Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 9.1899

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RICERCHE ARCHEOLOGICHE CRETESI

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plari di questo tipo, provenienti dagli strati puri mi-
cenei. Alcuni degli esemplari provenienti dalle necro-
poli di Pitane, nell' Eolide, esplorata da Hamdy Bey ('),
e più ancora quelli dati da necropoli di tarda epoca
micenea, trovate ad Egina e a Salamina, mostrano con
quelli di Kourtes una notevole affinità; sono anche
derivazioni micenee le ptjxis di questa necropoli, dal
fondo piatto, le pareti verticali e la bocca ampia con
piccolo colletto, che probabilmente serviva a tratte-
nere il coperchio; e Tirinto e Nauplia, per tacere
d'altri luoghi, ne hanno dato numerosi esempi (2).
A Kourtes si presentano anche come ossuari certe
urne molto ampie nella parte superiore, la bocca più
ristretta, chiusa da un coperchio, la parte inferiore a
cono rovescio, basata su un piede poco ampio ed ele-
vato; le anse poi sono formate a doppio arco, come
quelle dell'urna cineraria di Cnossos, illustrata dal-
l'Orsi (3), e come lo sono quelle del vaso dei Guer-
rieri (4), che giustamente il Pottier (5) riferisce non
già all' epoca micenea, come si fece da tutti (fi), ma
all' età del Dipylon ; anzi questa forma di ansa, che
meglio serve per vasi di grandi dimensioni, come lo
sono quelli del Dipylon, si conserva per tutto il pe-
riodo geometrico nella serie dei vasi meli, riferita
generalmente alla prima metà del secolo VII. Anche
i criteri dati dalla decorazione della ceramica di
Kourtes, servono a confermarci l'idea che si tratti
di una necropoli dell' estremo periodo miceneo, o dei
principi di quello geometrico, quando però erano an-
cora vive, per quello spirito conservativo che troviamo
più forte che mai nei montanari e negli isolani, le
riminiscenze formali dell' età micenea. Così, mentre
non mancano, nei vasi di Kourtes, specialmente nei
coperchi, le rosette, le frettolose spirali doppie, i fiori
di nasturzi stilizzati ed alcuni altri motivi propri

(') Perrot, Histoire de l'Art. La Grece primitive, voi. VI,
p. 923.

(2) Schliemann, Tiryns, p. 115, tav. XXVI. Cf. Wide,
Geometrische vaseii aus Griechenland (Jahrluch cVArchaeol.
Inst. XIV, 1899, p. 35).

(3) Orsi, nella Nota citata, American Journal, 1897, p. 256,
fig. 4.

(4) Furtwilngler-Loeschcke, Myken. Vasen, p. 27, 29,
fig. 14, 17.

(5) Pottier, Observations sur la Céramique mycénienne
(Rev. Archéol., voi. XXVIII, 1896), p. 19 sg.

(6) Mayer, Mykenische Beitrage, II (Jahrb. d. Instituts,
1892), p. 195.

del ceramico micemeo ecc., invece sono frequenti i
motivi ornamentali geometrici; sono fascie parallele
di colore bruno o rosso sporco, sul fondo rosa o gialletto
del vaso, zone orizzontali, formate da linee spezzate,
o da semicircoletti contrapposti, o da ce rovesciate;
od hanno le spalle divise in vari campi, simili a me-
tope, da gruppi di linee verticali che si alternano a
serie di spezzate sovrapposte. Sono questi tipi che si
ravvisano a Rodi ('), a Cipro (2), e fanno parte di quella
decorazione che pel corso di qualche secolo si man-
tenne nel suolo greco ed i cui ultimi sprazzi si rav-
visano ancora all' epoca dell' espansione ellenica verso
occidente, come provò l'Orsi, nella illustrazione delle
scoperte avvenute in uno strato superiore di una tomba
di Thapsos, esplorata dall'Orsi e nella necropoli
arcaica del Fusco, presso Siracusa, dallo studio della
quale apparirebbe fissato il periodo geometrico del
Dipylon verso il 1X-VIII secolo e verso la fine del-
l'VII! il passaggio dallo stile geometrico puro al pro-
tocorinzio geometrico (4). Alla mia esplorazione non
si affacciò altro centro abitato da riferirsi alla città
di Phaestos, ma non è da escludersi che altri ancora
attendano di essere segnalati.

L'agro Gortynio.

Confinante col dominio di Phaestos era quello di
Gortyna, disteso non solo su tutto 1' ampio piano Mes-
saritico, ma sino verso le falde della catena del Psi-
loriti, colle ampie e fertili valli di Zarò e di Pana-
gia, e su un ampio tratto della catena ora detta di

(') NeH'Ashmolaean Museum. Gardner, Catal. of the greeck
Vases in. the Ashmolaean Museum, p. 25.

{-) 0. Richter, Kypros, die liibel und Homer. pag. 98 sg.

(3) Orsi, Thapsos {Monum. antichi dei Lincei VI, p. 89,
tav. IV).

(4) Orsi, Gli scavi nella necropoli del Fusco (Not. Scavi
1895), estr. p. 7 e sg. I vasi indicati ai n. 204, 319, 317, ac-
cennano già alla transizione dal geometrico al protocorinzio
e siccome vanno riferiti al più antico momento della xWat?
syracusana, sono attribuiti dall'Orsi all' Vili secolo. Cf. i dati
di Bruckner-Pernice, Ein attische Friedhof (Athen. Mit-
theil. 1893) p. 136-137.

Anche la necropoli di Eleusis, illustrata dallo Schiàs nel-
V'EkpripeQls '.1(>zaioXoyixrj 1898, fas. 34, ha rivelato accanto alle
tombe con suppellettile micenea, altre con materiali apparte-
nenti al più antico periodo del Dipylon, che dalle analogie of-
ferte cogli scarabei egiziani ivi rinvenuti sarebbero da asse-
gnare al principio dell'Vili secolo.
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