Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 9.1899

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DI MOXTEFORTTNO PRESSO ARCEV1A

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esemplari occorsero nelle due più ricche tombe Giam-
pieri ed Anselmi. Amendue portavano incastrate nel
castone una gemma di forma elittica, con figura fem-
minile incisa, trattata però in uno stile assai trascu-
rato. In altri due esemplari, tav. VII, n. 16; tav. Vili,
n. 6 il cerchio dell'anello è più semplice, cioè a forma
detta di staffa ed il castone è, in uno, romboidale con
figura incisa di delfino, nell'altro, tondeggiante, con
gemma rappresentante un desultor vincitore con due
cavalli.

Altri anelli consistono di una pietra lavorata a
scarabeo, fermata fra i due capi di ran semicerchio,
intorno ai quali gira, come sostenuta da un asse
(tav. VII, n. 23; tav. IX, n. 14). Il semicerchio
della montatura è ora a laminetta piatta ingrossata
ai due capi, ora a verga ritorta (tav. IX, n. 14), la
quale ricorda la verga ritorta dei torqui, degli orec-
chini e delle armille.

Anelli di questo tipo furono trovati in grande
numero nelle tombe della Crimea ('), per cui sull'ori-
gine greca della loro forma non può essere alcun
dubbio. Parecchi altresì ne esistono nel Museo di
Marzabotto, provenienti però dai sepolcreti etruschi.
Il Gozzadini, che ne ha pubblicati cinque nella sua
opera: Ulteriori scoperte nella necropoli di Marza-
botto, Bologna, 1870, tav. 17, n. 18, 23, 24, 26, 27,

dice a p. 64 che « queste gemme.....erano quali

dentro, quali tramezzo le arche e la più parte sotto
quei cumuli di sassi che coprivano gli scheletri ».
Un sesto anello simile con scarabeo venne poi tro-
vato il 23 agosto 1872, pure nel sepolcreto etrusco,
presso la porta orientale (2).

Dai sepolcri ad arca, vale a dire etruschi, proven-
gono altresì i tre anelli d'oro a staffa pubblicati pure
dal Gozzadini (op. cit., tav. 17, n. 12, 15, 22) con
castone nell' uno romboidale, nell'altro dittico e nel
terzo ornato di figura umana incisa.

Cosicché quei due tipi di anelli che a Monte-
fortino si ebbero da sepolcri gallici, a Marzabotto

(') Compte-rendu de la comm. archéolog. 1859, tav. Ili;
18(50, tav. IV; 1861, tav. VI, n. 10; 1862, tav. 1, n. 12;
1870-71, tav. VI, n. 20, 21, 22, 23; 1875 tav. II, n. 17.

(2) Brizio, Relazione sugli scavi eseguiti a Marzabotto
{Monumenti antichi della E. Accad. dei Lincei, voi. I, p. 167).
Si confronti p. 3, alleg. n. 7 e 113; alleg. n. 11.

uscirono da sepolcri etruschi; onde è lecito dedurre
la contemporaneità delle due necropoli. Quella di
Montefortino, per le ragioni storiche già esposte a
p. 713 si deve collocare nel IV secolo, fra il 395 ed
il 283. Tale data è confermata anche dalle rappresen-
tazioni su alcuni anelli. La figura ad es. di Dioniso, con
petto scoperto e grappolo d'uva nella d. abbassata,
(tav. VII, n. 23 e fig. 29) per la linea flessuosa di
tutta la persona e per il motivo di appoggiarsi ad
un pilastrino, mostra di essere derivato da una statua
di tipo prassitelico (fig. 29).

Fig. 29.

Siccome adunque dai sepolcri etruschi di Marza-
botto si ebbero i due identici tipi di anelli a staffa
ed a scarabei montati in argento, usciti da Montefor-
tino, così possiamo stabilire che anche quella necro-
poli etnisca, quantunque risalga al quinto e forse alla
fine del sesto secolo, durasse però ancora nel quarto.
Anzi è notevole che nelle tombe galliche di Marzabotto
si trovarono bensì anelli d'oro e d'argento, ma di altra
forma, cioè a due giri. Nei rapporti sugli scavi di
Marzabotto, compilati dal Sansoni e da me pubbli-
cati ('), leggesi a p. 153 . « uno scheletro di donna
mancante del braccio destro, quale avea nel braccio
sinistro un' armilla di argento ben conservata ed alle
dita un anello di argento a due giri ed altro di simil
forma, d'oro, benissimo conservati » ed a p. 156 « un
anello al braccio sinistro d'argento a due giri ed altro
simile alla mano destra ».

A Montefortino gli anelli riccamente lavorati e
di forma artificiosa occorsero anche nelle tombe degli
uomini.

Al contrario trovossi esclusivamente (2) in tombe di
donne un anello assai più semplice, cioè fatto a ver-

(!) Brizio, Relazione sugli scavi eseguiti a Marzabotto
(Mon. antichi della R. Accad. dei Lincei, voi. I p. 153 e 156).

(2) Nel solo sepolcro n. XIII, appartenuto ad uomo, anzi
a guerriero, era un frammento di anellino di argento che po-
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