Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Hrsg.]
Monumenti antichi — 8.1898

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l' accademia di platone in dn musaico pompeiano

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cercarsi forse nelle antiche fonti ? E se per gli autichi
stessi il rapporto di età fra Lisia e Platone non era
ben definito, nessuna meraviglia che alla mente del-
l' artista del quadro originale quel Lisia, che si diceva
avesse tanta parte in uno dei più celebri dialoghi di
Platone, apparisse come un coetaneo del grande filo-
sofo, tanto più che questi nella coscienza degli antichi
stessi erasi sostituito alla figura del protagonista dei
suoi immortali dialoghi. Ne mi par seria la obbiezione
che il Lisia del nostro musaico sembri meno vecchio
di Platone. Osservo innanzi tutto che, essendo sven-
turatamente danneggiato alquanto il volto dello scho-
larca, il paragone non può non riuscire sfavorevole a
quest' ultimo, che d'altra parte pel colore grigio dei
capelli e della barba si rivela uomo maturo, non
vecchio. Ma se anche così fosse, è noto che, come per
le divinità, così pei ritratti gli artisti greci non
cercavano che il tipo; il quale, fissato una volta, lo
si riproduceva senza riguardo a circostanze di tempo.

Eliminata la prima, cade anche la seconda diffi-
coltà, cioè che Lisia sia retore, non filosofo. Alle
discussioni accademiche tutti potevano partecipare;
sappiamo di un medico siceliota che frequentava la
scuola di Platone ('). Non deve quindi parer strano
che vi figuri un retore, e un retore come Lisia : l'at-
teggiamento di dissenziente, che ha nel nostro musaico,
ben risponde a quella ripugnanza, che il retore aveva
per lo studio della filosofìa, quale l'intendeva Socrate,
e per cui meritò il noto ammonimento, che Platone
pone in bocca al suo maestro (2). E trovo che non a

caso, ma a disegno il personaggio di Lisia sia stato
qui rappresentato fra gli uditori di Platone, al quale
un discorso di Lisia appunto offre il destro di scrivere
quelle mirabili pagine sull' amore. Se non la credessi
una congettura troppo arrischiata, direi che nel severo
ambiente scientifico riprodotto nel musaico, Lisia rap-
presenti la nota gaia, la nota erotica, quella nota
cioè che informa tutta quanta l'arte ellenistica.

Dei rimanenti cinque personaggi non sono in grado
di identificare nessun altro, non essendoci noti i ri-
tratti di quegli Accademici che si potrebbero supporre
qui presenti, nè trovando, per quanto io sappia, con-
fronto alcuno tra le teste dei nostri personaggi ed i
ritratti di marmo che si conoscono. Alle congetture,
che si potrebbero pur fondare sullo studio della fiso-
nomia e dell' atteggiamento di ciascun personaggio,
senza che però vengano confortate dal raffronto mo-
numentale, preferisco il silenzio.

La ghirlanda, che inquadra la rappresentanza, non
ha alcun rapporto con essa, come si potrebbe credere (1),
ma ha scopo puramente decorativo, ricorrendo tal quale
in altri musaici (2).

In un ambiente in parte stoico, in gran parte epi-
cureo, una rappresentanza dell' Accademia di Platone
nella Campania sorprende, è vero ; ma il solitario am-
miratore del pensiero platonico, della cui villa il nostro
musaico era pregevole adornamento, associavasi in tal
modo al grande Romano, che in questa stessa terra,
nella vicina Puteoli, volle che un suo praedium avesse
nome Academia.

A. Sogliano.

(')Athen., II, 54.

(8) Phaedrus, ed. Ast, 257, B.

(') Róm. Mittheil. cit, p. 331, nota 3.
(2) Mus. Borb., voi. VII, tav. 62.
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