Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 9.1899

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DI MONTEFORTINO PRESSO ARCEVIA

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dintorni di Arcevia, tav. n. 1), non lontano da Ni-
dastore, fu raccolto sporadico un martello di pietra
forato, già descritto dal dott. Colini (').

Un grosso martello forato di arenaria locale fu
pure trovato nel luogo detto Madonna delle Spinelle,
presso la vecchia strada comunale (2). {Carta archeol.
tav. I, n. 2).

La metà superiore di altro martello di pietra, di
diorite porfiroide verdastra, rotto all' altezza dell' oc-
chio, si rinvenne, similmente sporadico, a Protonara,
poco sopra Bosimano, nel monte che prospetta Ava-
celli {Carta archeol. tav. I, n. 3).

Pure da Bosimano {Carta archeol. n. 4) proven-
gono una bellissima freccia di piromaca nera macchiata
ed alcuni cocci grossolani, indizi sicuri di una stazione
preistorica {i).

In quelle vicinanze, dice il cav. Anselmi, sono
frequenti le antichità di questa specie che si trovano
qua e là sporadiche e la raccolta di 125 frecce con
un' ascia di pietra levigata e con un frammento di
martello che noi acquistammo dal sig. Antonio Mo-
nconi, parroco di Rocchetta, era stata posta assieme
dal medesimo, appunto con i ritrovamenti fatti nei
monti di Avacelli, di Bosimano, di Appurano, di
Prosano e di Rocchetta {Carta archeol. n. 4-8), che
certo dovevano essere propizi per l'uomo, che viveva
all' uso selvaggio, e per la caccia abbondante e per le
ricche sorgenti di acqua che da quelle montagne sca-
turiscono (5).

Altre scoperte fatte presso Arcevia sul Monte
S. Angelo {Carta archeol. n. 17), sono così descritte
dal cav. Anselmi (G) :

« Anche nel vicino Monte S. Angelo, in alcuni
« punti più pianeggianti e più aprichi, tanto della
« sommità che delle pendici più lontane, furono tro-
ll vate ampie reliquie di questa civiltà, detta dell'età
« della pietra.

« Certe insenature, certi pianori bene esposti al
« sole che sorge e meno esposti ai venti boreali, prov-

(!) Bull, di paletn. ital., anno XXII, p. 7.

(2) Anselmi, Nuova Rivista Miseria, anno IX. p. 163.

(3) Colini, Bull, di paletn. ital., anno XXII, p. 8.

(4) Anselmi, Nuova Rivista Miseria, anno Vili, p. 190.

(5j Anselmi, Nuova Rivista Misena, anno Vili, p. 190.
Cfr. Bull, di paletn. ital., anno XXI, p. 105.

(6) Nuova Rivista Misena, anno Vili, p. 190; Bull, di
paletn. ital., anno XXII, p. 172.

« visti di boschi e di vicine ed abbondanti acque
« sorgive, parevano fatti appositamente onde essere
« scelti per dimora temporanea di quelle popolazioni,
« che vivevano ancora all'uso selvaggio.

« Alcune pareti e fondi di vaso assai spessi e
« rozzi, scavati nel così detto Pian de' Curti, una
« bellissima ascia di pietra levigata verde e qualche
« freccia trovata in contrada Piaggessa ; una lunga
« freccia a foglia di ulivo di piromaca rossastra, sco-
li perta dal mio colono in vocabolo Pian del Monte,
« molte scheggiature di selce, alcuni raschiatoi ed
« una bellissima selce lavorata, del tipo primordiale
" di S. Acheul, raccolta da me stesso in un ampio
« e bene esposto pianoro, chiamato forse a bella posta
« Certopiano ; altre selci e cocci assai rozzi, come
« pareti, fondi, anse comuni e labbri di vasi e nuclei
« di piromaca rossastra locale, pure da me raccolti
« in contrada S. Vittorino, ultima pendice del monte
« verso Caudino e le varie antichità preistoriche tro-
ll vate commiste anche nei recenti scavi di Montefor-
« tino, comprovano all'evidenza quanto si è di sopra
« asserito ».

Difatti anche nei Pianetti di Montefortino {Carta
archeol. n. 9) nel luogo ove, in età più tarda, si estese
il sepolcreto gallico, che sarà argomento speciale di
questa Memoria, si rinvennero, a grande profondità,
utensili ed armi di selce, fra cui alcune frecce bellis-
sime con peduncolo ed alette e frammenti di vasi
ed ossa di bruti, in mezzo a terra nera. Questi oggetti,
da me veduti durante gli scavi che vi faceva eseguire
il cav. Giampieri-Carletti sindaco di Arcevia, attestano
dell' esistenza in quei luoghi e specialmente sulla
sponda destra del rio che scorre presso i Pianetti,
di fondi di capanne, i quali, dai posteriori lavori ese-
guiti per lo scavo del sepolcreto, erano andati scon-
volti e distrutti.

Similmente ai piedi Arcevia, nel podere detto le
Conce {Carta archeol. n. 10), proprietà del cav. An-
selmi, sotto e sopra la strada provinciale, esistevano
fondi di capanne che furono rimaneggiati e sconvolti
dai lavori agricoli antichi e recenti. Gli oggetti che
erano entro quei fondi e che si raccolsero sparsi sulla
superficie dei campi, in mezzo a terra nera, consistono
di rozzi cocci, di frecce, di ossa lavorate, di frammenti
di due martelli forati e di una fusaiuola discoidale
di pietra bianca, del diam. di m. 0,065. Questi oggetti
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