Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 9.1899

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IL SEPOLCRETO GALLICO

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stenza di un sepolcreto e corrispondono nelle genera-
lità ai sepolcri gallici rinvenuti presso Serra S. Qui-
rico i cui oggetti furono descritti in questa Rivista
(III, 163) dal nostro amico cav. Gaspari e dal cav.
Brizio nelle Notizie degli Scavi, anno 1892, p. 305,
nelle quali pure vedrà la luce una più estesa illu-
strazione di queste antichità.

Quello che si deve deplorare nell' interesse della
scienza si è che le tombe furono scoperte senza alcuna
cura e che non si sia tenuto conto della giacitura
dei cadaveri e della collocazione degli oggetti e che
l'Ispettore ne sia stato informato dopo che le tombe
erano state già disfatte e manomesse, quantunque si
fossero fatte speciali raccomandazioni in proposito:
per la qual cosa la scoperta perde tutta la sua im-
portanza, come quasi sempre succede in questi tro-
vamenti fortuiti, dove ogni cautela è posta solamente
per non far sapere ciò che è necessario » (1).

La lamentazione del cav. Anselmi era 1* eco di
quanto io stesso gli aveva notificato in risposta alla
sua lettera del 24 dicembre. In essa lo autorizzavo
ad avvertire il proprietario del terreno in cui eransi
scoperte le tombe, e che poi seppi essere la sig.ra Al-
bina Marcellini, com' essa nel caso di altri travamenti,
anche fortuiti, fosse obbligata di darne subito denuncia
a lui, quale Ispettore, per le constatazioni di fatto e
che ad essa era assolutamente vietato di far commercio
degli oggetti ricuperati, senza la preventiva autoriz-
zazione del Governo, il quale aveva il diritto di pre-
lazione.

Siccome però alla raccomandazione non fu dato
ascolto ed altre tombe nell'aprile e maggio succes-
sivo vennero scoperte ed abusivamente esplorate, ob-
bligai la signora Marcellini a chiedere la necessaria
licenza di scavo, perchè, in caso diverso, avrei fatto
sequestrare gli oggetti.

L'atto energico ottenne il suo effetto. La signora
Marcellini chiese al Ministero il permesso di scavo,
che le venne subito concesso. Nello stesso tempo
io inviai sul luogo un impiegato del Museo, il sig. Lu-
ciano Proni, con l'obbligo di presenziare qualsivoglia
scoperta che si facesse a Montefortino e compilare
esatti e particolareggiati rapporti sulle altre tombe
che per caso uscissero in luce.

(') Nuovo Rivista M'nena, anno VII, pag. 189.

Pochi giorni dopo, cioè il 1" settembre, mi recai
io stesso in Arcevia per esaminare la suppellettile
fino allora raccolta e che per buona parte era stata
salvata dal cav. Anselmi.

La sera del giorno stesso fui a Montefortino e
lì ai Pianetti, in un appezzamento del cav. Giuseppe
Carletti-Giampieri, sindaco di Arcevia, potei osservare
parte degli oggetti trovati allora allora in una ricca
tomba di donna, che mi si disse casualmente sco-
perta.

Invitai anche il cav. Giampieri a munirsi di re-
golare permesso di scavo. Ciò egli fece subito all' in-
domani, nello stesso tempo che, con la massima cor-
tesia, m' invitò ad esaminare, nel suo palazzo di
Piticchio, tutti gli oggetti eh' erano stati estratti
dalla tomba, fornendomi inoltre i più esatti ragguagli
sulla loro giacitura sopra e da presso lo scheletro, ed
inviandomi in seguito anche gli schizzi di tutti gli
oggetti.

Con questi dati, con l'autopsia della suppellettile
trovata nel fondo Marcellini e con gli appunti che
delle prime tombe aveva preso il cav. Anselmi, ho po-
tuto compilare il rapporto preliminare su queste sco-
perte che inviai il 15 settembre al Ministero e che
vide poi la luce nelle Notizie degli Scavi di anti-
chità, anno 1896, p. 3.

Ritornai poscia in Arcevia nel novembre 1895 in-
sieme col comm. Barnabei, col quale, attesa l'ecce-
zionale importanza delle scoperte, si stabilì di far dise-
gnare in dieci tavole sia gli oggetti più notevoli fino
allora rinvenuti, sia quelli che col progresso degli scavi
sarebbero tornati in luce, per pubblicarli in apposita
Monografia da inserire nei Monumenti antichi della
R. Accademia dei Lincei.

A tale effetto feci ritorno una terza volta in Ar-
cevia nel febbraio 1896, insieme col disegnatore si-
gnor Mauro Trebbi, per indicargli i pezzi da disegnare,
onde comporre le dieci progettate tavole.

Intanto dalla cortesia del sindaco cav. Giampieri
io aveva già ricevuto un lucido di quella parte della
carta catastale del comune di Arcevia che comprende
i Pianetti di Montefortino, affinchè il Proni potesse
segnarvi le tombe che mano mano venivansi scoprendo.

Tale lucido ha poscia servito di base al signor
Trebbi per il rilievo della pianta del sepolcreto di
Montefortino che vedesi disegnata nella tav. II.
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