Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 13.1903

Page: 204
DOI article: DOI Page: Citation link: 
https://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/monant1903/0109
License: Free access  - all rights reserved Use / Order
0.5
1 cm
facsimile
TOMBE GRECHE ARCAICHE

E TOMBA GREOO-SANNITICA A THOLOS DELLA NECROPOLI DI CUMA (*)

A nor-est dell'enorme roccia tracliitica che segna
l'acropoli di Clima, presso al piede delle colline che
si stendono ad oriente dell' antica città e propriamente
fra esso e la strada vecchia di Licola, giace un fondo
di circa ventidue moggia di terra, denso d'alberi e
di viti, di proprietà del canonico don Alfonso Artiaco
di Pozzuoli. Il fondo è situato subito fuori le mura
settentrionali della città, un tratto delle quali, presso
l'angolo sud-ovest del podere rimane tuttora in situ
e può vedersi riprodotto anche nella sommaria carta
archeologica del Beloch, Campameli, tav. IV.

Cosa singolare per Clima, il fondo Artiaco era
finora sfuggito a quella, più che altro, sistematica de-
predazione che generazioni di scavatori, sostenuti da
patroni più a meno animati da interesse scientifico,
avevano compito nella necropoli cumana, dai primi
decenni del secolo scorso fino a ieri (2). Ma l'anno

(!) Un breve cenno su queste medesime scoperte fu già
da me pubblicato in Notizie degli scavi, 1902 p. 556 sgg.

(2) Sui principali scavi eseguiti nella necropoli di Cuma
rimando, per non fare inutili ripetizioni, alle notizie date dal
Beloch, Campanien2, pp. 167 e 467, dallo Stevens, Notizie,
1883, p. 270 e dal Patroni, ivi 1896, p. 202. Gli scavi vera-
mente utili ed importanti per la scienza sono quelli del conte
di Siracusa (1853) che dettero origine alla collezione Cumana
del Museo Nazionale di Napoli, e, più specialmente ancora, quelli

Monumenti antichi — Vol. XIII.

passato venne anche la volta del fondo Artiaco, as-
suntore degli scavi il sig. Gaetano Maglione di Poz-
zuoli.

Gli scavi Maglione, intrapresi ed eseguiti per uno
scopo di mero interesse commerciale, sarebbero da
mettere, in fatto di risultati scientifici, nel novero
della maggior parte degli altri, se il Ministero della
pubblica istruzione, in forza di speciale contratto sti-
pulato dal commissario prof. Orsi nel marzo 1901,
non avesse concesso la licenza di scavo a patto che
i lavori fossero diretti e continuamente sorvegliati da
funzionari governativi, e se, oltre reclamare la proprietà
di una parte del prodotto, non si fosse riserbato il di-
ritto di eseguire, per conto proprio, tutte le ricerche
ed i lavori suppletori che avrebbe giudicati opportuni

eseguiti dal cav. E. Stevens fra gli anni 1878 e 1896. La rac-
colta Stevens è entrata da poco ad arricchire le collezioni del
Museo Nazionale di Napoli ed anche le note prese giorno per
giorno dal sig. Stevens, con un'accuratezza ed una diligenza
che gli fanno veramente onore, sono passate a far parte del-
l'archivio del Museo. Tali note costituiscono un documento ar-
cheologico e topografico di prim'ordine e la loro pubblicazione
integrale, accompagnata da osservazioni e dilucidazioni di un
uomo del mestiere sarà un'opera altamente meritoria della Di-
rezione del Museo di Napoli. Rinvio, a questo proposito, anche
a ciò che scrisse il Von Duhn nella sua Delineazione di una
storia della Campania preromana, in Riv. di St. ant., I, 3,
p. 54, nota 9.

14
loading ...