Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 9.1899

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pedire alle sabbie marine, portate dai libecci impe-
tuosi, di invadere i terreni interni coltivati. A circa
1200 m. dall' orlo settentrionale di essa, ed a due
buoni km. dalla città, in una depressione fra due ele-
vazioni vennero segnalati dei sepolcri, alla cui esi-
stenza, data la ubicazione, parevami quasi di non do-
ver credere; sopra il suolo vedevansi ancora cocci di
vasi (uno spettante ad un vaso a colonnette con foglietta
acuminate), rottami di lastre calcari e di tegole, avanzi
di devastazioni compiute un decennio addietro. Mi si
assicurò che i sepolcri molto profondi avevano dato vasi
dipinti, ed io stesso raccolsi sul luogo un frammento
di lekytkos a figure nere del VI sec. Gli esperimenti
da me tentati in quel sito mi fecero poi conoscere
una ventina di sepolcri, la maggior parte di tegole, solo
due di massi, tutti frugati, ed esistenti alla rilevante
profondità di m. 2 l/2-3; essi dovevano appartenere a
qualche piccolo abitato suburbano, di cui è vano cer-
care traccia, perchè il terreno oggi è talmente cam-
biato per 1' azione dei turbini di sabbia, che le col-
line sorgono e si distruggono alternatamente, e non è
molto che una intera palude venne in quel sito pro-
sciugata in pochi giorni da una bufera renifera.

IV. IL SUBURBIO

Oltre 2 x/ì km. a levante della città si stende la
regione denominata Piana dei Greci, tutta messa a
coltivazione ; quivi sopra una collinetta tornò allo sco-
perto una fossa quadra (lato m. 1,48) colle pareti di-
ligentemente cementate, profonda certo più dei m. 2 '/g
oggi visibili ; in origine essa era chiusa da un grande
blocco di m. 2,00 X 0,65 X 0,33, e panni fosse una
conserva d' acqua abbandonata, perocché sul suo fondo
si raccolsero ossa, animali e rottami d' anfore. In questo
stesso sito si trovò un gruppetto di sepolcri, e credo
spetti alla decorazione esterna di uno di essi un cippo
conico in arenaria, vestito di fine stucco, alto m. 0,47,
con fori per perni all'apice ed alla base (fig. 70).

Altri 2 km. più a SE sulla via campestre che
porta a S. Croce, e precisamente nella località deno-
minata Lago, presso il quadrivio, in vicinanza del po-
dere del barone Ciarcià denominato Cinta, si scopri-
rono anni addietro avanzi di un edificio ; vidi sul posto
massi squadrati, ed un pezzo di capitello dorico tardo,
Monumenti antichi. — Vol. IX.

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che non potei misurare perchè interrato ; se per le sue
modiche dimensioni non poteva spettare ad un tempio,
conveniva bene ad un piccolo santuario, ad un heroon
o ad altra costruzione di medie proporzioni.

In contrada S. Martino, non molto discosta ed ap-
partenente del paro al barone Ciarcià, esiste una ne-
cropoli greca, ricordata dallo Schubring (o. e, p. 54),
che la dice molto vasta, mentre a me non consta fosse
tale, non potendo appartenere a Camarina, lontana

Fig. 70.

5 km., ma a qualche sconosciuta xm/xr]. In ogni caso
è utile sapere, che presso il bar. Pasquale Ciarcià si
conserva, di là proveniente, un grande vaso a colon-
nette, alto cm. 46, di mediocre stile rosso (II ^, V sec);
al collo fogliette acuminate : a) Due Sileni nudi iti-
fallici inseguono due ninfe vestite di doppio chitone,
la testa di una delle quali, col cecrifalo, ha una ac-
conciatura identica a quella che sovente occorre su
teste delle monete siracusane della II j,Y sec. b) Don-
zella fra due giovani clamidati rabdofori. Di tale vaso
ha dato un cenno inesatto anche lo Schubring (o. e,
p. 54).

V. VARIA

a) Camarina preistorica.

Una ricognizione nei dintorni della città, e pre-
cisamente dentro uno dei valloni sabbiosi tra il Re-
friscolaro e la collina di Camerana, antico corso idrico
asciutto, mi portò a scoprire le tracce di un abitato
preistorico. A circa mezzo ehm. dal mare ed a meno
di un ehm. dalle mura orientali della città, raccolsi
superficialmente una certa quantità di selci preisto-
riche (coltelli, raschiatoi, una freccia a base incavata,
scheggie e frammenti), e qualche coccio primitivo,

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