Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 9.1899

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gono nella pittoresca ed impervia regione delle Ci-
melie. Queste nere cupole di blocchi vulcanici, che
sorgono qua e là in mezzo alle correnti di riolite e
di lave, scintillanti di neri riflessi sotto il sole oc-
ciduo, biancheggianti di lichene nei prospetti di le-
vante, dovettero sembrare, quand' erano intatte, lo ca-
panne di un vasto villaggio di selvaggi sparse sopra
oltre un chilom. quadrato di estensione; ed abitazioni

o,oa

Fig. 1C.

in fatto vennero dette da qualche archeologo, ma a
torto (').

Sparsi in una regione quasi impraticabile, eretti
non su elevazioni ma in genere nelle bassure formate
dalle correnti laviche, i Sesi diedero un carattere di
santità alla fantastica plaga che occuparono, plaga
appartata, circondata dal fascino di una natura impo-
nente e terrorifica, che doveva colpire anche quei
rozzi selvaggi, non meno che dalla maestà della morte.
Nascoste in mezzo a quelli anfratti di ruine, sepolte
nelle viscere di un monticello artificiale, giacquero a
lungo le spoglie dei primitivi di Cossyra, sottratti
dalla pietà dei superstiti a tutte le offese di possibili
invasori o degli animali.

(') Dalla liosa, Abitazioni deIV epoca della pietra in Pan-
telleria. Parma, 1891, p. 12.

Il carattere funebre dei Sesi non può sfuggire a
chiunque anche per poco ne esamini uno, e ne consi-
deri le angustissime dimensioni della cella e del cor-
ridoio. Essi sono cupole o ponticelli costruiti di
pietre brute, sovrapposte con cura, talvolta con una
banchina di rinforzo alla base, sempre con varie cel-
lule circolari nell' interno, alle quali si accede pol-
lina galleria. Ma siccome questo cumulo di massi pe-
santissimi non avrebbe potuto, se costruito col solo
metodo del riempimento, essere tenuto a posto dal
paramento esterno, per quanto robusto e costruito di
blocchi più grandi, così i costruttori in qualche raro
caso, e nei sesi maggiori, ricorsero allo spediente delle
incamiciature successive, con riempimenti di minuto
pezzame fra 1' una e l'altra, in modo che la sezione
di uno di sì fatti Sesi presenta, a seconda della gran-
dezza due o più involucri successivi. Una controversia
che riguarda i Sesi è quella del loro numero; il Dalla
liosa li dice innumerevoli, il Cavallari li limita a 22 ;
ambedue sono in errore, certo in causa della brevità
dalla loro dimora nell' isola, che loro non permise
di percorrere palmo a palmo la regione delle Ci-
melie. Io ne ho misurati e studiati non meno di 57,
ai quali conviene aggiungere un numero non indiffe-
rente di Sesi distrutti dalla mano dell' uomo per la
sempre crescente bonifica agricola delle Cimelìe.

Neil' esame che farò di questi monumenti produrrò
abbondanti dettagli tectonici, sembrandomi che le
numerose imagini date dal Dalla Rosa, oltre che
troppo piccole sieno talora inattendibili e deficienti,
tal' altra addirittura arbitrarie. Parecchie difficoltà ho
trovato nello studio del Sese Grande, che senza stro-
menti di precisione non può essere rilevato ; ma
terrò conto delle misurazioni del Vayssié e del Ca-
vallari.

La minuziosa statistica che produco non è oziosa,
e tornerà utile in un avvenire non lontano, in cui
senza dubbio il numero dei Sesi oggi superstiti subirà
nuove e rilevanti diminuzioni. La mia periegesi co-
mincia a sud-est del villaggio di Mursia, e precisa-
mente dai contorni del Casale Cimelia, ad ovest e
sud-ovest del quale si trova il gruppo più fitto di
monumenti.

Sese a. 1. Si trova a circa 400 m. a sud-est del
villaggio di Mursia, sul principio della grande cor-
rente calata dal Ghelfikamar. Ne presento una veduta
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