Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 9.1899

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DI MONTEFORTINO PRESSO ARCEVIA

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Otto spiedi di egual forma, ancora in parte uniti
assieme dalla ruggine ed attraversati in testa da un
perno, si rinvennero pure nel sepolcreto gallico di
Serra S. Quirico. Misuravano in lunghezza m. 1,10
ed erano associati a cinque coltellacci di ferro, lunghi
da m. 0,36 a 0,39 (').

Alar!. — La carne tagliata con i coltellacci, ed
infilata negli spiedi, veniva poi esposta al fuoco per
farla arrostire ; al quale scopo servivano gli alari.
Difatti la tomba 23 conteneva, insieme con i col-
tellacci e gli spiedi, anche gli alari. Nella ricca
tomba Giampieri, n. 8, vi erano due coppie di alari
(tav. IV, n. 10 e 23) una di più grandi, lunghi
m. 0,66, con le capocchie rivestite di bronzo, un'altra
di più piccoli, ma notevoli per una specie di occhiello
nei due punti ove la sbarra orizzontale appoggiasi
sopra i sostegni semicircolari ; dei quali occhielli però
non saprei proporre una spiegazione.

Gli alari provenienti dalla tomba n. 47 sono forniti
non di una sola, ma di due sbarre orizzontali, l'una
a breve distanza dall'altra e per tale, particolarità
ricordano il grandioso alare rinvenuto a S. M. di
Cazzano, riprodotto più sopra a p. 710, fig. 28.

Come ha già dimostrato il eh. Hoernes, i più an-
tichi alari metallici dovevano essere, non di ferro, ma
di bronzo, con i sostegni e la sbarra orizzontale non
di verga rotonda, bensì piatta e così gli uni come l'altra
piegati ad angolo retto anziché curvate e con le estre-
mità finienti in testa di animale e non in borchia o
bottone (2).

Ma per le nostre ricerche è sufficiente constatare
come alari di ferro con sostegni e sbarra orizzontale
ed estremità ricurve, quantunque ancora a testa di
animale, si ebbero da tombe etnische di Orvieto, del
quinto secolo av. Cristo (3) e per conseguenza sia molto
naturale l'ammettere che anche questi attrezzi per il
fuoco siano stati forniti ai Galli dall' industria e dal
commercio etrusco.

Oltre l'alare già pubblicato a p. 710, il sepolcro
di S. M. di Cazzano ne conteneva altri due più pic-
coli, la cui descrizione, data la prima volta dal Goz-

(') Notizie degli scavi 1891, p. 307.

(2) Hoernes, Zur prahistorischen Formenlehre, p. 25 e seg.

(3) Notizie degli siavi 1880, tav. XVI, fig. 34, 40, 42;
1887, tav. XII, fig. 51.

zadini, già riportai nel mio lavoro: Tombe e necrofoli
galliche della prov. di Bologna, p. 497. Qui debbo
aggiungere che tanto quell'alare grande, quanto i due
piccoli erano collocati attraverso lo scheletro, preci-
samente com'erano disposti i due alari di ferro del
grande sepolcro Giampieri (veggasi sopra p. 668).
Oltreciò nel sepolcro di S. M. di Cazzano insieme
con gli alari erano anche i coltellacci di ferro ed
avanzi degli spiedi. Gli uni e gli altri furono così de-
scritti dal Gozzadini «..... alquanti frammenti di

grandi coltellacci di ferro che non sono nei sepolcri
felsinei ..... parecchie spranghette di ferro rettan-
golari, grosse quattro centim., lunghe 80 centim......»

Tali spranghette di ferro che, insieme con gli altri og-
getti, conservansi nel Museo di Bologna, sono spiedi.

Già si sapeva da Polibio (') che il cibo delle po-
polazioni galliche era a prevalenza costituito dalla
carne, ma la frequenza degli spiedi a Montefortino
ed in altri sepolcreti gallici, conferma la notizia di
Diodoro che i Galli, come in genere tutti i popoli
primitivi e guerrieri, preferivano la carne arrostita.
Ne mangiavano però anche di quella allessata, va-
lendosi, per farla cuocere, di caldaie.

Caldaie. Atfirpec, — Anche queste di fatti occor-
sero con molta frequenza nelle tombe galliche di Mon-
tefortino e di altre località. Quelle meglio conservate,
di Montefortino, veggonsi riprodotte nelle tav. IV, n. 2
e 9; tav. V, n. 18; tav. Vili, n. 14 e tav. XI, n. 22.

Consistono di un assai capace recipiente di rame,
di forma quasi emisferica, ma con orifizio volto al-
l'indentro e quindi assai ridotto e sorretto da un ro-
busto manico semicircolare di feiro.

Caldaie simili si ebbero pure dai sepolcreti gal-
lici di Serra S. Quirico e di S. M. di Cazzano. Fu-
rono trovati avanzi di uguale caldaia con le imposta-
ture sull'orlo del manico semicircolare di ferro, in
un sepolcro, che ho giudicato pure gallico, a Casal Fiu-
manese sulla destra del Sillaro (2), e questi avanzi sono
ora nel Museo di Bologna.

Non ho notizie che caldaie simili siansi tro-
vate in sepolcri etruschi. Parecchie per compenso ne
hanno fornito i sepolcreti piceni dell'Anconitano, so-

(') Polyb. Lib. II, 17, 10; Diod. Sic lib. V. 28. 4.

(2) Notizie degli scavi 1896, p. 319.
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