accompagna l'articolo Athen in Bau-
meister, Denkmàler.

(2) Ròm. Mittheil. cit., p. 328.

Monumenti antichi. — You Vili.

La riprova che nella città con acropoli si debba
riconoscere esclusivamente Atene 1' abbiamo nella rap-
presentanza stessa. Fuori dell' abitato, all' ombra di
un sacello campestre e di un beli' albero con larga
chioma e presso uno di quei sedili semicircolari, che
sogliono incontrarsi fuori la cinta delle antiche città,
troviamo una riunione di pensatori greci, che dispu-

Fig. 2b.

tano fra loro di cose celesti ; e quale potrà esser mai
quella città, che si scorge di lontano e donde usci-
rono di certo quei filosofi, se non Atene, la sede del
pensiero greco?

Se dunque nella città con acropoli del nostro mu-
saico è forza di riconoscere Atene, vista ad una con-
siderevole distanza e da nord-ovest, il luogo della
rappresentanza bisognerà cercarlo abbastanza lontano
da Atene e nella direzione di nord-ovest ; ma a nord-
ovest di Atene, a circa 10 stadi (circa 2 chil.) dalla
città era sita l'Accademia, i cui viali ombreggiati
Platone ricercava a preferenza per intrattenersi coi
suoi discepoli ed amici, e dove egli fece innalzare un
piccolo MovóeTov, ornato poi da Speusippo con le sta-
tue delle Chariti ; dunque l'Accademia di Platone e
non altro deve essere rappresentata nella scena del
musaico. E gli elementi accessori, desunti dall' am-
biente locale relativo all' artista, che eseguiva la co-
pia, concorrono mirabilmente a caratterizzare l'Acca-
demia.

Le note salienti dell' Accademia, secondo la tra-
dizione letteraria ('), erano il ginnasio, lo stadio, i

(') Daremberg et Saglio, Dictionnaire des Antiquités s. v.
Academia.

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