Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Hrsg.]
Monumenti antichi — 8.1898

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lignee rivestite di rilievi metallici ('). Nè dimentiche-
remo di notare in queste figure medesime il tratta-
mento della stoffa dell' abito, la quale, come nelle due
figure del nostro sarcofago, resta tesa con poche pieghe
schematiche sopra le gambe, in guisa che, mentre troppo
netto se ne disegna il contorno posteriore, poco vediamo
accusarsi della rimanente loro struttura. Una tale ma-
niera, che al Brunn (-) sembrava il risultato di una in-
certezza tutta propria dell' arte etrusca, poco consape-
vole dell' organismo del corpo umano, nel caso nostro
è non solo connessa colle circostanze tecniche or ora
considerate, ma è anche una particolarità dell' arte
ionica più antica, la quale, ponendo la maggior cura
nel rappresentare l'aspetto superficiale delle cose, e
specialmente nel riprodurre l'effetto di un abito ricco
ed elegante, sacrifica spesso al medesimo ciò che è
veramente organico mediante un' esecuzione minuziosa
e raffinata dei più minuti particolari. Tale metodo,
come è noto, continua e si spinge sino alla esagera-
zione nelle Korai di Atene, senza che impedisca tutta-
via un trattamento più sentito e carezzevole anche di
quelle parti del corpo, che si presentano libere dalla
stoffa, come può notarsi nel volto e negli avambracci
delle Korai stesse, nonché delle figure del nostro sar-
cofago, specialmente della donna.

Le particolarità stilistiche, proprie specialmente
della metallotecnica, vale a dire di un'arte, di cui cen-
tro fiorente ed antichissimo fu la Ionia, non ci deb-
bono produrre sorpresa in un' opera, che, sebbene tro-
vata in Etruria, si mostra intimamente connessa colla
Ionia stessa per la forma del letto e per tutti i par-
ticolari dell' abbigliamento. Già il Br.unn ha messo
in chiaro il carattere strettamente greco di questo letto,
carattere che si può dire perfettamente ionico e che
ci può ricordare i letti di lusso, artisticamente lavo-
rati a Mileto, i quali erano molto ricercati nel VI
secolo dai ricchi signori della Lidia E per ciò
che riguarda l'abbigliamento è ormai accertato che
esso tutto quanto fa parte della moda fastosa e ricercata

Cfr. Collignon, 1. cit., p. 180 sg.

(*) Loc. cit. p. 397.

(3) V. Collignon, op. cit., p. 149.; cfr. p. es. il letto di Achille
nel bel vaso, proveniente da C'erveteri, in Monum. d. Inst. Vili,
tav. XXVII; Baumeister, op. cit., I, fig. 791. Veggansi anche
i letti dipinti sul vaso corinzio citato sotto p. 535, nota 3.

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dei greci d' Oriente; in fatti le vesti, le scarpe puntute,
il tutulus, l'acconciatura dei capelli, sono dei partico-
lari che primieramente si ritrovano nei • monumenti
ionici (').

Posto ciò si dovrebbe venire alla logica conseguenza
che il nostro sarcofago e con esso i due monumenti
compagni siano da considerare come opere dell' arte
ionica. A ciò sembra opporsi la circostanza, che sar-
cofagi di questo tipo, finora non si sono trovati nel
mondo ellenico, mentre il fatto che si sono trovati in
Etruria e che hanno servito a racchiudere le ossa di
persone etnische ci consiglierebbe piuttosto di attri-
buire ad etruschi artefici la lavorazione dei medesimi.
Ma in questo caso bisognerebbe ammettere ciò che
non si può nemmeno per 1' arte etrusca più progredita,
cioè che gli artisti etruschi fin dai primordi si fossero
assimilati completamente e lo spirito e lo stile elle-
nico; e ciò tanto più se si considera che abbiamo da
fare con prodotti di un' arte non già incipiente, ma che,
come lo stesso Brunn riconobbe, presuppone un lungo
esercizio. Ora, a dir vero, dal tempo della pubblicazione
del sarcofago Campana i criteri intorno all' arte etru-
sca si sono troppo mutati, perchè si possa concederle
senz' altro, ed in età cotanto remota, opere sì forte-
mente sentite e sì abilmente elaborate, dinanzi a cui
tutte le altre opere plastiche, anche posteriori e sicu-
ramente etrusche, sembrano lavori sgarbati di comuni
mestieranti. Quando ci si presentano monumenti di
un sì deciso carattere ellenico, le estrinseche circo-
stanze di trovamento non hanno che un valore molto
secondario. Se poi ci fanno difetto riscontri perfetta-
mente analoghi nella Grecia, abbiamo però almeno il
fatto che il tipo artistico, quale ci si presenta sui
sarcofagi ceretani, lo si vede ricorrere in tante altre
manifestazioni dell' arte greca stessa. Anzi un tal tipo
della figura giacente al convito non è etrusco, ma
greco, e fu creato, come pare, dai Greci dell' Asia,
dove il costume stesso del banchettare sul letto ebbe
probabilmente la sua origine (2). Quindi è che lo
vediamo spesso in opere contenute nel ciclo dell'arte

(!) Vedi quanto ho esposto nella monografia intitolata:
Di un bronzetti} arcaico, ecc. edita in Monumenti dei Lincei,
voi. VII, p. 366 seg.

(2) Furtwangler, Sammlung Sabouroff, introduzione, p. 27.

DELLA NECROPOLI DI CAERE
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