Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 9.1899

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si possano segnalare gli stessi fatti, accennanti ad una
irradiazione da centri stranieri all'elemento isolano e
formati da invasori egei.

Del resto è un rigurgito dalla Sicilia verso le spiag-
gie dell' Italia meridionale che ci è indicato nelle
leggende laterali a quella di Minos e che ci riferi-
scono della fondazione di Hyria ('), 1' Uria di Stra-
tone (2), e di Brentesion (3), e di rapporti tra i Cre-
tesi e le spiagge dell'Apulia (4), rapporti che ci sono
attestati da più lati e che la critica non può com-
plessivamente niegare. E che la conoscenza poi della
Sicilia risalga nella tradizione del popolo greco ad età
remota lo mostra anche il ricordo che di essa è pre-
sentato nell' antichissimo culto di Cronos, che si rico-
nosce come un substrato del culto di Zeus (5), il quale
culto di Cronos ci richiama essenzialmente a Creta,
dove esso — e lo attestava la tradizione classica —

rum testimoniis et ex archaeologicis atque anthropologicis do-
cumentis apparet (testo russo e compendio latino), Pietroburgo,
1898, p. 90).

(') Erodot., IV, 15; VII, 170.

(2) VI, p. 431 ; Uritani cives in Frontino, IX, 2, p. 66.

(3) Strabone, VI, p. 432.

(4) Sui rapporti tra Creta e TApulia, secondo la tradizione
Erodotea, a mio credere di molto peso, ed a proposito delle
isQfd nétQai èv rjj Meaaanicoy yù di Antonino Liberale, cap. 31,
devo riferirmi alle importanti conclusioni di M. Meyer intorno
alla Ceramica dell' Apulia preellenica (Ròm. Mitth., 1899),
p. 69. Cfr. lo scritto notevole del prof. Patroni, Vasi arcaici
delle Puglie nel Museo Nazionale di Napoli, in Monumenti
Antichi, voi. VI, p. 401 (nota).

(s) Tropea, Il Mito di Cronos e la Sicilia (Rivista di
storia antica, 11,3, p. 119 e sg.; Pais, Storia della Sicilia e
della Magna Grecia, I, 160).

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ebbe grandissima diffusione accanto e prima di quello
di Zeus (').

Se a queste relazioni archeologiche e leggendarie
colla Sicilia, si uniscono quelle che ricordano ed at-
testano rapporti tra Creta e la opposta sponda della
Libia (2), e tra l'isola e la Troade e la Minoica Gaza,
capitale dei Filistei, noi siamo condotti a formarci
nella nostra mente una più alta e più consistente
idea di questo movimento espansionista cretese, che
corrisponde a quella che in noi risveglia l'imponente
serie di fatti archeologici, che fu dato sinora di osser-
vare in tutta quanta l'isola di Creta.

Per questa terra infelice e gloriosa i tempi tristi di
luttuose vicende sono cessati, e speriamo per sempre ;
mentre io scrivo, l'opera della ricerca archeologica
nel suolo cretese è già iniziata, già la vanga dell' esplo-
ratore è intenta a strappare nuove testimonianze di fatto
dai numerosi strati archeologici che Creta riserba agli
studiosi delle sue vicende; coli' Halbherr, coli' Evans,
col Savignoni, col De Santis, altri hanno intrapreso,
con libertà e larghezza di mezzi assai maggiore che
per lo passato, indagini che promettono di essere fe-
conde, e di mettere sempre in maggior luce l'impor-
tanza, e per molti aspetti, la benemerenza dell' isola
nella storia della civiltà del Mediterraneo.

Antonio Taramelli

della E. Scuola Italiana di Archeologia.

(>) Hoeck, Kreta, I, 165 sg.

(3) Studniczka, Kyrene, p. 129; Evans, Further discoveries,
p. 375 sg.

ricerche archeologiche cretesi
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