Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 8.1898

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UN VILLAGGIO SICULO PRESSO MATERA

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piedi svasati, specie di olle o ziri che dovevano ser-
vire per l'uso quotidiano.

La fig. 16 rappresenta un pezzo di tali vasi, con
ansa canaliculata ad insenature laterali, mancante di
una metà a destra. Quest' ansa era collocata nella
parte più rigonfia della pancia, e decorata inferiormente
con rozze linee tracciate a punta di stecco nell' argilla
cruda. La creta è assai impura, giallastra, a frattura
bigiognola, e tutta screpolata per mancanza di suffi-
ciente compressione e di buona cottura: tuttavia pare
rivestita superficialmente di un sottile strato d' argilla
più fina e più rossa, che si scrostai

Nella fig. 17 è rappresentata un'ansa simile com-
pleta, ma senza insenature laterali nè ornati.

Agli stessi vasi, le cui forme ci sono accennate in
questi frammenti, dovevano appartenere gli avanzi di
piedi, dei quali riproduciamo uno a fig. 18.

Altra forma quasi di falsa ansa, ovvero presa, offre
la fig. 19. E nella fig. 20 è rappresentato un fram-
mento di vasetto con labbro rivoltato e con piccola
ansa. Che non si conoscesse ancora 1* uso del tornio lo
provano le tracce che in questo frammento lasciarono
le dita del figlilo, diverse da quelle che si osservano
nell' interno dei vasi tirati su alla ruota.

Tutti i frammenti ceramici finora esaminati sono del
medesimo impasto rossiccio. D'impasto bruno all'esterno
ed alla frattura sono invece altri frammenti, pure rinve-
nuti in questo deposito di rifiuti. Essi consistono in anse
a ciambella, a sezione tonda e talora quadrangolare,
ed in frammenti di vasi, i quali ripetono forme che
vedremo meglio negli esemplari più completi delle
tombe, corredate di sola ceramica ad impasto bruno.
I due frammenti più notevoli, perchè conservano 1' ansa,
sono qui riprodotti a fig. 21 e 22. 11 primo (fig. 21)
appartenne ad una capace tazza con labbro rivoltato,
e presenta un' ansa il cui tipo offre la riunione della
presa voltata in su (dove è mancante) col canaliculo
che ne traversa la base. L' altro frammento (fig. 22)
era di una tazza come le altre minori trovate nelle
tombe, p. e. fig. 82 ; caratteristico è 1' alto manico a
largo nastro, con piccolo foro rotondo, che richiama
la celebre ansa di Prasassi e tutta la questione della
sua pertinenza ad una ovvero ad altra età ; questione
che ha molto affaticato i paletnologi, e che i miei
scavi vengono a risolvere, come si vedrà meglio dopo
l'analisi della suppellettile funebre da me trovata.

Pertanto non v' ha alcun dubbio che tutto questo ma-
teriale risalga ad epoca remotissima, e più propria-
mente ad una popolazione che, se aveva, come vedremo,
incominciato a ricevere oggetti d'importazione, fra cui
pochi e piccoli bronzi, conservava nondimeno ancora
la propria civiltà neolitica ed il neolitico rito funebre
della scarnitura. Un'ultima, sebbene non necessaria
prova dell' alta antichità cui risale il villaggio prei-
storico della Murgia Timone, si ha nell'osso del carpo
di un grande mammifero, di specie indeterminabile,
qui figurato al vero (fig. 23). Esso proviene dal me-

Fig. 23. ì : 1

desimo scarico della corsia, ed era quindi associato a
tutti gli oggetti descritti in questo capitolo: proba-
bilmente è un avanzo della caccia che quegli abitanti
preistorici davano ad animali, la cui specie è ormai
da lunghi secoli estinta in tutta l'Italia.

IV.
Le tombe.

Tomba 1. Dei tre monumenti sepolcrali esistenti
presso le capanne del villaggio, quello che sulla pianta
(fig. 1) è segnato come tomba 1 offre un interesse di
gran lunga maggiore, poiché lo rinvenni non tocco da
mano d'uomo, e potei scavarlo diligentemente, recupe-
randone la suppellettile e verificando il rito della de-
posizione ed ogni altro particolare degno di studio.

La forma di questa tomba è resa evidente dalla
pianta e dalla sezione qui aggiunte a fig. 24 e 25, cui
va messa a riscontro la veduta offerta dalla fig. 26.
Essa ci mostra l'aspetto superiore del pozzetto di
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