Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Hrsg.]
Monumenti antichi — 9.1899

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CAVERNA NATURALE CON AVANZI PREISTORICI

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paesi che rimasero barbari fino ad epoca tarda, ri-
spetto al mondo greco-romano, dalla preistoria di quei
paesi che, collocati più al sud, e gettati come ponti
attraverso il Mediterraneo, furono nell'età classica sede
di civiltà superiori ed ebbero fin dall' epoca primitiva
relazioni con quel grande focolare di cultura che fu
il bacino orientale del Mediterraneo, dove gran tempo
innanzi alla stessa origine di tali relazioni esistevano
popoli che scrivevano sui monumenti la loro storia.
Così io non posso non tributare le maggiori lodi al-
l'Orsi, il quale ha compreso questo compito, che è
insieme un diritto ed un dovere per lo studioso della
preistoria del sud, e chiude ciascuna delle sue eccel-
lenti relazioni sulle sue scoperte preistoriche col tenta-
tivo di assegnare al materiale da lui presentato una
data storica.

Io appartengo però oggi a quella minoranza di
studiosi i quali si sono convinti che le date quali si
assegnano comunemente sono troppo basse; i periodi
successivi della evoluzione delle forme della civiltà
umana, secondo il mio modo di vedere, hanno avuto
bisogno di durare più lungamente di quello che ordi-
nariamente si crede necessario al loro completo svol-
gimento. Perciò nel mio scritto : La civilisation pri-
mitive dans la Sicile orientale, ho rialzate alquanto
le date dell'Orsi, e forse non abbastanza. Tale dichia-
razione avevo il debito di premettere alle considera-
zioni che seguono, affinchè risulti chiaro, se divergenze
vi saranno, che esse non derivano da una mia igno-
ranza degli altrui criteri, ma da convinzioni personali.

Non la comparazione col materiale del nord, ma
quella col materiale del sud, ossia appunto con gli
strati siculi, può fornirci gli elementi di una crono-
logia storica. 11 villaggio siculo di Matera è databile
per i suoi rapporti con le antichità corrispondenti
dell' isola e pel materiale d'importazione orientale
che vi si è rinvenuto. Per lo stadio più arcaico della
industria ceramica locale, in confronto di quella sici-
liana tipo Cozzo del Pantano ; per l'assenza di vasi
« micenei » e di perline di pasta vitrea costolate,
proprie dei più recenti strati egei ; per l'assenza di
spade e 1' evidente rarità dei piccoli coltellini o pu-
gnaletti di bronzo, dei quali un solo fu rinvenuto;
infine tenendo conto della durata più che due volte
secolare di quella stazione, secondo alcuni miei cal-
coli il cui risultato è senza dubbio inferiore al vero,

la datai circa alla metà del II millennio avanti l'èra
nostra. Altri, apprezzando diversamente i medesimi
fatti o dando valore ad altri fatti che invece secondo
me ne hanno uno scarsissimo (')> starebbero piuttosto
per la fine del II millennio, data che è senza dubbio
enormemente bassa (2), e che, ne son certo, una mi-

(') Questi fatti sono il rinvenimento di fibule serpeggianti
a doppio occhiello in uno degl' ipogei funebri, non scavato da
me, ma prima della mia campagna; la presenza di frammenti
della vagina di un pugnaletto in lamina di bronzo e di un
pendaglio di bronzo a doppia spirale o « ad occhiali » in
uno di quelli da me scavati. Quanto alla lamina, che io de-
scrissi come saldata (naturalmente non a stagno o altra lega,
ma a calore e martello!), noto che è una data fin Iroppo
u prudente » il 1500 av. Cr. per le bellissime lamine d1 ore-
ficeria dei sepolcri più arcaici di Micene; e che non può far
meraviglia se presso il popolo che possedeva già quei meravi-
gliosi pugnali intarsiati esistessero anche ramai da dozzina
che fabbricavano coltellini col fodero in lamina per l'uso
della gente povera e pel commercio con i barbari. Per i pen-
dagli osservo che si rinvengono nella prima età del ferro
in Sicilia, verso il X secolo, quando ogni industria litica è
scomparsa, mentre nella stessa penisola italica potevano esser
giunti assai prima, e a Matera compariscono quando insieme
col coltellino estero di bronzo si usava ancora quello indigeno
di selce. Oggetti come l'ornato da collana Schliemann, Ilios,
n. 853, non sono se non la riunione e contrapposizione di due
pendagli ad occhiali. Che il motivo esistesse anche da sè, senza
il raddoppiamento, n'è prova il ripetersi di ornati (come sugli og-
getti ibid., n. 834, 873-74) identici ad un pendaglio ad occhiali.
Anche ammettendo che questo sia invece risultato da uno sdop-
piamento, non se n'era lontani in oriente già prima del 2000
av. Cr. Quanto poi alle fibule è dispiacevole che ormai niuno
più possa osservare se in queir ipogeo dove furono trovate ebbe
luogo una seconda deposizione, in ogni modo se nel più antico
di questi ipogei presso un'ottantina di scheletri non v'era al-
cuna fibula, ragion vuole che sia più recente quello in cui se
ne trovarono tre e belle. Anche questo tipo di fibula si ha in
Sicilia verso il X secolo, ma nella penisola doveva esser giunto
prima.

(2) Ben innanzi al X secolo io pongo la suppellettile degli
strati primitivi di una città che occupò il posto di Cuma avanti
la colonizzazione greca, e che è notevolmente più arcaica del
più antico materiale di Suessula, ma oh quanto lontana dai Si-
culi di Matera! Vi sono armature protettrici complete in bronzo,
armi da offesa in ferro, grandi armille a spirali e bellissime
fibule di bronzo (tra le quali il tipo più antico è rappresentato
da quelle a spirale con doppio occhiello), mentre a Matera siamo
tra selvaggi. La data della fondazione di Cuma è secondo Eu-
sebio il 1050 av. Cr., e ad un'epoca presso a poco uguale con-
ducono i calcoli sulla tradizione riferita da Velleio (cfr. Beloch,
Campanien, p. 148). A mio modo di vedere, gli elementi for-
niti dall' indagine archeologica non hanno alcuna autorità per
infirmare o abbassare di molto quella data tradizionale, che è
della più alta importanza. Non posso quindi accettare la cro-
nologia delle fibule serpeggianti ad occhio proposta dall'Orsi
{Mon. dei Lincei, voi. IX, col. 138, nota 3) sulla base di quelle
rinvenute in Sicilia, dove forse giunsero assai più tardi, e la
cui data è calcolata dall'Orsi stesso con qualche parsimonia.
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