Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 9.1899

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trattati con infinite variazioni su codesto tipo fonda-
mentale (').

La presenza dei pezzi architettonici e della scol-
tura alludono chiaramente ad edicole funebri, o ad
heroa, in stile dorico, adorni di rilievi rappresentanti
il ritratto del defunto, i quali, come al Ceramico di
Atene, decoravano la necropoli. Questo costume data
in Atene dalla fine del sec. V e prende maggior voga
nel IV (2); per Camarilla abbiamo un * terminus ad
quem » nella distruzione avvenuta nel 258. Il carat-
tere complessivo dei frammenti architettonici e plastici
sembra riportarli al periodo 350-250 ; ma ripugna il
credere che i Greci costruttori del povero sepolcro
abbiano essi stessi distrutto le grandi edicole funebri
per valersene come materiale di colmata. È più lo-
gico credere, che essi abbiano trovato il soprassuolo
della necropoli seminato di avanzi di distruzione, e
siccome andiamo un po' troppo in su per rapporto allo
stile dei nostri avanzi, se pensiamo al sacco cartagi-
nese del 405, inclino ad attribuire la devastazione
di questa parte della necropoli ai Mamertini nel 275.
Così si spiega come le tristi e mutile reliquie lasciate
da quella bufera abbiano servito a colmare le fosse
aperte negli ultimi 17 anni di vita della città.

Chè a questo periodo assegnerei il sepolcro sotto-
stante, una fossa dir. NO-SE, a cassetta di tegole
(3 per lato, 2 di testate, e 3 di coperta), contenente
uno scheletro col cranio a SE, ai piedi del quale era
una delle solite anforettine grezze a fuso, un piccolo
stamnos a cattiva vernice nera, con gocciole bianche
sulle spalle e sul coperchio; articolo campano, forse
cumano (Patroni, o. e, fig. 75, 8, 10) del III secolo,
rappresentato con qualche frequenza nella regione di
Siracusa (3).

Sep. 8. Fossetta nella roccia fracida, dir. NO-SE,
prof. m. 2,05, col fondo rivestito di tegole a cassetta.

(') Attische Grabreliefs (sep. di Pliilino, tav. 85; ed altri
come n. 398, 406, etc.) ; American Journal of Archaeolorjy,
1895, p. 476 e segg.

(2) Baumeister, Denkmaeler, [. 607; Collignon, Histoire, II,
147, 372; Salinas, Monumenti sepolcrali scop. presso la chiesa
di s. Trinità. La stele-edicola di Dexileos, del 394, è noto-
riamente una delle più caratteristiche di tutta la ricchissima
serie di siffatti monumenti funebri ; nei camarinesi 1' età più
bassa sembra suggerita dal maggiore sviluppo delle forme archi-
tettoniche.

(3) Patroni, Guida del Museo di Siracusa, pag. 46.

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Nella parte superiore del cavo un fiaschettino grezzo ;
nella cassetta, scheletro col cranio a SE, che teneva
nella sin. un alabastron di alabastro, oltre che con-
sunto, spezzato a metà in antico; al costato d. ago
da cucire in bronzo, due anforette ed uno stamnos mi-
nuscoli grezzi; alla sin. del cranio altro alabastron
di alabastro.

Sepp. 9 e 10. Fosse poverissime una con tegole
alla cappuccina, contenenti scheletri col cranio ad E.

Sep. 11. Simile a cassetta, dir. N-S, col cranio
dello scheletro a S, presso il quale piccola oenochoe
grezza.

Sep. 12. Simile a cappuccina, prof. m. 2,30, cra-
nio a SE; a metà del torace 17 vasetti minuscoli

Fig. 51.

grezzi, le cui forme diverse sono riprodotte nel grup-
petto annesso (fig. 51).

Sep. 14. Di tegole, dir. SE-NO, per bambino, il
cui scheletro andò per intero consunto ; in un angolo
boccaletto nero.

Sep. 15. Simile, senza rivestimento, dir. NO-SE,
con scheletro cranio a SE; alle anche due delle con-
suete anforettine grezze, e lungo tutto il corpo, ma
un 30 cm. sopra di esso, rottami di diversi vasi cam-
pani, taluno dei quali figurato ; rito già da me osservato
in altre necropoli tarde di Siracusa (Notizie 1897,
pag. 497, 503).

Sep. 16. Anfora a bottone, 1. in. 0,70, adagiata oriz-
zontalmente in una fossetta ; era certo un sepolcro di
piccolo bambino (fig. 52), malgrado non se ne sieno
trovate tracce scheletriche, perchè sul fondo di essa '
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