Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 9.1899

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179 SEPOLCRETO CON VASI

fatto che la civiltà villanoviana, così largamente rap-
presentata a Bologna, non ha mai offerto maschere e
vasi antropoidi, e che questo genere di monumenti ap-
parisce come specifico di quella regione d' Etruria, che
la tradizione seguita da Ellanico (Fisi, fragra. I, 45)
e da Anticlide (presso Strabone V, 221) mette appunto
in istretto rapporto con la patria prima e più antica
dei vasi antropoidi, la Frigia (').

Anche le congetture da me fatte sul tempo cui
devono riportarsi i più vetusti vasi antropoidi del
Chiusino ricevono una conferma dal carattere e dalla
qualità degli oggetti che accompagnano gli ossuari
di Cancelli.

Predominano fra gli oggetti ornamentali, le fibule
a navicella di ferro e bronzo a lunga staffa, e con esse
se ne trovano associate talune di tipo nuovissimo orienta-
lizzanti, come quelle rivestite d'osso (tomba 2, fig. 12)
e quella rivestita di vetro fìlogranato (tomba 1, fig. 2).
Quest' ultima tomba, sebbene mancante dell'ossuario, è
assai notevole per le molteplicità degli ornamenti mu-
liebri e perchè mostra l'associazione di fìbule di tipo
diversissimo ; per es. quella nuova a lunghissima staffa
fig. 3, con quella ben nota a staffa brevissima, rive-
stita d'ambra fig. 5, che è certo una delle più anti-
che. È notevole anche perchè mostra quanto fosse largo
nel popolo che aveva il rito dei vasi antropoidi l'uso
delle spirali in bronzo, ferro e metallo prezioso, sia per
orecchini, com' ebbi a constatare in più d'un canopo
muliebre (Mas. Hai. I, p. 309), sia per la capigliatura
(cfr. figg. 7-8). Anche l'ago crinale, con la caratteristica
testa a rotella fig. 6, ha riscontro con quello inserito
nella capigliatura del canopo chiusino da me edito in
o. c. tav. Villi a Ua (cfr. p. 311) (2).

Per gli oggetti del mundus muliebre è di singolare
interesse anche la tomba 2, dove, per la prima volta,
appariscono due anelli a castone inciso (figg. 15-16)
e due bottoni a doppia rosetta (fig. 19), che si potrebbero

(!) Ai richiami frigi da me fatti in Mus. top. nota 167,
si aggiunga il coperchio d'ossuario vero e proprio proveniente
dalla Frigia edito dal Purtwangler in Ardi. Anzeiger 1891, p. 115
e il coperchio a maschera con occhi chiusi ivi edito dal Pop-
pelreuter: Arch. Anz. 1896, p. 106.

(2) Diversa destinazione semhrano avere le simili rotelle,
prive però del picciuolo tuhulare per l'attacco dell'ago, di cui
parlasi in Bull, di Paletn. 1883, p. 213, e alle quali si riporta
il Brizio pubblicandone una del sepolcreto riminese del Ver-
rucchio, v. Notìzie 1898, p. 376.

NTROPOID1 DI CANCELLI 180

dire di riminiscenza micenea (]), e dove è pure un pen-
daglio a doppia ghianda (fig. 17), ricordante gli orec-
chini a ghiandina fittili di un ossuario antropoide
edito dal Micali (Storia, p. 10, tav. XVI, 3-4).

Per gli oggetti invece del costume virile è impor-
tante la tomba 5, la quale esibisce un pugnale di
ferro (fig. 30), con costola mediana, di tipo Miceneo o
greco-asiatico (2) ed un piastrone da cintura in ferro
(fig. 29), decorato con una figura umana a traforo, di
stile geometrico (stile del Dipylon). I fermagli di ferro
ad occhielli anulari di questa tomba (j) hanno ri-
scontro con quelli di bronzo, soliti a rinvenirsi nelle
tombe chiusine a ziro più antiche, per es. in quella
virile col vaso antropoide da me edita in Mus. Rai. I
tav. Villi a, n. 6 ; e trovati altresì in tombe a ziro
vetuloniesi (3) e volterranee (4), nonché in una tomba
a cassone di Poggio Buco nel territorio Statonense (5).

Riguardo al vasellame fittile, le tombe di Cancelli
ce ne offrono di tempo diversissimo e di diversissima
specie. Insieme con stoviglie di terra rozza, fatte senza
l'uso della ruota vasaia e cotte al sole e decorate di
caratteristici cornetti sul tipo italico, trovate quelle
paleoetrusche di terra rozza micosa, perfettamente otte-
nute al tornio e cotte al forno (cfr. l'ìiolmos della
tomba 5, avente riscontro con quello della tomba con
maschera da me edito in Mus. Ital. I, pag. 292); e
vasi di bucchero di più specie, mezzi fini, fini e finissimi,
neri e cinerei, con i caratteristici ornati graffiti e pun-
teggiati a ventaglio e con impressioni figurate ottenute
col sistema a cilindretti. Vi sono inoltre le lekythoi
italo-precorinzie in terra gialla di stile geometrico
(tombe 7, 8), due aryballoi protocorinzì a figure d'ani-
male (tomba 6), una kylix italo-precorinzia (tomba 3)
e skyphoi e kylikes di bucchero nero e di bucchero fi-

(1) L'emblema inciso sull'anello fig. 7 richiama quello ripe-
tuto tre volte nel celebre tempietto (Schuchhardt, fig. 191), o,
meglio, altare (v. Eeichel, Ueber vorhell. Gcitterculte p. 9) in
lamina d' oro della 3a tomba del xvxkog Miceneo.

(2) Per Micene mi riporto ai ben noti pugnali geminati e
particolarmente alla spada Perrot VI, p. 976, fig. 551 ; cfr.
Tsountas-Manatt, The micen. age p. 199; e per l'Asia Minore
mi riporto a quello del museo di Copenhagen edito da Undset
in Zeitschr. /'. Ethnol. 1889, p. 251, fig. 32.

(3) V. Palchi, Vetulonia, tav. XVI, p. 178.

(") V. Ghirardini, Necr. primit. di Volterra in Mon. Aut.
Vili, p. 33, fig. 34.

(5J V. Pellegrini in Notizie 1896, p. 280.
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