Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Hrsg.]
Monumenti antichi — 8.1898

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nell' antica apulia

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massi, più ad occidente, appariva intatta e ben rico-
perta di terriccio non smosso ; e quivi ho poi scavata
una tomba non violata dalla mano dell' uomo (fig. 1,
T. 1). Neil' area poi circoscritta dal doppio giro di
massi (fig. 1, T. 2) si apriva un pozzetto scavato nella
roccia, quasi completamente riempito di terra, e ri-
stretto anche più da un caprifico che vi cresceva, con
altre erbacce e spine. Piccandosi giù alla meglio, si
vedevano due camere scavate nella roccia, anch' esse
in gran parte interrate: trovandosene però aperti gli
accessi, v' era da sospettare una violazione, quantun-
que non recente. Finalmente il terzo recinto (fig. 1,
T. 3) era di fresco stato frugato per conto del cav. Ri-
dola, e vi si era scoperta una camera sepolcrale sca-
vata nella roccia, con accesso fiancheggiato da due mu-
retti, dei quali l'uno superstite a sinistra dell' entrata
è riprodotto nelle nostre fig. 41 e 110.

In prossimità di questi tre monumenti funebri si
vedevano pure emergere dal suolo dei cumuli tondeg-
gianti di pietre più irregolari che non i massi dei
circoli posti intorno alle aperture delle tombe; ma
essi apparivano internamente riempiti di altri sassi
misti a pietrame minuto, mentre le pietre dei circoli,
se si erano quasi del tutto interrate col tempo, dove-
vano però in origine essere state destinate ad emergere
sul piano di campagna. Che anche quei cumuli fossero
avanzo di opera umana, non era da porre menoma-
mente in dubbio: era pertanto evidente che si trat-
tasse di cosa diversa dai circoli, quantunque a tutta
prima si potesse supporre, e sospettai di fatti anch' io,
che i cumuli celassero pur essi pozzetti funebri o
qualche cosa di simile.

Di codeste antichità della Murgia Timone riferii
dopo una mia prima visita sui luoghi ; ed i cenni che
ne diedi trovarono posto in un' ampia relazione di un
viaggio archeologico da me compiuto in varie contrade
dell' antica Lucania e dell' Apulia nell' agosto e set-
tembre 1896 (')• Il luogo stesso era già stato visitato
nel 1895 dal dott. Q. Quagliati, ma le sue brevi
note non erano ancora pubblicate (:!) quando inviai al
Ministero quella mia relazione.

(') Questa relazione fu edita in tre parti, nelle Notizie degli
scavi dei mesi di marzo, aprile e maggio 1897. Della Murgia
Timone parlo nel fascicolo di maggio, p. 208 sgg.

(2) Esse videro la luce nell'ultimo fascicolo del Bullettino
di Paletnologia italiana, anno- XXII, 1896, p. 282 sgg., col

Il viaggio sopra ricordato fu da me intrapreso per
riconoscere i luoghi ai quali più opportunamente po-
tesse volgersi, con buone ricerche, l'attività della Di-
rezione degli Scavi in Napoli. Fra i posti da me
indicati fu appunto messo innanzi l'agro materano e
segnatamente la Murgia Timone : e tale fu il programma
che, anche per varie ragioni di opportunità, fu adot-
tato per una campagna di scavi da me condottavi

Fig. 2. 1:3

nei mesi di maggio e giugno dello scorso anno. Di
questi lavori espongo ora i risultati, dopoché i dili-
gentissimi e difficili restauri del materiale raccolto,
ai quali ha lungamente atteso sotto la mia direzione
e per speciale incarico il sig. Edoardo Bramante, ad-
detto al Museo di Napoli, mi permettono di farlo nel
modo più sicuro e completo.

Mentre iniziavo i lavori col ripulimento della tomba
a due camere, che descriverò appresso, fu pure mia
cura di adoperare una parte degli operai a praticare
dei saggi di scavo nei cumuli di pietre, disponendo
che vi aprissero delle trincee trasversali, ed anche svel-
lessero dal suolo tutti i massi, se fosse stato necessario,
per vedere che cosa vi fosse di sotto. La mia aspetta-
tiva che si trattasse di piccoli tumuli sepolcrali fu de-
lusa, poiché nessuno presentò tracce di seppellimento
o di tomba sottostante. Ma se non mi trovai, come

titolo: Appunti sulle scoperte paletnologiche di Domenico Ri-
dola nel Materano ; e contengono alcune buone osservazioni
miste a parecchie inesattezze e confronti erronei. Della Murgia
Timone il Quagliati parla a p. 287-289. Inesattamente egli
confonde cumuli e circoli di pietre, facendone una descrizione
assai poco chiara.
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