Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 9.1899

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RICERCHE ARCHEOLOGICHE CRETESI

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Ad età più remota risale invece quella sede, pure
trovata dal Mariani, presso KafiQoxmQi ('), sul colle di
MccQccSoxéyaXa, di fronte a Tylissos, alla confluenza di
due vallette che si uniscono a formare il Gazi. Ivi
si rinvennero dal Mariani, e dopo lui dal valente se-
gretario del Sillogos, prof. Xanthudidis e dal prof. Per-
dicaris, non dubbi avanzi di costruzioni e di suppel-
lettile micenea.

Abbastanza validi sembrano gli argomenti per col-
locare a Marathokephala quell'Apollonia che Stefano
di Bisanzio indica jtqòi; rfj KvoGoì, sia per riguardo
alla sua posizione nella parte nord dell' isola (Diod.
Sic. framm. XXX, 17. Polib. XXVII, 16 ; XXVIII, 14),
sia per i rapporti con Panormos e Kyteon; ma tali
argomenti però si possono in parte far valere per altre
località vicine; tanto, che, forse, verrebbero buone altre
ipotesi dal Mariani stesso avanzate. Potrebbe cioè
ammettersi sia che Kavrochori sia stata la prima sede
di Tylisso, oppure quella di Rhaucos. Per quest' ultima
città, che Mariani colloca ad H. Myron, si avrebbe
anche la leggenda raccolta in Eliano (XVII, 35), che
gli abitanti di Rhaucos dovettero emigrare dalla sede
primieramente occupata in causa di una invasione di
api; questa sede primitiva potrebbe essere stata nella
località di Marathokephala di Kavrochori, più vicina
al mare di quanto lo sia H. Myron, dal che si spie-
gherebbero anche certi simboli, come la testa di Po-
seidon, il tridente, i delfini sulle monete di Rhaucos,
simboli che lo Svoronos (3) riterrebbe invece come una
prova della conquista di Tylisso, fatta da Rhaucos.

Del resto i dati raccolti dal Mariani in favore
dell'ipotesi che H. Myron sia l'antica Rhaucos, sono
confermati dal fatto che tutto attorno sono traccie di
piccoli centri d'abitazione, al nord Petrokephala, Kor-
phais e Pentamodi (4) dove furono rinvenute le note
urne dipinte nello stile di Micene, e poco ad est Stau-
rakia che dette vari vasi di stile miceneo e geometrico
al Sillogo di Candia(5).

(') R. Mariani, Di una città antica scoperta in Creta (Rcnd.
d. R. Accad. d. Lincei, marzo 1894, p. 183 sg.).

(2) Op. cit-, p. 80 sg.

(3) Svoronos, Numismat. Cret., I, p. 303.

(4) Orsi, Monumenti antichi, voi. I, p. 219 sg.

(5) Orsi, Note on vases of the Syllogos of Candia (Amer.
Journ. of Archaeol., N. S., I, p. 251; Wide, Geometriche Va-
sen aus Griechenland, p. 35 e sg.).

A poca distanza da queste ultime località, ma col-
locata alquanto più ad ovest, dentro ad una valletta
affluente del Gazi, ma che scende dalla poderosa dorsale
di monti che costituiscono il sostegno orientale del-
l' altipiano Ideo, è Krousonas, Rgovaavag, donde pro-
vengono alcune terracotte egizianeggianti del museo di
Candia (').

Guidato da questa indicazione e dagli indizi for-
nitemi dal mio pregiato amico sig. Anerapsis di Can-
dia, che qui mi piace ricordare e ringraziare, mi recai
ad esplorare la valletta di Krousonas, e presso al vil-
laggio, attualmente circondato dai più splendidi vigneti
dell' isola di Candia e da fertili campi, ebbi la ven-
tura di notare evidenti traccie di un importante inse-
diamento antico.

A sud-est del villaggio, ad un quarto d'ora di
distanza da esso, si erge un colle detto rò Kovyo, di
forma tondeggiante, colle falde ampiamente distese e
colla cima pianeggiante, alto circa 100 m. (fig. 11),
che da un lato degrada verso il vallone di Krousonas,
verso sud ed ovest verso i due rivi detti rrjc nsQMSre-
Qiàq e rov 2t<xvqov, ad est è inciso dalla confluenza
del ruscello tt,q nsQhGTSQiat; nella valle di Krouso-
nas (fig. 12). Questa vasta collina, perfettamente iso-
lata, ha una forma ed una posizione caratteristica alle
primitive città cretesi ; benché qui non abbiasi a no-
tare traccia di grandi costruzioni poligonali, nè di
grandi tagli nella roccia, pure notai siili' alto del colle,
presso una torretta diroccata, che servì di corpo di
guardia ai Turchi, alcune pietre rozzamente squadrate,
che evidentemente erano avanzi di un edificio molto
antico. A metà circa della pendice nord della collina,
osservai vari tratti di una scala della larghezza di
circa un metro, che tagliata nella roccia stessa, scende
rettilinea verso una fonte, che ancora oggi, discreta-
mente abbondante, scaturisce dalla collina; presso ad
essa notansi ancora alcune pietre squadrate le quali
dovevano costituire il rivestimento della fontana.

Questa scala, dai gradini ancora in parte conser-
vati, molto alti e stretti, richiama alla mente quelle
che conducono giù dall' acropoli di Atene, presso 1' Eret-
teo e l'altra che scende alla Clepsidra (2), come anche

(') Mariani, op. cit., p. 40, fig. 25.

(2) Curtius, Stadtgesch. Athens, tav. V, n. 4 ; Perrot, Ilist.
de l'Art., voi. VI, p. 427, fig. 151.

Monumenti antichi. —

Voi. IX.

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