Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Hrsg.]
Monumenti antichi — 8.1898

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UN VILLAGGIO SICULO PRESSO M/VTERA.

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distinguere anche le singole deposizioni ; ma lo stato
del materiale e del terreno, in cui era fittamente in-
saccato e pesto, non lo permise in maniera completa ;
anzi quanto ho sopra notato fu un vero sforzo di dili-
genza e di oculatezza.

Nello strato medio si ebbero le deposizioni più pigiate,
e le ossa ridotte ad un vero mucchietto alto una ven-
tina di centimetri, poiché si arriva costantemente ad
un'altezza di m. 0,55 (= 1,50 — 0,95), e dedotta
l'altezza media del primo strato (m. 0,35) si ha ap-

Fig. 27.

Confrontando le misure della profondità di gia-
cimento, che sono state sempre prese dal cranio alla

punto m. 0,20. Il terzo strato era alto una trentina
di centimetri, raggiungendo l'altezza di m. 0,85, ov-

Fig. 28.

bocca del pozzetto, possiamo però fin da ora dedurre che
vi furono tre strati successivi di deposizioni. Neil' uno,
l'inferiore, il cranio arrivava all' altezza di m. 0,30,
m. 0,35, o m. 0,40 dal fondo del pozzetto, come ri-
sulta sottraendo le misure di profondità di m. 1,20,
m. 1,15, m. 1,10 dalla profondità totale di m. 1,50.

vero la profondità di m. 0,65 dalla bocca del poz-
zetto.

In uno spazio così ristretto, dove proprio a stento
starebbero quattro uomini di non grande statura accoc-
colati e rannicchiati, era di una impossibilità assoluta
collocare ben ventidue cadaveri. Bisogna dunque con-
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