Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 9.1899

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DI MONTEFORTINO PRESSO ARCEVIA

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il primo del diam. di m. 0,015, con castone circolare
sul quale è inciso un elmo del tipo gallico, con para-
gnatidi pendenti ed un cornetto, per quanto sembra, ad
un lato (tav. VII, n. 28); il secondo, con castone
dittico, sul quale è profondamente incisa una testa
maschile barbata, vista di fronte, di lavoro barbarico
(tav. VII, n. 27). Il terzo anello è formato da lami-
netta di argento ingrossata ed arrotondata ai due capi,
che racchiude uno scarabeo di corniola sulla cui
faccia piana osservansi due guerrieri in lotta fra loro
(tav. VII, n. 29): le figure sono trattate nella nota
tecnica, detta a globuli od a pallone (')•

Finalmente sopra la testa dello scheletro e presso
l'angolo nord-ovest della fossa, si rinvennero un'anfora
in terracotta con estremità inferiore puntuta (tipo
tav. VIII, n. 13) e parecchi rozzi piattelli in fram-
menti.

Sepp. XLI e XLII-XLV. Tanto la tomba XLI,
la quale era stata scoperta il 3 novembre, quanto le
tombe XLII-XLV contigue fra loro ed esplorate dal
17 al 20 novembre, si trovarono tutte anteriormente
frugate e prive di oggetti. La tomba XLI conteneva
soltanto lo scheletro di un cavallo.

Per questa ragione, tralasciato lo scavo che appa-
riva infruttuoso in questo lembo estremo del sepol-
creto, fu trasportato di nuovo nel centro di esso, in
prossimità della tomba XXXIII, che aveva fornito
grande copia di vasi in argento.

Sep. XL VI. Ivi nei giorni 20, 21 e 22 novembre
fu esplorata una tomba lunga m. 3,40 e larga m. 2
la quale, alla profondità di 3 metri, conteneva uno
scheletro di uomo, con il cranio ad est ed i piedi ad
ovest, ed il cui femore misurava l'altezza di m. 0,44.

Intorno ad esso erano disposti ed allineati con molta
regolarità, in modo da disegnare un grande rettangolo,
sedici grossi chiodi di ferro, parecchi dei quali rive-
stiti ancora d'un legno fracido.

Non vi è dubbio che quei chiodi avevano apparte-
nuto alla cassa, dentro cui era stato chiuso il cada-
vere. Sotto la quale, come giustamente aveva notato il
cav. Giampieri, agli angoli ed ai cigli inferiori erano

(l) Friederichs, Nuove Memorie delV Inslituto p. 185;
Helbig, Bull, dell' htit. 1881, p. 179; Eossbach, Annali del-
l'Istituto 1885, p. 215, nota 2; Lenormant, Gazette archéolog.
1881, p. 188; Martha, L'art etrusque, p. 601.

Monumenti antichi. — Vol. IX.

state poste alcune pietre, per assicurarne la stabile po-
sizione orizzontale.

Entro la cassa, ai piedi dello scheletro, erano tre
vasetti di bronzo con un manico ad orecchia (tipo
tav. Vili, n. 7) e di differente grandezza ; una padella
del solito tipo a lungo manico finiente in uncino (cfr.
tav. Vili, n. 10; tav. IX, n. 3); un colatoio (tipo
tav. XI, n. 9) e due strigili di ferro.

Al di fuori della cassa e lungo ognuna delle quattro
pareti della fossa stavano allineati altri oggetti ed
utensili.

Presso la parete ad est : una grande caldaia di bronzo
con manico semicircolare di ferro, la quale conteneva
un paio di forbici di ferro (tipo tav. X, n. 3) ed una
lama di ferro, avanzo di coltello ; un' idria di bronzo
con due manici semicircolari movibili, sotto la cui
impostatura osservansi degli ornamenti incisi. L'idria
per conseguenza appartiene al tipo di quella tro-
vata nel sepolcro XXXV (cfr. tav. XI, n. 8). Eranvi
ancora tre olle di terracotta di varia grandezza, del
diam. la prima di m. 0,42, la seconda di m. 0,45, la
terza di m. 0,54.

Dal lato nord erano un vasetto in terracotta, a forma
di colomba, privo della testa e lungo m. 0,17 e la spada
di ferro, lunga con la spina m. 0,67, fuori del fodero,
il quale posava presso la parete sud. Il fodero di
ferro aveva l'imboccatura a linea ondeggiante, rial-
zato nel mezzo e l'estremità inferiore cuoriforme.

All' angolo nord-ovest giacevano sei coltellacci di
ferro del solito tipo (tav. V, n. 13; tav. Vili, n. 16
e 17; tav. IX, n. 7 ed 8) tre altri coltelli simili,
ma più piccoli erano ancora appesi alla parete ovest,
a m. 0,60 dal fondo della fossa.

Lungo la parete meridionale, oltre il fodero della
spada, era ancora un fascio di sei spiedi di ferro, rac-
comandati a maniglia semicircolare e legati da quattro
fascette (tipo tav. IV, n. 1 ; tav. V, n. 6).

La tomba conteneva inoltre un' armilla di bronzo,
del diam. interno di m. 0,085, fatta a lamina tubulare,
i cui capi nettamente tagliati e rastremati sono intro-
dotti l'uno nell'altro e fermati con chiodetti. Il la-
voro è rozzo e barbarico (1).

(') Tutti gli oggetti ch'erano nelle tre tombe XXXIX, XL
e XLVI furono in seguito dal cav. Giampieri, che n' era dive-
nuto proprietario, generosamente donate al Museo archeologico
di Ancona, nel quale adesso si conservano.

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