Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Hrsg.]
Monumenti antichi — 9.1899

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RICERCHE ARCHEOLOGICHE CRETESI

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Forse il lettore mi rimprovererà di essermi troppo
a lungo attardato in queste considerazioni, diverse dalla
pura descrizione, e mi richiamerà al mio compito ; ma
a me parve che questo interessante deposito di Kalo-
choriò, che tanto amerei di vedere scientificamente esplo-
rato, mi offrisse il destro di sorprendere la testimonianza
di questi legami tra le varie parti del mondo miceneo,
e di notare una volta di più i vincoli che questo mondo
connettono colle posteriori concezioni del mondo egeo,
vincoli che mi afforzano nell' idea che tutto quanto
fu prodotto di queir età e di quella cultura, tanto in
Creta che nelle altre contrade egee, sia rimasto come
substrato alla civiltà che chiamiamo ellenica.

Lyttos.

Dopo aver toccato colla ignota città di Kalochoriò
il confine orientale dell' agro de' Cnossii, diressi il mio
studio alla regione dei Lassithi, la quale offre un ca-
rattere nettamente distinto, presentando un esteso
altipiano, sostenuto al sud dall' elevata e caratteristica
montagna, ora denominata l'Affendi Cristos, donde di-
partesi una ramificazione di ampi valloni, che degradano
da ogni parte, e verso le due costiere marine al nord
ed al sud e verso il piano Omphalio ed il territorio
di Inatos e Biennos ad ovest, e verso il Mirabello e
l'istmo di Messeleri ad est. Tale regione dovette co-
stituire, insieme colla spiaggia a nord dell'altipiano
lassithico il centro del dominio di Lyttos, città di cui

testimonianza di Atheneo che i Presii facevano speciali sacrifìci
col porco che era sacro presso i Cretesi. Cfr. p. 373. negi <fe
vùv òri tfQÓv sari rò ^ùjov nctqcì k'Qtjaii' Ayc(&oxXftg, 6 §ce^v-
Xóviog . . . (pr/ai . . . TÌQtaaioi &è xcd hqcì (>éZovoi vì. .xtX. e fu
collegato al culto di divinità vegetali, quale fu Demetra e lo
stesso Zeus Kretagenes. Il Cook suppone che ad alcune divinità
di carattere campestre-chtonio si facessero sacrifìci di porci,
con abiti o maschere imitanti il porco, e di questo vi sarebbe
ricordo anche nella ironia scherzosa di Aristofane, negli Acarnesi,
p. 738 sg., dove il Megarese acconcia le sue figlie con abiti e
musi suini e le incoraggia a grugnire, per meglio essere in
carattere :

oumg &s ygvXiì-eÌTe xcti xoi^srs
XyiaeÌTe (pmyav %oiq'ìwv /xvarsQixtòy.

cfr. Cook, p. 154. La finezza del raffinato Aristofane trovava
ridicoli e senza significato questi riti di origine antichissima,
che senza più essere compresi, erano qua e là seguiti ancora
al tempo suo, per quella forza d'energia conservatrice che tro-
viamo nei culti d'ogni tempo e d'ogni luogo.

fu grande l'importanza politica ed economica dall' età
primitiva all'ultimo periodo romano.

Benché avessi pochissima speranza di rinvenire
nuovi fatti, dopo le molteplici escursioni fatte da
quanti mi avevano preceduto, pure volli esaminare
quanto rimaneva dell'antica Lyttos e vi feci due escur-
sioni partendo da Xidhà, una delle quali accompagnando
il prof. Halbherr, che si recò a rivedere il materiale
epigrafico da lui recentemente edito nell' American
Journal (').

La località di Lyttos, come descrissero lo Spratt (2)
ed il Mariani (3), è alle falde nord-ovest dei Lassithi
e su uno degli ultimi contrafforti che vanno a mo-
rire verso Pediada, ma contrafforte però molto elevato,
perfettamente isolato ed inciso da ogni lato da pro-
fondi valloni, che rendono quella posizione magistral-
mente forte, dominando, dal lato di est, sul vallone
di Potamiès ed Avdù, che scendendo dai Lassithi shocca
nell' Aposelemi, a nord sulla valle di quest' ultimo
che, poco sotto Kastelli, si interna in un profondo
farangi, da cui non sbocca che presso a Kalochoriò,
e comandando ad ovest sul piano Omphalion, anche
oggi seminato di villaggi e di coltivi.

Le rovine della città occupano uno spazio molto
esteso e mostrano come, pur non avendosi una vera
distinzione tra acropoli e città bassa, però 1' abitato
era disteso lungo i fianchi meridionali ed occidentali
della collina, e sulT alto della costiera pianeggiante
era la cittadella, con edifici pubblici tra i quali il foro.

Qui unito è uno schizzo di pianta, favoritomi dal-
l'amico Lucio Mariani (fig. 39).

Da quanto mi parve di potere osservare, Lyttos
non ebbe mai una cinta che tutta quanta la difen-
desse, essendo già difesa dalla posizione ; tutt' al più
sarà esistito qualche sbarramento, qualche difesa iso-
lata, come avvenne per Axòs. Ma a Lyttos la grande
quantità di detriti di fabbriche di età romana ha na-
scosto, come a Gortyna, le traccie dell'antica città
micenea e della greca : 1' intensa coltivazione odierna
ad ortaglie, a coltivi ed aranceti per parte dei conta-
dini di Xidhà, aiuta ora la scomparsa di ogni resto. Si

(!) Volume XI (1896), p.638-556 ; cfr. Steph. Xanthudidis,
nello stesso giornale, serie II, voi. II (1898), p. 73.
(*) I, 89. 92.

(3) V. Mariani, op. cit, p. 99.
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