Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 9.1899

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DI MONTEFORTINO PRESSO ARCEVIA

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tica ad altre raccolte in sepolcri neolitici del Mate-
rano, i cui scheletri giacevano in posizione accoco-
lata (').

Non avvi dubbio per conseguenza che anche la
terramara di Taranto è uno sviluppo delle civiltà delle
capanne, anzi si può dire che appartenne a famiglie
della stessa gente, che nel periodo neolitico occupava
i villaggi del Materano.

Necropoli dell'età del ferro.

È una osservazione fatta la prima volta l'anno
1880 dal conte Gentiloni (2) che nel Piceno, all'età
della pietra, succede immediatamente quella detta del
ferro e manca l'età che dicesi del bronzo.

I vari travamenti archeologici avvenuti nel Piceno
dopo il 1880, confermarono pienamente tale sentenza.

Le scoperte poi da me fatte l'anno 1892 a Novi-
lara, presso Pesaro (3), hanno dimostrato che, durante
l'età del ferro, le necropoli ad incinerazione, dette di
Villanova erano, sul versante orientale, limitate dal Pa-
naro al Pisaurus ; mentre in tutta la regione, che da
Pesaro si stende fin verso Taranto, usavansi necropoli,
ora dette appunto tipo Novilara, delle quali era ca-
ratteristico il rito dell' umazione rannicchiata. In causa
del qual rito, quelle necropoli debbonsi, con grande
probabilità, attribuire alle medesime antichissime po-
polazioni ivi stanziate tìn dall' età della pietra (4).

(') Patroni, Villaggio siculo presso Matera in Monumenti
antichi pubbl. dalla R. Accad. dei Lincei, voi. Vili, p. 443.

(2) Bullett. di Paletn. ital., anno VI, p. 165.

(3) Brizio, La Necropoli di Novilara in Monum. Antichi
pubbl. d. R. Accad. dei Lincei, voi. V, p. 86.

(*) Fra tali necropoli vuol essere compresa anche quella
di Torre del Mordillo (Notizie degli scavi 1888, p. 239 e
seg.), perchè pure in essa, quantunque spettante all'età detta
del ferro, le tombe, come ho dimostrato nel mio sucitato la-
voro su Novilara (p. 110) erano ad umazione rannicchiata.
Basta questo fatto per escludere che quella necropoli abbia
potuto appartenere alle popolazioni che lasciarono i sepol-
cri tipo Villanova, come supponeva il prof. Pigorini (No-
tizie 1888, p. 241; Bull, di paletn. ital., anno XX, p. 11).
Indipendentemente da me, il prof. Orsi ha espresso il parere,
a mio avviso più esatto, che la necropoli del Mordillo non
spetti a genti italiche (in senso archeologico) ma a Siculi e
precisamente a quei Siculi che, secondo Dionigi (I. 22), avreb-
bero soggiornato nel sud-ovest della penisola, prima di passare
in Sicilia (Orsi, Bull, di paletn. ital., anno XX, p. 08 nota 46).

Monumenti antichi — Vol. IX.

Di siffatte necropoli finora non apparvero tracce
nè lungo la vallata del Misa, nè presso Arcevia.

Siccome però esse già si rinvennero lungo la valle
del Metauro a Fossombrone e a s. Ippolito (•) ; presso
quella del Cesano a s. Costanzo (2) e sopra la valle
dell' Esino a Monteroberto (3), così non vi ha dubbio
che dovevano esistere altresì nella vallata intermedia
del Misa, lungo la quale, col tempo, non manche-
ranno di tornare alla luce.

Sembra inoltre che sì fatte necropoli tipo Novi-
lara, nella zona che si estende dal Pisaurus all' Esino,
abbiano cessato al sopraggiungere dei Galli Senoni, i
quali, nell' anno 395 a. C. s'impadronirono appunto di
quella contrada, fissando il centro della loro potenza
alle foci del Misa, dove più tardi sorse Senigallia.

Anche del soggiorno dei Galli in questa regione
si sono scoperte nell'ultimo trentennio parecchie tracce,
indicate sopratutto dalle loro tombe e dai loro se-
polcreti.

Sepolcreti gallici.

l.° Monte Rolo presso s. Vito sulla sinistra del
fiume Cesano (tav. I, n. 19). In questa località l'anno
1869 si scoperse una tomba, la cui suppellettile, acqui-
stata subito dopo dal già citato cav. Agostino Monti,
fu da me veduta in Nidastore il 25 settembre 1895.

Tale suppellettile comprende:

(') Notizie degli scavi 1899, p. 259 e 261.

(2) A S. Costanzo si rinvennero recentemente (Settembre
1899) in tombe ad umazione, vari oggetti di bronzo, parecchi
dei quali sono propri delle necropoli tipo Novilara. Di questi
oggetti, che acquistati dal Governo, si conservano ora nel Museo
archeologico di Ancona, cito i principali : un' armilla di bronzo
a fettuccia, girata a tredici spirali, ben conservata, e contenente
ancora nell' interno l'osso del braccio ; altra simile rotta e
contorta ; una fibula ad occhiali (per il tipo veggasi La Ne-
cropoli di Novilara, p. 126); parte di altra fibula simile; una
fibula ad arco semplice ; dieci altre simili più piccole ; una
trentina di piccoli occhialetti che costituivano un ornamento
speciale, forse un pettorale; nocciolo intero di ambra, alto
m. 0.05 appartenuto a fibula; due grosse fibule piene di bronzo,
prive dello spillo; un rasoio lunato; tre piccole cuspidi di lancia
in bronzo alte m. 0.14 ; un pendaglio in forma di accetta litica
con foro in testa, alto m. 0.04.

Questa suppellettile conferma quanto io scriveva fin dal
1895 (La Necropoli di Novilara p. 127, nota 2) che a S. Co-
stanzo esisteva una necropoli tipo Novilara.

(3) Notizie degli scavi 1880, p. 344 e seg.

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