Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 9.1899

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suoi successori dell' età del ferro, che in epoca molto
tarda lo portarono fino nell' Italia meridionale (')• Ma
i rasoi della Sicilia, rappresentati finora soltanto dagli
esemplari arcaici della età del bronzo, di Pantalica
e Cassibile, e da pochi recenziori, quadrati, del Fi-
nocchito e di Badia di Granmichele (2), costituiscono
un gruppo tutto nuovo ed isolato, che si sottrae e
qualunque relazione cosi colle terremare, come con
Villanova. È bensì vero che sin qui ci mancano per
tali lame arcaiche diretti riscontri tanto in Grecia
come in Spagna (3) ; in Grecia, oltre che le fonti let-
terarie, che ricordano 1' uso dello %vqov (4), si ebbero
rasoi negli strati micenei, ma al tutto diversi da
quelli di Pantalica e Cassibile. Rinunziando quindi
per il momento a stabilire con sicurezza il luogo di
origine e di diffusione di tale stromento, ritengo come
molto probabile che esso si abbia a ricercare negli
strati pre o protomicenei dell' Egeo, o nell' alta Grecia,
donde partì la corrente che lo portò nelle terremare
e nelle palafitte circumpadane.

Dopo i coltelli gli oggetti in bronzo più nume-
rosi ed istruttivi sono rappresentati dalle fibule, pel-
le quali ho redatto il seguente specchietto:



Ad arco di violino

Ad arco semplice

Serpeggianti
ad occhio

Scavi clandestini

0

2

3

Necrop. NO . .

0

3

0

» N . .

1

19

0

» Gavetta .

0

1

6

n Filiporto

0

1

12

Totale

1

20

21

(') Torre Mordillo {Notizie 1888, pag. 8); Castelmezzano
(Notizie 1897, pag. 186); Suessola {Bull. Paletn. Rai. 1894,
tav. I, 8, 10); Capua (Roem. Mitth. 1898, pag. 169 nota).

(2) Si rettifichi l'indicazione Chiaramonte da me data per
uno di essi nel Bull. Paletn. Ital. 1897, pag. 196. Per questi
ultimi quadrati il Petersen (Roem. Mitth. 1898, pag 169), e
pei loro affini della Magna Grecia, nega risolutamente la de-
rivazione dai tipi di Villanova, e li crede sviluppati dai più
antichi della Sicilia; avremo così un gruppo calabro-siculo, che
reputo anch' io estraneo ad influenze nordiche.

(3) In Ispagna ad El-Argar (o. e, flg. 663, 669, 689), ab-
biamo lame a testa tronca od arrotondata, intermedie fra i
coltelli lanceolati ed i nostri rasoi; ed in Sardegna il ripo-
stiglio di Teti ha dato una lama a filo concavo ancor più
prossima ad essi (Materiaux 1884, fig. 125).

(4) Helbig, Das homer. Epos, II ed., pag. 248. Tsountas,
Mtxfjvta xcù MvxijvaTog noXmopóg, pag. 60; Stai's, 'Eyrjfx. \-ìq-
Xatok. 1895, pag. 219; tav. IX, 14.

Nella parte principale e più antica di Pantalica
abbiamo quindi esclusivamente rappresentate le due
forme più arcaiche della nsqóvij ; il magnifico esem-
plare ad arco di violino, tav. Vili, fig. 8, colla sua
ricca e delicata decorazione a bulino, ha unico ri-
scontro in Sicilia nell' esemplare di Cozzo Pantano,
illustrando il quale (') io ho addotto quelli delle ter-
remare, delle palafitte e di Micene; a tutti codesti
ne va ora aggiunto uno della regione aquilana, asso-
ciato a daghe e pugnaletti di tipo terramaricolo ; per
il Pigorini (2) ciò denota « che nel paese degli Equi
e dei Marsi ponessero ben presto sede alcune famiglie
dei terramaricoli, partite dalla valle del Po ». Tale
interpretazione non può in ogni caso reggere per gli
esemplari della Sicilia introdotti dalla Grecia mi-
cenea, o riprodotti dai primi esemplari di là venuti.
Sono numerose, anzi tipiche per Pantalica le fibule
ad arco semplice, colle loro tre varietà raccolte a
tav. Vili, fig. 10, 17,19; unica quella a tortiglione,
la maggior parte munite di due anelli o costolature
in rilievo, e tutte adorne di spinapesci, anelli, ecc.,
a punta (3) ; negli strati arcaici di Pantalica mancano
del tutto quelle ad arpa, e le serpeggianti a gomito,
che troveremo a Cassibile in abbondanza, mentre qui,
dopo una lacuna cronologica, saltiamo alle serpeg-
gianti ad occhio, proprie del 3° periodo. La fibula
ad arco semplice colle due costole, se manca nelle
terremare, si ha però nell'antichissima necropoli di
Bismantova, che appartiene allo spirare di quel-
1' età (4) ; attesa la scarsezza di tale forma nel centro
della penisola, e la quasi totale mancanza nel Mez-
zogiorno, secondo le statistiche date un ventennio
addietro, essa fu creduta originaria dell' alta Italia (5).
Ora però, in seguito alle nuove scoperte, conviene
modificare tale apprezzamento, perchè nella sola Si-
cilia viene a costituirsi un forte gruppo, sorto sotto
le influenze della Grecia; chè ai 26 esemplari di
Pantalica se ne devono aggiungere 19 di Cassibile,
e circa 30 di Badia presso Granmichele, necropoli

(') Orsi, Necropoli sicula presso Siracusa, pag. 13.
(*) Notizie d. scavi 1895, pag. 257.

(3) L'Hoernes, Urgeschichte, pag. 316, ammette per i bronzi
più antichi una decorazione a « Punzirung » non a « Gravirung »
la quale qui è insostenibile attesa l'estrema finezza del tratto.
(*) Ghierici, Bull. Paletn. Ital. 1876, tav. Vili, 12, pag. 250
(5J Castelfranco e Pigorini, Bullettino 1878, pag. 55 sgg.,
pag. 107.
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