Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 9.1899

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SOPRA I VASI

DI POLIGNOTO

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7) Stamnos con Teseo e l'Amazzone nel Museo
Britannico E 450, Gerhard, Auserlesene Vasenbil-
der, 163.

8-9) Due idrie di Capua, 1" una con Apolline
sedente, 1' altra col ratto di Oritia, Monum. d. List.,
IX, 17.

10) Idria di Capua con Apolline e Marpessa,
Mon. d. Inst., IX, 28;

finalmente come parenti più lontani:

11) Cratere con Gigantomachia, trovato ad Al-
tamura, ora nel Museo Britannico E 469, Heydemann
VI Hallisches Winckelmannsprogramm, 1881, e

12) Cratere a Bologna con scene dell' Iliuper-
side, Mon. d. Instit., XI, 14.

E ve ne saranno senza dubbio molti ancora che mi
sono sfuggiti.

Di carattere più severo è il vaso di Polignoto. Si
osservi p. e. 1' occipite di Ercole, che mostra ancora
il contorno ondeggiante, o i delicati ricci di Eneo,
i quali ricordano la maniera, colla quale Eufronio ha
trattato la capellatura del padre di Euristeo, Euti-
mide quella del vecchio Priamo. Visibilissime sono
queste reminiscenze arcaiche nella figura di Deianira.
Per il suo panneggiamento ionico con pieghe ancora
un poco schematiche, per la maniera con cui la
sinistra tira su il chitone a guisa delle donne chio-
tiche, mentre la destra fa il tipico gesto di maravi-
glia, si direbbe una delle Nereidi di Duride, ridotta
alla moderna. Essa sola poi ha l'occhio a forma di
mandorla, ma coli' angolo interno aperto, mentre gli
occhi delle altre tre figure sono disegnati di pro-
filo. Ma d'altra parte il carattere del disegno in
generale è quello d' arte più sviluppata. I profili mo-
strano quella bella linea diritta propria alle opere
attiche dopo le guerre Persiane, il panneggiamento di
Eneo è trattato liberamente e senza alcun schematismo ;
sopratutto ben riuscita è la figura di Ercole che per
la sua mossa energica, per i suoi capelli corti e
ricciuti, per il suo occhio spalancato, ha qualche cosa
dell' Armodio (').

(}) Un curioso pentimento, che si può constatare nel di-
segno di questa figura, mi fu indicato dal eh. A. S. Murray,
quando ebbi il piacere di esaminare questo vaso in sua com-
pagnia. Polignoto aveva sulle prime disegnato un turcasso al
fianco di Ercole, il quale anche sopra il vaso di Sant'Agata

Gettiamo ancora un rapido sguardo sopra la scena
di genere, che si trova sul rovescio (vedi p. 7, 8).
Nel bel mezzo vi è un giovinotto tuttto avvolto nel
suo mantello, che gli copre anche il capo. Gli parla
un altro, che s'appoggia con 1' ascella sinistra sopra
un bastone. A destra se ne trova un terzo, il quale,
rappresentato di faccia e munito anch' esso di un ba-
stone volge la testa verso i due interlocutori. Una
colonna dorica ed un diptichon appeso indicano la
località. S'intende come questa scena non stia in niuna
relazione con quella del lato nobile, nè abbia alcun
senso particolare. Sono i ben noti giovani ammantati
tanto comuni sopra i vasi di data più recente.

L' ornamento del vaso è quello solito degli stamni :
sopra la pittura una striscia di piccole verghe, al di-
sotto un meandro. La palmetta dei manichi corrisponde
a quella della fig. 15 di P. Winter nel suo bel lavoro
sopra le palmette delle coppe attiche (lahrluch des
Kaiserl. Deutschen archaeologischen Instituts, VII,
1892, p. 112 f.). Giova notare che la stessa pal-
metta con piccolissime variazioni ricorre anche sopra
lo stamnos di Sant' Agata.

La firma dell'artista POUYANOTOS EARAVEN
è assolutamente identica a quelle dei due altri vasi
dello stesso pittore. È scritta nell' antico alfabeto at-
tico, prescindendo dall'uso dello tp, e le due parole
sono disposte in due righe, le lettere collocate l'una
sotto 1' altra a guisa dello aroiy^òóv. Anche Ermo-
nacte, il già ricordato contemporaneo di Polignoto,
dispone la sua firma nella stessa maniera, senza però
adoperare lo ip.

In quanto alla cronologia relativa dei tre vasi
Polignotei, crederei che lo stamnos con Ercole e Des-
sameno occupi il posto di mezzo. Il vaso di Bruxelles
mi sembra più antico così per una certa timidità
del pennello come per la rigidezza delle forme e

porta un turcasso, ma lì, come conviene, legato insieme con
l'arco, che manca sopra il vaso di Polignoto. Poi nel mo-
mento, in cui copriva il corpo del vaso colla vernice nera,
gli venne il capriccio di trasformare il turcasso in una spada. Così
aggiunse una impugnatura e con una larga pennellata tentò di
ridurre V ampiezza del turcasso alla dimensione d' un fodero.
Ma il coperchio del turcasso già terminato s' oppose a questa,
metamorfosi e Polignoto desistette dal suo proposito, senza
però cancellare le aggiunte fatte. Così nacque un piccolo mo-
stro, che non è nè turcasso, nè spada, o piuttosto spada e tur-
casso insieme.
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