Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 9.1899

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CAMARIN A

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nuovo cimitero di Scoglitti. Ma, sciaguratamente,
di tante scoperte nulla si sa, ed ulteriori ricerche in
quel sito sembrano oggimai impossibili. Percorrendo
quei terreni vidi molteplici reliquie di sepolcri di
tegole, e qualcheduno anche formato a baule con co-
verchio fastigiato (come tìg. 31). Ad orientarsi poi
alquanto sulla cronologia di questa necropoli vengono
in acconcio alcuni vasi del Museo di Siracusa, la cui

Fio. 28.

provenienza da quel sito è accertata. Lasciando un
vaso a colonnette in stile rosso colla rappresentanza
di un cavaliere e di una Nike, della seconda metà
del V secolo, sono più importanti altri vasi già pro-
prietà del canonico Pacetto di Scicli, ed ora conser-
vati nel Museo di Siracusa; secondo esplicite assicura-
zioni degli eredi Pacetto, essi provengono tutti dalla
necropoli di Scoglitti.

I più antichi fra essi sono due piccole idrie con
due insignificanti rappresentanze (Dioniso sdraiato su
di una kline. Figura corrente fra due spettatori) a
figure nere in stile poverissimo ed andante ; e spettano
agli ultimi lustri del sec. VI. Più ragguardevole è
1' anfora attica riprodotta nello zinco annesso (fig. 28),
alta cm. 34. Da un lato essa offre Dioniso ed Arianna,
una Baccante ed un Sileno; dall'altra una quadriga
montata da un guerriero, di cui non vedesi che l'alta

cresta dell' elmo, e dall' auriga. Per la forma slanciata
e per la peculiare decorazione del collo, dei fianchi
e del fondo, essa appartiene ad una sola e vasta fa-
miglia della fine della pittura nera (von Rohden in
Baumeister's, Benkmaeler, III, 1972). Siamo quindi
intorno al 500.

Segue una lek}rthos (a. cm. 36) con due figure rosse
di bello stile formanti una scena di toletta, vaso già

Fig. 29.

ricordato dal Eenndorf (Archaeol. Anzeiger, 1867,
pag. 115*).

Un pezzo di primissimo ordine è certamente la
lekythos bianca colla scena di Achille condotto da
Peleo a Chirone, vaso già illustrato e figurato dal
Benndorf nei Griech. und sicil. Vasenbilder, tav. XLI.

Invece è, per quanto consta a me, completamente
nuovo ed inedito il cratere che qui sì pubblica in
modo provvisorio (fig. 29), ma che per la rarità della
scena non meno che per la bellezza dello stile è de-
gnissimo di una pubblicazione in extenso. È, come
vedesi. un cratere a campana, alto nini. 405, decorato
al labbro di una corona di doppie foglie di lauro,
in basso di meandri alternati con croci oblique. A) Ra-
gazzo che si avanza timoroso e con riguardo, seguito
dalla madre, che assiste quasi sorpresa, ad un guer-
riero (il padre) che sta per partire, aspettato da un
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