Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 9.1899

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CAMARINA

(CAMPAGNA ARCHEOLOGICA DEL 189 6)

I. INTRODUZIONE

Ben altra mole di lavoro, che non sien le poche
e povere pagine seguenti, sarebbe stata necessaria ad
illustrare la Kafiaoivce Xaoiqócpov decantata da Pin-
daro (Olimp. V), la figlia potente e ad un tempo ri-
vale di Siracusa, la città che della sua grandezza lascia
ricordo nei superbi tetradrammi segnati talvolta col
nome di Exacestida. Ma per nessuna forse delle città
greche dell' isola corse così fortunosa 1' esistenza, come
per Camarina, quattro volte distrutta e quattro volte
rifabbricata ; ed in nessun luogo, come sulle sue ruine,
imperversò così inesorabile la mano barbara dei distrut-
tori. L' archeologo che oggi percorre le silenziose col-
line di Camerana dura fatica a credere che qui fu una
nobile città, chè non un cippo spunta da quei cumuli
sabbiosi, e le immense necropoli metodicamente e scru-
polosamente devastate tolgono all' archeologo, troppo
tardo arrivato, ogni materia di studio.

Non intendo con queste note pubblicare una com-
pleta monografia di Camarina, del genere di quella
dal Cavallari e da me preparata per Megara Hyblaea.
Lo Schubring ('), in un precedente e meritevole lavoro,

(') I. Schubring, Kamarina, in Philologus XXXII, pag. 490-
530, con 2 tavole. Ne ha poi data una traduzione italiana il
Salinas (Archivio Storico Sicil. VI, 1881), corredandola di una
prefazione numismatica ; io citerò sempre l'edizione italiana,
colle pagine dell' estratto.

ha già messo insieme la storia della città con osser-
vazioni topografiche e numismatiche ; e poiché egli ha
sopratutto curate le fonti antiche e negletta la parte
archeologica, io rimando per quelle alla sua memoria,
occupandomi specialmente della topografia, dei monu-
menti e delle necropoli, per modo che il presente la-
voro gioverà ad integrare, ampliare ed in qualche punto
rettificare quello del dotto alemanno. Il maggior tempo
passato da me in quel luogo, e gli scavi eseguiti mi
danno agio di aggiungere parecchi fatti nuovi, i quali
restano però sempre poca cosa in confronto a quanto
doveva attendersi da un suolo così storico.

Vicende delle ruine.

Il primo che visitò quelle ruine, tramandandoci
le sue impressioni è, come per tutte le città siceliote,
il Fazello, che fu sul luogo nella prima metà del cin-
quecento, ed una seconda volta nel 1554: « Camarana
« ingentes ac late diffusas easque inter totum eius
« ambitimi, qui mille fere et quingentorum erat pas-
« suum, prò maxima parte obrutas ostentat ruinas »(')•
Del porto dirò più avanti quanto ei vide ; ma queste
sue espressioni fanno credere che ei visitasse solo l'acro-
poli, oppure che il resto dell' area urbana non pre-

Ci) Fazello. De rebus Siculis I, lib. V, pag. 230 (ed. Ca-
tania 1749).
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