Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 13.1903

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nella reale tenuta di castelporziano

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e) NIVSasclepi (?)

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/) Bollo di mattone rettangolo:

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g) Tubo di piombo:

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Alla storia di Pratica nel medio evo appartiene
il seguente documento del 21 luglio 1385 registrato
nel prot. cap. 785 del notaro Vendettini:

« Kev. in Christo pater et dominus frater Ianno-
ctus de caputgallis abbas ven. monasterii sancte
Maria de Gripta ferrata prope urbom vendidit Johanni
quondam Petri Cerronis (?) de regione montium herbas
srossas et minutas glandes et rascbias in tribus par-
tibus de quatuor principalibus partibus castri olim
mine re due ti ad casale quod vocatur Patrica
junctas prò indiviso cum alia quarta parte domini
Lodovici de Papazzurris, prodiviso cum alia me-
dietate dicti castri aliorum consortilim quod totum
castrum situm est extra portam sancti Pauli inter
hos fmes ab uno latere est tenuta castri A r d e e ab
alio latere est tenuta castri Petronelle. Actum in
regione sancti Heustachii in domibus et palatiis mo-
nasterii sancti Pauli et residentiae dicti abbatis ».

V.

Il Solonium e Castel Porziano.

Gli scrittori parlano di due diverticoli sulla sini-
stra della via ostiense al di là di s. Ciriaco o Mezzo
Cammino ('), il primo al miglio Vili, il secondo al
m. XI.

a) « Pomonal est in agro Solonio via Ostiensi
ad XII lapidem, diverticulo a milliario Vili ». Pesto.

b) « Aditur (Laurentinum Plinii) non una via
.... ostiensis ab undecimo (lapide) relinquenda est ».
Plinio.

Il miglio Vili, misurato dalla porta serviana,
cade precisamente al cliilometro 13, presso il casale
di Malafede: perchè non bisogna dimenticare che la
via antica, prima che il Tevere corrodesse la sponda
sinistra al vicus Alexandri e a s. Ciriaco, era più
breve della moderna. Le traccie del diverticolo che
conduceva al campo Solonio sono tuttora evidentis-
sime (2), di maniera che si può fare anche a meno
delle testimonianze del Pabretti, del Lenti, e del
Nibby, che le hanno viste e studiate prima di me.
Se ne può seguire il percorso sino a Castel Porziano
per mezzo dei tagli che solcano le ondulazioni del
terreno, dei selcioni parte ancora al posto, parte smossi
dalle radici degli alberi, e dei ruderi di ville e ca-
scine che ne segnano i margini. Due gruppi di ru-
deri si vedono tra Malafede e il cancello della r. Te-
nuta di Caccia all' Infermeria (3), il primo a 29 metri
sul mare, il secondo a 51. Il Nibby afferma di averne
veduto un terzo, al di là del cancello, con pareti co-
perte di signino, ma nel 1829 il bosco non era folto
e impenetrabile come ora. Il guardiano del cancello

(') Presso s. Ciriaco, dove le colline della sponda sinistra,
alte dai 40 ai 45 metri, offrono siti pittoreschi e salubri, sor-
gevano le ville di L. Nonio Asprenate (C / L. XV, 2, 7501)
di M. Stiaccio Corano (? Fea, Fasti, p. 85 : Nibby, Viaggio,
II, p. 283) e di Q. Aurelio Simmaco; quest'ultimo al VII mi-
glio preciso. Vedi Symm. ep. ed Seeck, 1883, pp. 6, 59, 155,
163. 172.

(2) Da Malafede partono, non uno, ma due diverticoli an-
tichi, il primo diretto per Castel Porziano a Laurento, il se-
condo per Palocco. Il Nibby, Viaggio, p. 15, parla di un
terzo diverticolo al casale Risarò, ma i selcioni che egli vide
sparsi per la campagna vicina sono stati tolti dalla Ostiense.

(3) L1 Infermeria apparteneva nel XIV secolo alla famiglia
Sergona o Saragona: poi passò ai Boccabella. Vedi Adinolfi
I, p. 53, n. 1.
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