Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 8.1898

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h ACCADEMIA DI PLATONE

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giardini, gli altari di alcune divinità, fra i quali pri-
meggiava quello di Athena, circondato da dodici fioQi'm,
e finalmente il tempietto delle JVLuse e delle Chariti.
Però dal IV sec. in poi, dopoché Platone ebbe eter-

sere sostituiti. Nè oggetto di minor culto fu il Mov-
(Sslov, dove Speusippo collocò le statue delle Chariti
e dove assai probabilmente Mitradate, figlio di lio-
dobate, consacrò una statua di Platone, opera di Sila*

Fig. 3.

namente legato il suo nome all'Accademia, l'essenza
di questa era, agli occhi dei posteri, principalmente
nei giardini e nel MovasTov; negli uni, perchè ricor-
davano il teatro dell'operosità scientifica di Platone;
neir altro, perchè edificato da Platone stesso. Sappiamo
infatti che il re Attalo ornò di un altro giardino l'Ac-
cademia (l), e che, quando Sulla distrusse tutti gli
alberi dell'Accademia ósvàQocfoQcoTdtrjv per farne mac-
chine belliche (2), questi alberi non tardarono ad es-

0) Diog. Laert, IV, 8.
(2) Plut., Sulla.

nione ('). Naturalmente l'artista del quadro originale,
nel rappresentare l'Accademia in quanto riunione di
filosofi, fra le note caratteristiche di quel luogo do-
vette prescegliere quelle che più direttamente si col-
legavano al ricordo di Platone, cioè i giardini e il tem-
pietto delle Muse e delle Chariti. Di qui nella nostra
copia, che è certamente più fedele di quella Albani,
ritroviamo gli uni e 1' altro, accennati in quel modo
schematico e convenzionale, proprio degli antichi ar-
tisti. A torto il Petersen (2) riconosce nell' albero una

(') Overbeck, Schriftquellen, 1358; cfr. Winter, Silanion
in Jahrbuch, V (1890), p. 155.
(4) Róm. Mittheil. cit., p. 329.
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