Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 9.1899

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RICERCHE ARCHEOLOGICHE CRETESI

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Minos e Minyas, i due eponimi che riassumono in sè
stessi due grandi schiatte, svolgentisi nell'ambito della
stessa civiltà; Minyas, l'eroe eponimo dei Minyi, di una
schiatta indubbiamente partecipe della civiltà mice-
nea, unita in una amphizionia preistorica, che com-
prese con Orchomeno, in Beozia, Aegina, Prasiai, Her-
mione, Nauplia, Epidauro, Atene e che ebbe come
centro il santuario di Poseidon a Kalauria ('); Minos,
il mito da cui traluce un fondo di fatti realtmente sto-
rici, non sfuggiti all'acutissimo sguardo di Aristotele,
di Tucidide, di Erodoto (2), quello cioè di una serie
di audaci imprese marittime, per parte di numerose
città dell'isola « feconda », compiute in età preome-
rica, micenea, sotto una dinastia tirannica, unificatrice
di energie vitali, che, rimaste senza freno, non sep-
pero poi, in età storica, conservarsi tanto espansive.

Queste affinità e questi contatti, che specialmente
si comprendono se si ammette con E. Curtius che i
Minyi siansi propagati da Thera all'Attica ed alla
Beozia e da ultimo alla Tessaglia (3), non si ravvisano
soltanto nell'identità formale della cultura micenea, sia
dell'isola di Creta, che nelle varie località minye,
nuovamente esplorate (Kalauria, Orchomenos, Dimini,
Vaphiò, Epidauros, Nauplia etc.) (4), o nella diffusione
dello stesso culto alla divinità marina, Poseidon, tanto
presso l'amphizionia minya che in Creta, e nell' iden-
tità del rito funebre nei due paesi, ma trovano una
singolare conferma nello studio dei miti che collegano
Atene, una delle città Minye, coli' isola di Creta. Si
rammenti il mito di Androgeo, figlio di Minos, che
si reca alle Panatenee di Atene (5), l'altare a lui
sacro, presso il porto di Phaleron, al quale fa sacri-
ficio Teseo, reduce dall' impresa del Minotauro (6), al-
tare intorno al quale avvengono le feste della fiov(póvia,
della covfryi'u (7), feste campestri, cereali, al pari della
Diipolia del piano Gortynio, e che solo assai più tardi

(1) S. Wide e Kielberg, Ausgrabungen in Kalauria (Athen.
Mittheil. XX. pag. 267).

(2) Aristotele, Polit.ll.8; Tucidide I. 4 8; Erodoto, III.
122. Cfr. Hoeck, Kreta, 201 e sg.

(3) Noack., op. cit., pag. 480.

(*) Cf. 'Rptiu. 'Aqx- 1889, p. 132; 1891, p. 189. Grappe, in
Beri. Phil. Wochenschr., 1890, p. 824.
(3) Plutarco, Tes. c. 13.

(6) Pausan., Attic, 1, 4; Plutarco, ibidem, 1, 22.

(7) Vedi per le fonti intorno a questa festa Hoeck, II, p. 80 sg.
Cook, op. cit, p. 131.

Monumenti Antichi. — Vol. IX.

si vennero a confondere con quelle di Triptolemos e di
Bacco ; si rammenti principalmente il mito di Teseo,
che si deve schierare fra i miti minyi (') ed è fra i più
profondamente radicati e venerati nella coscienza del
popolo ateniese (*) e che, connettendosi al mito di
Androgeo ed al ciclo delle leggende di Minos e del
Minotauro, attesta sia le relazioni pacifiche e guer-
resche tra Atene e Creta, come la comunanza di culti
e di rituale religioso alle stesse divinità naturalistiche,
con traccie evidentissime di theriomorfismo, a cui pro-
babilmente, tanto nell'uno che nell' altro popolo, si ac-
coppiano le estreme reminiscenze di sacrifici umani (3).
E del resto queste relazioni tra Creta ed i Minyi e si
trovano ricordate anche per un periodo posteriore a
quello della leggenda, a quello cioè in cui essi, sotto
l'egemonia dei Lacedemoni, insieme ai Dori e da essi
dominati, occupano alcuni punti dell'isola, stabilen-
dovi delle colonie che si chiamaron Doriche, forse più
per chi le guidava, che per quelli che le formavano.

Altre osservazioni ed altre analogie potrebbero
esser addotte se si considerano le rappresentazioni di
animali, quali il porco, il cervo (4), nel deposito vo-
tivo di Kalochoriò, ma non voglio su di esse insistere,
rimandando a quanto espose il Cook nel suo lavoro
sul culto degli animali nell' età micenea.

(') L. Pallat, De fabula Ariadnea (Diss. Ber. Thes. I);
Noack, p. 479.

(2) Di ciò è testimonio la grande parte che questo mito
ha nella poesia, specialmente drammatica, Ateniese.

(3) Non sono solo i sacrifici al Minotauro, a Cnosso, che
sono ricordati in questo mito, ma anche i sacrifici espiatorii
delle figlie di Hyakinthos ad Athene, sulla tomba del Ciclope
Gerasto (cfr. Strabone, X, p. 730 ; Diodoro, IV, 61).

(4) Del culto di una divinità dalle caratteristiche cervine
nell' isola di Creta e nella Grecia in genere, il Cook raccoglie
numerose prove, risalendo all'età micenea (p. 133-137). Ma le
relezioni di Artemis col cervo sono ovvie nella mitologia greca
e traspariscono e negli epiteti 'EXcttpict, 'EA.acp?]l3óXo(,,EX<t(poxTÓvog,
e da ciò che è ricordato nell' epos Omerico (teqnofiÉvrj xànQoioi
xai (òxeìgg iXàcpotai, Odys. VI, 104); cfr. Bruckmann, Epiteta
deorum, p. 45, quanto nelle feste in suo onore, es. le Laphriae
di Patrasso (Pausan. VII, 17, 7), le èkatprjpóXut dei Focesi
(Plutarc. De virtut. mulier., 144, D. 660, D.), nei sacrifici nel
mese di Elaphebolion in Atene, quanto nelle leggende di Iphi-
genia, e nei riti del monte Lyceo in Arcadia. In Creta tale di-
vinità delle popolazioni cacciatrici ebbe denominazione e culto
speciale sotto il nome di Britomartis o Dictynna; le relazioni
che secondo l'affermazione di Pausania (Corinth. 30, 3) intercor-
rono tra Britomartis e Y'Atpaia di Egina (cfr. Hoeck, H, 179)
ci conducono di nuovo alle affinità tra Creta ed i Minyi.

Il porco poi compare nelle pietre della serie pittografica
raccolta dall'Evans, op. cit., p. 24 sg. Abbiamo poi la precisa

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