Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 9.1899

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PANTELLERIA

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Spagna ('), e se ci spingiamo al nord, ne troviamo
esemplari nella Sardegna, e nei dolmen della Francia (2).

Io non insisto particolarmente sullo scodellone, del
quale ci ha dato tanti esemplari la civiltà del 2° pe-
riodo siculo (3), senza tener conto dei numerosissimi
del 3°, cronologicamente troppo discosto da Mursia:
nè è meno certo che le ciotole e per la loro sagoma,
e per la forma delle anse sovente bipuntute, ricorrono
assai soventi nelle necropoli del 2° periodo, a Cozzo
Pantano, Plemmirio e Thapsos. Ora un tale insistente
ripetersi di forme non può essere meramente casuale,
ma trova giustificazione nel legame originario di pa-
rentela fra i diversi rami di una grande famiglia,
sparsa in regioni sì discoste, legame che almeno colla
Sicilia deve anche dopo esser stato mantenuto da rap-
porti e contatti alquanto vivi.

Se passiamo all' esame di ciò che resta ancora del
materiale fittile, questi rapporti trovano ulteriore con-
ferma. Di due pezzi di uso misterioso, certo non vasi,
sene vede uno riprodotto su due faccie alla fig. 13ab;
V unica interpretazione che io vorrei proporne, sebbene
non accertata, è quella di capezzali (4), e 1' averli
trovati dentro capanne sembra aggiungere peso ad essa.
La fig. 26 rappresenta un corno fittile a base conica ;
se ne ebbero due altri esemplari, i quali tutti finivano
in punta un po' curva; forse spetta al finimento su-
periore di uno di essi l'oggetto dato a fig. 8, alquanto
appiattito. Io ho già altravolta tentato dimostrare come
codeste corna fittili non possano essere altro che og-
getti profilattici; tale opinione trova conferma nella
loro presenza dentro capanne. Il trovarli poi a Mursia
dimostra che quel piccolo popolo aveva molte idee
comuni, anche in fatto di superstizioni, coi Siculi della
Sicilia, dove corna analoghe sono state trovate in tutti
e tre gli strati preellenici da me fissati (5).

(') Siret, Premieri àges d. metaux etc. Atl. tav. V, XVIII,
XIX, LV, Testo tav. XVIII. Carthailhac, Ages préhist. dans
/' Espagne et le Portugal, fig. 278.

(2) In Sardegna esemplari inediti dalle grotte di s. Elia
(Museo preistorico di Roma) ; dal Pinistere Chatellier, La poterie
aux époques préhistoriques et gauloise en Armorique, tav. I. 6
ed altrove.

(3) Orsi, Di una necropoli presso Siracusa ecc., tav. II.
7, 12; Thapsos, fig. 15.

(4) Capezzali di Golasecca; Castelfranco, Bull. Palei. Rai.
IV (1878), p. 78, tav. 5.

(5) 1° Periodo. A Castelluccio (Bull. Paletn. Rai. XIX,
tav. V. 1, 32); a Licata (Annali Istit., 1880, tav. CD); a

Per tre fusaruole globulari, di cui due a fig. 14
e 15, non è mestieri spender parole. Dentro diverse
abitazioni raccolsi una dozzina di dischetti fittili
(fig. 23 e 24) ritagliati da pareti di vasi o da cocci,
con diametri di mm. 25 a 48; erano certamente dei
giocattoli ('). Non resta che la cappelletta fig. 12 b, di
terra nera finissima, a superficie lucidata, di destina-
zione incerta.

Riassumendo brevemente i risultati a cui ci porta

10 studio del villaggio e del suo contenuto, noi ci ve-
diamo condotti in due direzioni; le abitazioni per
forma e struttura trovano sin qui il miglior riscontro
in quelle eneolitiche di Parazuelas, di Campos, di
Fuente Verneia, di Lugarico Viejo, di Bl-Argar ecc.
nel sud-est della Spagna; sono tutti abitati dove il
materiale litico è di gran lunga prevalente sul rame ;
e talvolta sono fortificati mediante muraglioni in secco.
Esaminando la ceramica di Mursia abbiamo ancora
trovato nuovi e molteplici rapporti col sud-est della
Spagna e colla Sicilia, meno sentiti colle popolazioni
dei dolmens in genere; di tutti codesti nessi terremo

11 debito conto quando avremo studiato anche i mo-
numenti funebri che lasciò il popolo di Mursia.

Officina litica a Capo Frani.

1/ industria litica oltre che dentro il villaggio
doveva venire esercitata anche fuori di esso. Ed in fatto
poco più di mezzo chilom. a sud di Mursia, al ter-
mine inferiore di un valloncello, e precisamente dove
esso muore sull' orlo delle nere rupi che piombano a
mare, nel sito detto « I Cannona », dal fragore con
cui le onde si infrangono contro gli scogli, io rinvenni
nelle mie escursioni le tracce di una piccola officina
litica ; il luogo si acconcia all' esercizio di un'industria
all' aperto, essendo una piccola depressione riparata
dai venti di nord e di sud, i più frequenti ed i più
tediosi dell'isola. Quivi sopra un'area di m. 80X20
circa, in mezzo ai blocchi di lava accavalcati, e nelle

M. Castellaccio presso Marianopoli ed a S. Ninfa (Museo di Pa-
lermo). — II0 Periodo. Villaggio di Cannatello presso Girgenti
[Bull. Palet. Rai. XXIII, p. 117). -111° Periodo. Necrop. di M.
Finocchito (Bull. XXIII, p. 170).

(') Una dozzina di « rondelles de tessons », eguali alle
nostre, talune con foro al centro, si raccolsero pure nell'abi-
tato eneolitico di El-Argar (Siret, o. e, Atlante tav. XXIII,
fig. 69-70).
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