Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 9.1899

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IL SEPOLCRETO GALLICO

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Due alari di ferro, lunghi m. 0,67, con le estremità
ricurve, e sormontate, come gli esemplari del sepolcro
Giampieri, da capocchia conica di bronzo: uno di
essi riprodotto nella tav. V, n. 27.

Otto spiedi di ferro, infilati ai capi in maniglia
mobile di ferro e stretti assieme da quattro fettucce
pure di ferro, situate a regolare distanza fra loro
(tav. V, n. 6).

Infine sette coltellacci ricurvi di ferro, lunghi dai
trentacinque ai quaranta centimetri, tutti privi del
manico: due sono pubblicati nella tav. V, nn. 13
e 25.

La suppellettile adunque raccolta iu questa tomba
è, nel suo complesso, simile a quella della ricca tomba
Giampieri, fatta eccezione delle tre ghirlande d'oro.
Per compenso la tomba Anselmi racchiudeva gli orec-
chini che mancavano in quella Giampieri.

Le due tombe erano senza dubbio contemporanee.

Sep. XXIV. Ai piedi del sepolcro ora descritto
se ne scoperse un altro, il quale però da precedenti
lavori agricoli per piantagioni di alberi, era stato
devastato. Aveva appartenuto a guerriero e cavaliere.
Ma altro più non vi si rinvenne che uno scheletro di
cavallo con le ossa scomposte, e la sola testa al posto
primitivo, cioè verso sud-est.

Frammezzo alle ossa si raccolse una spada di ferro
tutta ritorta (tav. VI, n. 13); una piccola lancia di
ferro, lunga m. 0,20 ; qualche altro frammento di ferro
e pochi vasi di terra rossiccia, in forma di olla con
doppio manico.

Bozze tutte le altre facce, una sola di esse
presentava nel mezzo un'apertura quadrata di m. 0,15
per lato, all' esterno, e profonda circa m. 0,10, con
incassature ai quattro lati, dentro le quali doveva in-
castrarsi una lastra, probabilmente metallica, per chiu-
dere l'apertura stessa. Questa lastra veniva meglio

Fig. 21.

Quasi contemporaneamente alla scoperta della
ricca tomba Anselmi parecchie altre ne venivano
esplorate nel fondo Giampieri.

Incoraggiato dalle ricchezze che racchiudeva la
tomba scoperta nel proprio fondo, il cav. Giampieri
aveva dapprima estese le esplorazioni a monte, fino
alla strada vicinale. Con sua grande sorpresa però
non incontrò ivi più nessun' altra tomba.

Soltanto a circa otto metri dal ricco sepolcro VIII
rinvenne un cippo di pietra calcare, di una forma
singolarissima.

Era un pilastro quadrangolare, alto m. 0,85, largo
m. 0,42 e profondo m. 0,35, che terminava superior-
mente in doppio piovente, come un tetto a capanna
(fig. 21).

fermata mediante una sbarra metallica, disposta oriz-
zontalmente ed i cui capi erano introdotti ed impiom-
bati dentro due fori della pietra, che conservano tut-
tavia avanzi dell'impiombatura.

Dapprincipio non si comprendeva a quale uso una
pietra siffatta avesse potuto servire. Dal crederla una
stele sepolcrale distoglieva la considerazione che presso
di essa nessun sepolcro era stato avvertito; e vice-
versa presso tanti sepolcri scoperti nessuna stele di
tale od altro genere erasi mai rinvenuta.

In seguito però, essendosi potuto constatare, con
la maggior esattezza, che nessun sepolcro esisteva al
di là della linea indicata da quella pietra, si suppose,
e la supposizione è molto verosimile, ch'essa fosse
un cippo di confine, il quale segnasse il limite del
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